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Il tiranno è morto! Morte al tiranno! PDF Stampa E-mail
Domenica 09 Novembre 2008 10:56
Saddam Hussein, presidente e dittatore iracheno a tempo pieno nonché figura multiruolo di boia, pedina altrui, capro espiatorio, portinaio e bersaglio a tempo parziale e a seconda delle necessità, è stato impiccato il 30 dicembre 2006 dopo un simulacro di processo celebrato apposta per levarlo di mezzo il prima possibile e soprattutto chiudergli per sempre la bocca. La reazione "occidentalista" alla notizia è tiepida, contrariamente a quello che ci si sarebbe potuti aspettare. Dall'aggressione statunitense erano già passati tre infernali anni nel corso dei quali gli aggressori ne avevano combinate quante potevano combinarne, tra uccisioni arbitrarie, rastrellamenti da SS, distruzione di città intere, senza riuscire nemmeno a rendere il paese abbastanza sicuro perché la gente potesse uscire di casa senza rischiare la vita. Tre conflitti contemporaneamente in corso, pulizia etnica e continui sabotaggi e distruzioni delle infrastrutture hanno fatto tabula rasa della società civile: profughi a milioni hanno lasciato il paese senza classe media e senza professionisti. Questo, in estrema sintesi. Un quadro diversissimo da quello prospettato a suo tempo, con la democrazia da esportazione e tutto il resto. Per non parlare della torta della "ricostruzione", finita in ben altre mani esattamente come previsto da tutti i non cialtroni dotati di cognizione di causa. Con l'Iraq diventato da un pezzo qualcosa di cui parlare il meno possibile perfino gli "occidentalisti" più dediti alla causa capiscono che forse non è più tanto il caso di atteggiarsi a galletti e perfino George Bush deplora l'esecuzione, condotta tra l'altro con un'imperizia che avrebbe molto contrariato i professionisti del settore. Su comedonchisciotte.org abbiamo trovato il seguente testo, tradotto dall'originale su albasrah.net, di una lettera manoscritta di Saddam Hussein al popolo statunitense. La riportiamo senza commenti, così come senza commenti tutti i media mainstream hanno per anni riportato le menzogne degli aggressori.

In nome di Dio pietoso e misericordioso.

"E fra i credenti vi sono uomini che sono fedeli al patto che avevano fatto con Dio. Alcuni di loro lo hanno osservato con la morte, altri aspettano ancora, ma il loro atteggiamento non é minimamente cambiato. Dio potrà ricompensare i fedeli per la loro fedeltà e punire gli ipocriti, se Egli vorrà, oppure sarà indulgente con loro, perché Dio é clemente e misericordioso. E Dio ha respinto da sé gli infedeli a causa del loro astio, ed essi non hanno avuto alcun bene, e ha stornato dai credenti il loro attacco. Dio é forte e potente". [Corano, 33:23-25].


Al popolo statunitense
La pace sia con coloro che credono nella pace e la desiderano, e insieme ad essa abbiano anche la misericordia di Dio e le Sue benedizioni.
Mi rivolgo a voi con questa lettera dal luogo ove mi trovo prigioniero, in un tentativo dettato dalla mia responsabilità morale, umana e costituzionale, affinché non possiate dire che nessuno si é rivolto a voi con un messaggio di pace dopo l’inizio della guerra, e non ne ha confutato le cause e desiderato la pace tanto per voi che per il nostro popolo, retto, fedele ed eroico.
E dico ciò ignorando se i miei fratelli e compagni che fuori da questo carcere guidano la Resistenza si siano messi in contatto con voi, perché dal mio arresto fino a questo momento i vostri capi hanno "democraticamente" impedito che alcuna notizia mi raggiungesse attraverso la stampa, la radio e la televisione, isolandomi completamente dal mondo e isolando il mondo da me, affinché nulla potessi udire o vedere di ciò che avviene fuori dalla mia prigione.
é questa il vero aspetto della democrazia e dei diritti umani tanto sbandierati fuori degli Stati Uniti? Oppure chi vi comanda vi ha mentito su di essi? Mi riferisco alle persone ammazzate nelle carceri, alcune di esse dalle pistole degli stessi investigatori statunitensi. Oppure tutto questo - o altri dettagli che farebbero rizzare i capelli - vi é stato nascosto dai vostri capi per non farvi conoscere la verità?
Mi rivolgo comunque a voi con questa mia lettera sperando che essa vi raggiunga e che la ascoltiate o la leggiate. E ciò perché sento il dovere di portare i fatti a conoscenza della gente, quale che sia il suo colore o la sua nazionalità, perché questo é il nostro dovere verso di essa, così come essa ha il dovere verso di noi di non accettare il male.
Vi scrivo perché mi ha suggerito di farlo il mio legale, l’eminente giurista e professore Ramsey Clark. Tanto lui che il suo collega professor Curtis Dobler sono un esempio di grande umanitarismo e ho avuto di loro un’impressione personale molto positiva. Voglio anzi cogliere questa occasione per rendere omaggio al loro coraggio, perché si sono offerti a difendermi spontaneamente pur conoscendo i rischi che corrono nello svolgimento del loro compito, in particolare dopo che dei criminali hanno già assassinato quattro legali che mi difendevano.
Popolo statunitense: ho tuttora l’impressione che i vostri governanti vi stiano ancora mentendo e non vi abbiano detto le vere ragioni che li hanno indotti ad aggredire l’Iraq. Fin dall’inizio essi hanno ingannato non solo la comunità internazionale, e in particolare quella europea, ma anche gli stessi popoli degli Stati Uniti, sapendo in anticipo che i fatti erano tutto il contrario di ciò che essi dichiaravano. Falso é anche quanto essi hanno affermato dopo che le loro menzogne sono venute alla luce, e cioé che li avevano tratti in inganno i loro servizi segreti e i tirapiedi che si erano portati in Iraq come loro marionette, esattamente come hanno sempre fatto il vecchio imperialismo e i vecchi imperi del diciannovesimo e del ventesimo secolo. Ciò che sto affermando si basa su molti fatti. Ecco i principali:
1 - Le commissioni di inchiesta. Esse sono venute in Iraq in nome delle Nazioni Unite e hanno perquisito persino case private, oltre ad uffici governativi, palazzi presidenziali, e ad ispezionare documenti governativi. Quelle commissioni sapevano bene che l’Iraq non aveva armi di distruzione di massa, perché molti dei loro principali componenti erano statunitensi ed inglesi, oltre ad avere spie e agenti volontari di altre nazionalità. Tutte queste persone hanno setacciato tutto l’Iraq da un capo all’altro e non hanno trovato nulla di diverso da quanto i rappresentanti del governo iracheno avevano detto loro.
Queste ispezioni sono durate più di sette anni, e sono state effettuate oltre che a mezzo di commissioni che hanno girato in macchina e a piedi, anche con aerei-spia, elicotteri, e satelliti spaziali. I funzionari statunitensi e inglesi consideravano questa come la loro occasione storica per colpire l’Iraq e distruggere le sue legittime aspirazioni e le preziose conquiste culturali e scientifiche cui esso era pervenuto in 35 anni. A questo scopo essi hanno usato le informazioni raccolte dalle spie che avevano inserito nelle commissioni di inchiesta e hanno utilizzato la cosiddetta lotta al terrorismo cominciata dopo l’undici Settembre che scosse gli Stati Uniti. Hanno imbrogliato le carte per raggiungere le mete che già si erano prefisse, e queste mete non sono quelle che essi avevano annunciato pubblicamente all’inizio.
Essi avevano accertato che l’ingiusto embargo non aveva distrutto la libera volontà dell’Iraq né arrestato le sue legittime aspirazioni a svilupparsi da un punto di vista economico, culturale e scientifico, e come civiltà in una situazione di nuova indipendenza. Pensavano che a quell’epoca l’Iraq fosse stato vicino ad eludere l’embargo economico grazie all’aiuto di coloro che cooperavano con l’Iraq sulla base di vantaggi reciproci e dei sentimenti di fratellanza nazionale che gli arabi hanno. I governanti del vostro paese hanno allora pensato che fosse giunto il momento di imporre la loro volontà al mondo attraverso il controllo del petrolio del medio oriente e della sua produzione e commercio secondo vedute nuove e con scopi nuovi (quelli dei quali abbiamo parlato nel 2003 e prima) oltre a raggiungere una delle loro mete sioniste e a guadagnar voti nelle elezioni. L’Iran e i suoi lacchè hanno poi svolto una sporca parte nel dipingere l’aggressione come seducente e nel facilitare la sua realizzazione.
2 – Dopo che la pressione su di loro era salita, i funzionari statunitensi non se ne andarono; dichiararono però che i fatti erano tutto il contrario di quanto essi avevano sostenuto prima dell’invasione del Marzo-Aprile 2003. Se essi avessero onestamente dichiarato di essere stati ingannati sulle informazioni ricevute e che avevano usato come copertura dell’invasione, e che, secondo quanto avevano detto, la giustificavano a sufficienza (dichiarando, all’epoca, che ciò comportava rischi per la sicurezza degli Stati Uniti), se avessero avuto questa onestà - dico - dopo che essi ebbero scoperto che quelle informazioni erano menzognere avrebbero dovuto andarsene, con tante scuse per ciò che avevano fatto nei confronti dell’eroico popolo iracheno, del popolo statunitense, e dei popoli di tutto il mondo.
Nessun statunitense ha mai chiesto al suo governo, prima della guerra, come un paese ancora arretrato come l’Iraq potesse minacciare dall’altro lato dell’Atlantico la sicurezza degli Stati uniti, né perché mai la volesse minacciare, giacché gli Stati Uniti non avevano ancora violato il territorio iracheno. Se i governanti statunitensi volevano far valere la pretesa che le minacce irachene riguardavano l’opposto atteggiamento dell’Iraq e degli Stati uniti sull’occupazione sionista della Palestina e di altri territori arabi, si potrebbe rispondere che l’Iraq non é il solo fra gli stati arabi e del mondo intero ad avere su questo punto un atteggiamento opposto a quello degli Stati uniti. Inoltre, chi ha autorizzato gli Stati Uniti ad obbligare gli altri paesi del mondo ad adottare una politica su misura di quella degli Stati uniti, e se non le obbediscono guai a loro, perché essa farà loro guerra? Chi può dar credito agli appelli statunitensi sulla democrazia se gli Stati Uniti non accettano opinioni diverse da quelle loro persino su punti a carattere regionale, per non parlare di quelli internazionali?
Altra menzogna del governo statunitense sono stati i pretesi legami dell’Iraq con ciò che esso chiama terrorismo, anche se Blair disse ben chiaro che l’Iraq non aveva nessun legame col cosiddetto terrorismo e che non possedeva armi internazionalmente vietate, obbligando così Bush a dichiarare la stessa cosa. Nonostante tutto ciò nessuna delle personalità statunitensi in vista ha chiesto a Bush su che genere di analisi razionale o su quali concrete informazioni tali pretese fossero basate.
Gentili signore ed egregi signori, sapete perché non l’hanno chiesto? Perché alcune delle vostre personalità in vista sono condizionate nelle loro azioni dalle forze nascoste che hanno distorto l’immagine dell’Iraq che avete ricevuto. Queste forze hanno preparato per anni le basi atte a facilitare l’aggressione all’Iraq sin dall’inizio. Perciò nessuno ha domandato ai governanti statunitensi per esempio questo: come mai nessun iracheno aveva partecipato ai fatti dell’undici Settembre? E se la partecipazione di individui ad attacchi ad obiettivi statunitensi non viene considerata prova del coinvolgimento di stati con tali fatti, perché allora accusate dei cosiddetti rapporti col terrorismo uno stato come l’Iraq, il cui sistema politico é noto? Come potete accettare questa accusa come una delle sole due, sulla base delle quali é stata lanciata un’aggressione contro il popolo dell’Iraq che ha distrutto i suoi averi e le sue conquiste ed ha assoggettato le vite dei suoi cittadini a quotidiane e dirette minacce?
Sapete, gentili signore ed egregi signori, che un paio di settimane dopo il mio arresto chiesi a uno dei funzionari statunitensi con cui stavo parlando su cosa fossero basate tali false accuse? Quanto alle armi di distruzione di massa, la sua risposta fu questa: "non avevamo niente che confermasse quanto dicevate". E quanto ai legami col terrorismo, mi disse che le accuse erano basate "sul fatto che voi, Saddam Hussein, non avete mandato a Bush un telegramma di condoglianze per l’undici Settembre".
A ciò sorrisi amaramente e gli dissi: "Circa la vostra affermazione che non avevate conferma di ciò che dicevamo, sembra che i vostri funzionari mentano, e immaginano che anche quelli del resto del mondo non dicano la verità, o che non ve la dicano molti di quelli che hanno rapporti con voi né quando sono contro la vostra politica né quando sono a favore di essa. E il fatto che nessuno al mondo dica agli Stati Unii 'questo é un errore oppure 'questo é inaccettabile é molto pericoloso non solo per i popoli del mondo, ma per gli stessi Stati Uniti".
"E proprio nel momento in cui gli aerei statunitensi bombardavano l’Iraq e lo distruggevano, uccidendo i suoi cittadini - donne e bambini compresi - senza alcuna ragione, e il vostro embargo vietava persino l’importazione delle matite per le scuole elementari, perché mai Saddam Hussein avrebbe dovuto mandare un telegramma di condoglianze al presidente di uno stato i cui emissari commettevano tali crimini, ammenoché non fosse per ipocrisia e per debolezza? Se non l’ho mandato é perché non sono un ipocrita né un debole. Ma ne ho fatto mandare uno, a nome del governo, dal compagno Tariq Aziz vice primo ministro al nostro amico Ramsay Clark e per suo tramite alle famiglie in lutto".
Sono le grandi nazioni così in errore da immaginare che se uno non manda una lettera di condoglianze merita che si faccia la guerra a lui, al suo paese e al suo popolo? Da questo potete vedere come i governanti statunitensi hanno usato financo il vostro sangue per la loro politica temeraria e aggressiva. Sarebbe questa la moralità che un uomo o un funzionario devono avere? Nulla é più grave dei disastri che devastano i popoli a causa di inganni, torti e arbitrarietà. E questa é proprio la malattia peggiore dei governanti statunitensi che hanno coinvolto gli statunitensi in una guerra contro l’Iraq.
3 - Dopo il mio arresto essi fecero vani tentativi di minacciarmi e intimidirmi. Uno dei loro generali dirigeva queste minacce e intimidazioni, e cercò di mercanteggiare con me promettendo di lasciarmi in vita se accettavo di firmare e leggere [alla televisione] una dichiarazione già preparata che mi mostrò. Con questa stupida dichiarazione io dovevo invitare il popolo dell’Iraq e la coraggiosa Resistenza a deporre le armi. Il mio interlocutore mi disse che se rifiutavo il mio destino era quello di finire fucilato proprio come Mussolini. Ma come sapete, e per come mi conoscete, rifiutai con sdegno e non volli toccare quel lurido documento neppure con un dito. E dissi loro che se avessi potuto rivolgermi al mio popolo gli avrei detto anzi di resistere ancora di più.
Dopo sette giorni, per darsi più coraggio, mandarono a parlarmi un gruppo di persone. Queste dissero che erano di una università statunitense e volevano avere con me un franco scambio di idee. Accettai, e confermai loro che l’Iraq non aveva nulla di ciò che i governanti statunitensi dicevano, aggiungendo che consigliavo agli statunitensi di andarsene dall’Iraq alla svelta dopo aver fatto al popolo le loro scuse, avvertendo che in caso contrario sarebbero andati incontro a quello che stanno affrontando ora e in cui sono impantanati, e che le due metà dell’Iraq li avrebbero sommersi e non avrebbero mai potuto lasciarlo con armi e bagagli. E li sommergeranno, se Dio vuole, perché il nostro popolo ha solide basi e sa il fatto suo. E il popolo sa pure che la nostra liberazione può avvenire in modo pulito e completo soltanto con l’unità, che la tolleranza deve essere la base dei suoi orientamenti, e che le ferite vanno fasciate, e non già riaperte.
Insomma, allora dissi loro tutto questo, ma non hanno cambiato i loro metodi, non hanno cambiato i tasti della loro falsità, e bussano ancora alle porte dell’errore vece di tentare quelle della legittimità, anche se ormai sanno come stanno le cose. A proposito: allego a questa lettera alcuni versi di una lunga ode… [omissis].
4 - Non é né ragionevole né convincente che una nazione come l’America, alla quale sono state aperte tutte le porte dei servizi segreti dell’est e molte di quelli dell’occidente, non conoscesse la verità e non fosse in grado di conoscerla. Anche se sono convinto e ritengo che molti paesi del mondo hanno interesse nella guerra o nelle guerre in generale, gli Stati Uniti non sono fra questi, anche se possono credere di avere questo interesse. Le cose, infatti, stanno proprio al contrario.
L’America é un grosso paese al di là dell’Atlantico che ha raggiunto una potenza senza paragone, e io ritengo che ci siano lì delle persone che immaginano di essere sulla strada di diventare i padroni del mondo e fare del mondo un impero tutto loro. Non hanno imparato la lezione dalla loro guerra in Vietnam? L’occidente era solito sostenere l’idea che il comunismo mondiale e il blocco sovietico minacciassero i suoi interessi e anche la sicurezza di tutto l’occidente, ma nonostante tale tesi si trattava solo di una copertura sottile. E nondimeno gli statunitensi l’hanno usata e se ne sono avviluppati finché l’eroico popolo vietnamita non li ha espulsi con la forza.
Quanto alla loro invasione dell’Iraq, capitò in una situazione che rese facile il primo passo dal punto di vista della reazione della comunità internazionale grazie all’equilibrio internazionale delle forze. Ma é anche una situazione che potrebbe rendere questa invasione più costosa della guerra del Vietnam, e questo perché quando l’America fu cacciata dal Vietnam non perse la stima della gente, o possiamo dire che la perse solo in piccola parte. Ma una volta espulsa e sconfitta in Iraq avrà perso la base fondamentale della stima generale.
L’America, infatti, ha già perso i fondamenti di questa stima, e la sua reputazione ha cominciato a declinare. Essa non é più in grado di brandire il grosso bastone che prima minacciava di usare, e si trattava più di minacce di usare la forza che di usarla effettivamente. E voglio aggiungere che dopo la guerra in Iraq questo bastone non spaventa più tanto i popoli, e l’America é arrivata al punto di aver bisogno del silenzio anche dei paesi più piccoli e semplici, e cerca di ingraziarseli per farli stare buoni nonostante i suoi crimini e le sue politiche devianti e temerarie.
Prima, parecchi paesi del mondo facevano la corte agli Stati Uniti e il più di loro, tranne pochi, temevano le loro minacce o le eludevano con discussioni difensive. Ma ormai Mao Tze Tung (di santa memoria) ride nella sua tomba, perché la sua predizione sull’America - una tigre di carta - si é avverata. E questo grazie ai voleri dell’Onnipotente e di quelli dei suoi agenti in terra, come gli eroici Mujahiddin del glorioso, virtuoso, militante Iraq della guerra santa. Dio benedica l’eroico popolo iracheno, e Dio benedica la guerra santa e i Mujahiddin!
Gentili signore ed egregi signori dei popoli d’America, sono finiti i tempi in cui i più grossi e i meglio equipaggiati eserciti potevano scompigliare le formazioni degli eserciti avversari e affrettare la fine della guerra. Vedete ora il coraggioso esercito nostro, il nostro popolo eroico, e i nostri Mujahiddin sostituire il sistema delle formazioni organizzate con un nuovo tipo di guerra. E quando gli statunitensi diventano sul terreno bersagli dei rivoluzionari, che li attaccano sotto forma di bombe umane senza nient’altro che i loro corpi ripieni della fede in Dio, la superiorità statunitense si logora prima del previsto, e quanto prima questa superiorità diventerà un peso al quale sarà difficile sottrarsi.
E allora, ascolterà l’America la voce della razionalità e della logica che le suggerisce di conservare ciò che ancora le resta, oppure Satana l’ingannatore e i partigiani del sionismo colmi d’odio continueranno a spingere avanti gli statunitensi fino a farli ingoiare dalle onde e sprofondare in fondo al mare? Chi mai, dopo tutto, ha incaricato il governo statunitense di fare il poliziotto del mondo, di modellare il mondo secondo i suoi gusti, e di impartire ordini alle nazioni della terra?
Saddam Hussein, signore e signori, é un onorato patriota e un uomo onesto, un uomo di stato deciso a far osservare la legge; giusto, ma benevolo, che ama il suo popolo e la sua nazione. Egli é schietto e leale, non fa il doppio gioco e non inganna. Dice la verità anche contro sé stesso. Piacciono queste caratteristiche ai tiranni come Bush? Se egli fosse una persona come de Gaulle, o anche come Reagan, forse le capirebbe, o almeno non le aborrirebbe. Ma voglio dirvi, stimatissimi signore e signori, che il vostro paese scoprirà di più: scoprirà che ha perso la sua reputazione e la stima della gente. E lo statunitense che girava il mondo rispettato, sicuro e bene accolto dovunque, ora non può fare un passo fuori dall’America senza portarsi appresso un cerca-mine, e il Dipartimento di Stato emette continui avvisi sulle zone del mondo pericolose per la vita degli statunitensi.
Questa atmosfera di odio anti-statunitense nel mondo l’hanno creata i governanti statunitensi col loro comportamento arrogante, il loro atteggiamento altezzoso e aggressivo, il loro disprezzo per le leggi internazionali e per la sicurezza del mondo (compresa quella della mia nazione araba, con l’appoggio che danno ai sionisti nella Palestina), oltre ad altri problemi umani e mondiali.
Oggi siete in una brutta situazione col mondo, e nessuno può tirarvene fuori tranne voi stessi. Se vi correggerete, si aprirà per il mondo e per voi stessi una nuova opportunità. Ma se non fate attenzione… sono fatti vostri. Ciò di cui voi avete bisogno per la vostra sicurezza é una competizione mondiale libera e franca, e la pace.
Gli anni dopo il diciottesimo secolo erano già trascorsi da tempo quando gli invasori sono tornati in Medio Oriente a risvegliare memorie di cose cui esso aveva dato vita e che aveva suscitato. Il Medio Oriente, e la terra araba in particolare, é stata la culla dei profeti e dei messaggeri di Dio. La terra dove i profeti sono sepolti nelle loro tombe é forse ora anche la casa dei diavoli e dei loro miraggi, ossia dei maligni invasori?

Abbiamo creduto, e la nostra fede era fatta apposta per noi.
Poi vennero i sionisti, guidati da un demonio.
Ci hanno assalito come invasori, ingiustamente.
Non hanno fermato la loro avanzata né si sono arrestati.
Il loro diabolico protettore ha preparato il loro piano.
Ma noi abbiamo per protettore Dio misericordioso.

Popolo degli Stati uniti: nonostante i crimini che il vostro governo ha commesso contro di noi, contro la nostra nazione araba e contro l’umanità, il popolo dell’Iraq (e intendo dire gli iracheni veri, non quelli a doppia faccia che preferiscono servire gli stranieri invece della loro gente), il libero popolo dell’Iraq, anche nelle circostanze presenti non ha a cuore solo il destino suo, ma anche quello altrui, quando é possibile trovare una soluzione per un problema doloroso.
Su questa base dissi già ad alcuni statunitensi, nella mia prigione: perché non vi accordate con la Resistenza per designare un paese che abbia veste legale e autorità cui la Resistenza possa consegnare i prigionieri statunitensi catturati invece di giustiziarli, come si dice che avvenga? Infatti, fino a che punto la Resistenza faccia questo non é noto, ma la gente obiettiva sa bene che l’America non si attiene nelle sue attività in Iraq alle leggi internazionali, comprese le Convenzioni di Ginevra riguardanti i prigionieri di guerra e i carcerati. La Resistenza non ha in Iraq alcun posto sicuro ove tenere i suoi prigionieri, cosicché, sia che l’unica responsabile di ciò sia la Resistenza, o che lo siano terzi che con essa non hanno rapporti, resta il fatto che essa non ha un posto sicuro ove tenere i prigionieri.
Pertanto, onde assolvere le esigenze umanitarie ed eliminare giustificazioni per l’uccisione di prigionieri, faccio questa proposta - e con la migliore delle intenzioni - tanto a voi che alla Resistenza e a chiunque possa riguardare. Se l’accetterete e rispetterete le Convenzioni di Ginevra, non vi saranno più giustificazioni per chi uccide i prigionieri. Se invece il vostro governo non l’accetterà, esso sarà responsabile di tale rifiuto e delle conseguenze che esso avrà per il nostro popolo e per la nostra eroica Resistenza derivanti dalla violazione da parte del vostro governo delle leggi internazionali. E questo sarà particolarmente importante se in futuro vi sarà un aumento di prigionieri statunitensi, e credo proprio che aumenteranno. O forse il vostro governo apre gli occhi sulle cose solo quando le tocca con mano?
Egregi signore e signori: é ora che il vostro governo cominci a considerare tutti i popoli come uguali di fronte alle leggi internazionali indipendentemente dalle dimensioni delle nazioni di cui fanno parte. Chiunque viola le leggi internazionali con la sua politica e col comportamento del suo esercito deve sopportarne le conseguenze lui solo. E se la sua politica non segue i dettati delle leggi internazionali, non ha diritto di chiedere ad altri di rispettare i diritti suoi a norma di tali leggi.
Egregi signore e signori: chi si é lasciato sfuggire l’occasione di agire per cercare di evitare la guerra, ha ancora una possibilità di cercare di farla cessare e di restituire all’Iraq la pace e la libertà secondo le scelte che il suo popolo farà e senza interferenze straniere di chicchessia.
Popolo statunitense: non mi rivolgo a te per debolezza o come un supplicante. Io, la mia gente, i miei fratelli e compagni, e la mia nazione, ci rivolgiamo a te sulla base della nostra responsabilità morale e umana. Vi ripeto che i vostri governanti, e in primo luogo il vostro presidente, vi hanno mentito e vi hanno ingannato e imbrogliato servendosi dei mezzi di informazione che dipingevano l’Iraq come incorreggibile e Saddam Hussein come un odioso dittatore, odiato dal suo popolo e del quale esso non vedeva l’ora di liberarsi. Alcuni di questi mezzi di informazione hanno spinto le loro menzogne fino a dichiarare che gli iracheni avrebbero accolto gli eserciti invasori con festeggiamenti e con le rose.
So bene che molta gente non si ferma a sottilizzare, e che non ha né il tempo né la possibilità né la voglia, quando le ammanniscono notizie false, di fare indagini per scoprire la verità. Tanto per fare un esempio, gli statunitensi non hanno avuto modo di accertare questo: come mai, se gli iracheni odiavano tanto Saddam Hussein, costui era riuscito a sconfiggere l’Iran di Khomeini dopo otto anni di una guerra di aggressione da lui impostaci con lo slogan di esportare la rivoluzione cominciando dall’Iraq? statunitensi: la vittoria sull’Iran di Khomeini non é stata una faccenda breve, ma é venuta solo dopo otto anni di dure operazioni militari in cui sono cadute migliaia di iracheni e centinaia di migliaia di iraniani.
E poi: se Saddam Hussein era un dittatore, come mai nel 1980, in piena guerra, stabilì un parlamento con regolari elezioni quando in Iraq non ce n’era uno dal 1958? Se lui e il suo governo erano dittatoriali, come faceva a visitare scuole, università, città e villaggi, e passare le notti con la sua gente dopo il calar del sole? Come poteva viaggiare e andare al fronte di notte e di giorno e anche nelle trincee in zona di guerra fra i soldati musulmani?
Si, gentili signore e signori, il vostro governo vi ha proprio ingannati, e voi, o piuttosto molti di voi, non avete avuto modo di scoprire la verità, o da voi o attraverso altri, perché la lobby sionista che ha patrocinato la guerra insieme ad alcuni dei centri di potere vi ingannavano e vi imbrogliavano, nascondendo ai vostri occhi la verità vera e sostituendo ai fatti informazioni falsificate e tendenziose. E una cosa ancora: se Saddam Hussein era un dittatore odiato e disprezzato dal suo popolo, come mai questo lo ha sopportato e perché lo ha scelto come Presidente con un referendum?
Popolo d’America: le disgrazie che vi hanno colpito (compreso il crollo della stima e reputazione degli Stati uniti) e hanno colpito la nostra nazione araba e il nostro popolo eroico, sono stati unicamente causati dal temerario comportamento del vostro governo e dalla pressione del sionismo e dei centri di potere, che lo hanno influenzato spingendolo a commettere quei crimini e quelle azioni scandalose per precisi motivi che nulla hanno a che vedere con l’interesse del popolo statunitense. Dei massacri, e del sangue che sta scorrendo a torrenti nelle strade e nelle campagne irachene, la responsabile prima di chiunque altro é l’America.
Voi sapete, o forse avete adesso cominciato a capire, che né i tirapiedi che le forze armate statunitensi si sono portati appresso sui loro aerei o sui loro carri armati come vergognoso regalo, né l’Iran, che ha spinto e continua a spingere avanti quelli che li appoggiano e chi essi appoggiano, avrebbero potuto condurre allo spargimento di sangue e alla distruzione dell’onore e delle proprietà del nostro popolo e del nostro stato se gli Stati Uniti non avessero intrapreso l’aggressione e l’invasione e dato gli ordini relativi; e nella cosiddetta Zona Verde essa li dà tuttora. Perciò, chi porta il peso di tutti questi crimini e di queste violenze sono gli Stati Uniti. Allora: volete voi far cessare quello che sta succedendo usando i metodi della verità diretta senza digressioni ed evasioni, o volete che la macchina della morte continui a mietere iracheni e statunitensi senza fare nulla per risolvere il problema?
Questa é la vostra responsabilità di fronte alla Storia, gentili signore e signori. Se vi ravvederete, potrete salvare quel che resta della stima e della reputazione degli Stati uniti e dei suoi interessi; se non farete nulla, vorrà dire che sarete restati in silenzio al cospetto del male: "Oh Signore, concedici la perseveranza e fà che moriamo da musulmani". [Corano, 7:126].
Popolo statunitense: le guerre che il vostro governo promuove nel mondo, fra le quali quella dell’Iraq, sotto la spinta di certi centri di potere degli Stati Uniti che conoscete meglio di me, non fanno l’interesse del popolo statunitense. Voi sapete meglio di chiunque altro quanto sangue avere pagato per liberarvi dal colonialismo inglese, e dopo di ciò come gli Stati Uniti si sono unificati e quanto altro sangue ciò sia costato. E dunque, signore e signori, come potete accettare questa stonatura che degrada più gli Stati Uniti di quanto non degradi l’Iraq? Come potete accettare, non solo l’invasione, ma di infangarvi nelle faccende interne dell’Iraq? Una terra di profeti, di messaggeri e di figure rette; Baghdad, la quarta città santa della terra araba (dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme), sotto gli occhi di tutto il mondo islamico e di tutta la nazione araba. Come potete pensare che l’Iraq possa accettare di nuovo un governo coloniale, anche se questo arriva ora sotto altro nome e con altri slogans? Salvate il vostro paese, e lasciate l’Iraq!

Pace.

"Dio é grande".


firmato:
Saddam Hussein,
Presidente della Repubblica dell’Iraq e Comandante in Capo delle Forze Armate Mujahid.

7 di Luglio 2006.


N.B.: allegata alla lettera era una scelta di liriche di Saddam Hussein riguardante la patria, l’invasione, e la lotta di liberazione.

 

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