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Grazie un accidente Oriana e... due parole per i coccodrilli PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Ottobre 2007 13:34
Si infierisce qui, facendogli il verso come al solito, contro un piagnisteo pieno di insulti da quindicenni viziate pubblicato il giorno in cui Oriana Fallaci è andata di persona a verificare di quale dio si debba temere il giudizio. Il titolo originale è Grazie Oriana e... due parole per gli avvoltoi. Il nostro scritto è in verde.

Mi trovo alquanto a disagio leggendo certe dichiarazioni da parte di alcuni politici e uomini dello spettacolo. Persone che fino a ieri rigurgitavano odio verso la piu' grande (ma soprattutto la piu' libera) scrittrice italiana del '900 oggi improvvisamente diventano teneri con lei.

Anche noi ci troviamo a disagio, naturalmente per motivi opposti: non abbiamo affatto gradito l'ipocrita scoprirsi delle teste dettato da una mera convenienza. Sul fatto che vomitare odio su tutto e tutti faccia grande non diciamo una scrittrice, ma perfino l'ultimo dei mendicanti da semaforo, abbiamo i nostri dubbi. Avremmo anche non poco da ridire in merito ad un certo concetto di "libertà" intesa come prevaricazione.

E' facile togliere i corpi dalla croce o dal rogo una volta che sono senza vita e che non possono piu' infastidire.

Andiamoci piano con i paragoni. Oriana Fallaci, che se la croce o il li avesse prospettati per qualcun altro avrebbe avuto l'approvazione isterica di estimatori e committenti, è morta in una clinica di lusso.

Almeno quel'ex fascista demente di Dario Fo ha avuto il coraggio di non nascondere il suo disprezzo per il pensiero di Oriana.

Non è che ci voglia molto coraggio a dire quello che pensano tutti coloro che non dipendono da partitucoli o da giornaletti per il loro sostentamento o per la loro visione del mondo. Il vero torto di Dario Fo è di aver vinto il Nobel per la letteratura, in un "paese" dove l'altro potenziale Nobel Mario Luzi ha dovuto, da ultimo, affrontare la sufficienza di un Gasparri che come senatore a vita gli avrebbe preferito Mike Bongiorno.
Su quali basi Dario Fo debba essere considerato un demente, il nostro ignoto autore di piagnistei ha tralasciato di scriverlo: è strano, poi, che essere considerato un "ex fascista" debba rappresentare un demerito agli occhi dell'aggregato di forcaioli rancorosi cui è ridotta la popolazione dello stato che occupa la penisola italiana.


Immagino lo stato di gioia dei no global, che si divertivano a insultarla nelle piazze, o a quell'oca della Guzzanti che ha avuto il cattivo gusto di deridere una malata di cancro; per non parlare degli islamici che ora crederanno di avere campo libero all'invasione, anche da un punto di vista culturale oltre che fisico.

La definizione di "no global", peraltro già sbiadita e presumibilmente in via di uscire dall'uso per essere sostituita da qualcun'altra sicuramente peggiore, è stata usata per qualche anno ed esclusivamente dal centrodestra italiota per indicare chiunque, coltivando le virtù del realismo e del dubbio, osasse mettere in discussione il salvifico operato di un governo servo della peggiore ammministrazione USA che si ricordi a memoria d'uomo. Quell'oca della Guzzanti, a nostro avviso, non c'è andata abbastanza pesante, visto che esso cancro non ha impedito alla non rimpianta scrittrice di imperversare per anni in tutte le sedi mediatiche, con invettive e proclami ben al di là del difendibile e del logico. L'"invasione islamica" non la temiamo affatto. Anzi.

In fondo, tolta la Fallaci, c'e' qualcuno dello stesso calibro che dice a chiare lettere che Troia brucia? No.

C'è rimasto Magdi Allam, che opera anche lui presso la Rizzoli con ottima retribuzione e che è praticamente l'unico personaggio citato dagli "occidentalisti" a caccia di legittimazione. Con tutto che non gli auguriamo di certo di raggiungere il calibro della Fallaci. Troia al momento non ci sembra corra alcun pericolo di finire arrosto. E le troie nemmeno, visto che nell'illuminato "Occidente" comportarsi ed abbigliarsi come femmine da trivio è divenuto un elemento distintivo ed un motivo di vanto, sul quale fiorisce un'industria dal fatturato incalcolabile...!

Immagino anche la gioia ai vertici della dittatura che sta comandando l'Italia, considerando il forte antisemitismo che regna nelle aule della politica italiana di sinistra e il fatto che Oriana ha scritto diversi articoli a sostegno degli ebrei d'Israele.

Purtroppo, lo stato che occupa la penisola italiana dispone di un sistema elettorale ad altissima partecipazione, che consente di escludere i dubbi più forti in merito alla democraticità dell'esecutivo. L'antisemitismo regna talmente incontrastato, nelle aule della politica italiese "di sinistra", che non una parola è stata spesa, in due anni, per togliere Hamas (anch'esso vincitore di elezioni democratiche) dalla condizione di isolamento in cui si trova perché sgradito ad Israele ed alla UE. Ci piacerebbe anche sapere quanti "ebrei d'Israele" siano a conoscenza dell'impegno profuso da Oriana Fallaci per la loro causa. Crediamo non siano poi molti.

Mi vedo gia' i Verdi e Diliberto a braccetto con gli esponenti del Ucoii pronti ad emulare il loro eroe, ovvero Hitler o Stalin o Castro o boh...

L'astio "occidentalista" contro Diliberto pare una costante, e ci riesce difficile trovarne spiegazione. Che Pecoraro Scanio abbia in Hitler un suo eroe, è una cosa che diventa difficile da sostenere anche se si è esagerato con la vodka o con la grappa. Al boh finale potremmo rimediare noi, suggerendo Pol Pot, Tito, Ceausescu, Mao Zedong... tutte figure di primo piano, riferimenti imprescindibili per il governo Prodi, com'è universalmente noto.

E proprio in questi giorni per l'ennesima volta si e' vista la perdita progressiva della nostra liberta'. Ratzinger ha parlato ed il mondo islamico si e' sollevato. E cosi' la Santa Sede ha posto le sue scuse.

Nel settembre 2006 un discorso tenuto da Benedetto XVI a Ratisbona (e diffuso prontamente in tutto dar al'islam da quella AlJazeera che il democraticissimo Bush voleva far bombardare) non piacque a molte personalità e a molta gente comune in dar al'islam, perché faceva riferimenti ad una frase biasimevole di Michele Paleologo contro l'Inviato. Al verificarsi di alcuni episodi violenti si accompagnarono però inviti alla calma ed alla conciliazione. Benedetto XVI, che non si aspettava certo di mandare su tutte le furie così tanta gente, si scusò pubblicamente qualche giorno dopo. Ad ottobre, Un mese dopo, sulla rivista statunitense Islamica Magazine, fu pubblicata una lettera aperta da parte di trentotto personalità musulmane. Si noti che il nostro "occidentalista" chiama "perdita progressiva di libertà" quella che nei fatti è una "correzione di un parere rivelatosi infondato". Non è ammesso, in pratica, che una figura di riferimento "occidentalista" possa rivedere le proprie opinioni o tornare sui propri passi. Sono cose che indeboliscono il fronte interno...!

Sua Santita', da lei mi aspettavo piu' coraggio e fermezza sinceramente. Piu' palle, e mi scusi l'espressione volgare ma rende l'idea.

Si noti la sobrietà di stile e l'elevatezza degli argomenti. Così si trattano i pontefici, diamine!

Ebbene a tutte le persone che in questo momento stanno festeggiando la morte di una persona (esplicitamente ma soprattutto implicitamente) dico che non credano che sia finita qui.

La morte di Oriana Fallaci non è stata festeggiata da nessuno, essendo tutti impegnati in questioni di assai maggior serietà, ma non andate a raccontarlo al nostro "occidentalista": non saprebbe a cosa appoggiare le invettive come questa.

Il corpo e' effimero ma il pensiero e' eterno, e lo sono soprattutto quei pensieri che sono stati condannate alle fiamme dal potere culturale dominante. Le fiamme si propagano, bruciano, contagiano, stimolano ad agire. Dovreste ricordarvelo quando fate la caccia alle streghe. Oriana Fallaci e' morta, e' vero. Ma le sue idee, i suoi libri, la sua vita assolutamente no.

Che gli scritti di Oriana Fallaci, specialmente gli ultimi, avessero una qualche attinenza col "pensiero" o con "idee" di qualsivoglia genere e specie ci sentiamo categoricamente di escluderlo. Escludiamo parimenti che possano avere la minima speranza di "eternità".

E non e' il solito modo di dire. Qui non si tratta solo di Oriana ma di salvare una civilta' intera, di combattere un nuovo nazismo che sta annientando la liberta' in Europa e nell'Occidente.

Il "nuovo nazismo che sta annientando la libertà in Europa e nell'Occidente" è, ovviamente ed esattamente, quel pensiero unico "occidentalista" che attribuisce sistematicamente agli avversari quelli che invece sono i propri caratteri.

E a combattere ci saranno molti di noi. Oriana si e' solo trasformata in noi.
Ora la sentiamo dentro noi stessi piu' che mai.

Abbiamo capito: una sorta di eucarestia sotto specie di libri unisce Oriana Fallaci ai suoi credenti. Una mitizzazione che a nostro avviso andrebbe rivolta a personaggi di ben altra levatura, se proprio qualcuno vuol cimentarsi in cose del genere.

"Animula vagula blandula
hospes comesque corporis
quae nunc abibis in loca
pallidula, rigidula, fridula,
nec ut soles dabis iocos..."

Gran cosa, le citazioni latine. Noi lasciamo perdere Adriano e scomodiamo nientemeno che Seneca, nel punto in cui il coro della Medea fa una profezia. Una profezia a nostro avviso realizzata, e che confligge per fortuna con le istanze da turris eburnea in cui l'occidentalismo concretizza i suoi piagnucolosi miti di supremazia.

Nunc iam cessit pontus et omnes
patitur leges: non Palladia
compacta manu regum referens
inclita remos quaeritur Argo -
quaelibet altum cumba pererrat;
terminus omnis motus et urbes
muros terra posuere nova,
nil qua fuerat sede reliquit
pervius orbis:
Indus gelidum potat Araxen,
Albin Persae Rhenumque bibunt -
venient annis saecula seris,
quibus Oceanus vincula rerum
laxet et ingens pateat tellus
Tethysque novos detegat orbes
nec sit terris ultima Thule.

Adesso si arrendono le onde del mare
e s'inchinano alle leggi.
Non serve più Argo,
la famosa nave che Atena
costruì con le sue mani
e che porta i remi dei re;
una piccola nave le attraversa.
Ogni confine è caduto:
in terre sconosciute
sorgono mura di città.
Niente resta al suo posto,
tutto il mondo è aperto alle strade.
Si disseta l'indiano al gelido Arasse,
bevono i persiani all'Elba e al Reno.

Verrà un giorno, in secoli lontani,
che Oceano liberi il mondo dai suoi vincoli
e che immensa si riveli una terra.
Nuovi mondi Teti svelerà;
non ci sarà più sulla terra
un'Ultima Thule.



 

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