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Immigrazione in salsa rifondarola: giustizia per i migranti PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Luglio 2007 12:30

Il nostro non è un sito partitico, politico sì, perché nel momento in cui si espone un punto di vista implicitamente si fa politica, ma partitico no, il che significa che volutamente evitiamo riferimenti a partiti e non facciamo il tifo per nessuno in particolare. Il senso del perché esistiamo lo trovate chiaramente spiegato nell’articolo che sta nella home page ed è quello che terrà legate le persone che vorranno salire su questa narrenschiff e che, nel segreto della cabina elettorale, sono libere di votare (o non votare) per chi vogliono. Del resto anche la Fallaci non è tenera con i partiti siano essi di destra o di sinistra, sia che indossino la maglietta bianca, rossa, verde o nera. E’ però certo che quando si leggono le dichiarazioni del neo-ministro di Rifondazione Comunista con delega alle politiche sociali sul come gestire il fenomeno dell’immigrazione la pressione arteriosa scende miracolosamente e non possiamo esimerci dal commentare. Sempre la Fallaci ha dimostrato come la sinistra, quando è stata al governo, abbia facilitato in tutti i modi l’immigrazione sia legale che clandestina ed in considerazione del fatto che sono gli immigrati ad addossarsi i lavori più ingrati, schifosi e sottopagati un minimo di riconoscenza nei confronti di chi lavora davvero invece di cazzeggiare in un ufficio ci pare sia ora che si concretizzi.
Nell’articolo di Massimo Introvigne pubblicato sul Giornale del 24 maggio 2006 e che potete vedere integralmente qui (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=91437&START=1558) si legge che il ministro rifondarolo Paolo Ferrero annuncia l'abolizione della legge Bossi-Fini, la fine della politica di espulsione dei clandestini, una gigantesca sanatoria per gli immigrati irregolari che lavorano in nero purché si autodenuncino, e un permesso di entrata in Italia per chi non ha lavoro, ma dichiara che intende cercarsene uno.
Purtroppo per Massimo Introvigne e per gli "occidentalisti", a fine luglio 2007 viene approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge che delega al Governo il riesame della disciplina dell’ immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero; il DDL viene presentato dal Ministro dell´Interno, Giuliano Amato, e dal Ministro per la Solidarietà Sociale, appunto Paolo Ferrero.
Di séguito, i principali cambiamenti.

Flussi migratori.
Viene modificato il meccanismo che determina i flussi migratori dei lavoratori stranieri da ammettere sul territorio nazionale: la programmazione da annuale diviene triennale, con la possibilità di un adeguamento annuale in base alle effettive richieste del mercato del lavoro. Vengono inoltre escluse dalle quote previste e rientrano tra i lavoratori ammessi a risiedere libera mente in Italia le colf e le badanti.

Cpt.
I Centri di permaenza temporanea non saranno più un proseguimento del carcere sotto altra forma: saranno introdotte nuove procedure per identificare gli stranieri ed espellerli, senza che siano costretti a passare per i Centri. I Cpt saranno utilizzati esclusivamente per quanti si sottraggano all'identificazione e che siano nella fase di transito tra l'espulsione deliberata e la sua attuazione.

Espulsioni.
Il provvedimento punta a cercare la collaborazione dell'immigrato, con incentivi di vario tipo, per rendere effettiva l'espulsione. Vengono così introdotti programmi specifici di rimpatrio volontario e assistito, ai quali potranno accedere gli immigrati che collaborano alla propria identificazione. Verrà inoltre istituito un Fondo nazionale rimpatri, destinato a finanziare i programmi di rimpatrio volontario. Chi aderisce godrà di una riduzione dei tempi di divieto di reingresso

Immigrati "sponsorizzati".
L’istituto dello "sponsor", (di cui si faranno carico enti e organismi istituzionali, associazioni imprenditoriali e professionali), potrà far entrare immigrati per motivi di lavoro, sempre nell'ambito delle quote, offrendo garanzie di carattere patrimoniale sul loro sostentamento e sul loro eventuale rimpatrio. Sarà così consentito allo straniero di entrare regolarmente in Italia per cercare lavoro e al datore di lavoro di assumere il lavoratore straniero dopo averlo impiegato in prova.

Talenti.
La riforma introduce poi un canale privilegiato per l'ingresso in Italia di lavoratori altamente qualificati, al di fuori delle quote fissate per i flussi. In particolare prevede la concessione 'veloce' di un permesso di soggiorno aperto della durata massima di 5 anni per i talenti nei campi della ricerca, della scienza, della cultura, dell'arte, dell'imprenditoria, dello spettacolo e dello sport.

Minori.
Sono previste misure che "consentiranno una maggiore tutela dei diritti dei minori stranieri, in particolare quelli non accompagnati, come sancito dalla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza", tra queste, nuove norme riguardanti il rilascio del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età ai minori stranieri non accompagnati, ai minori accompagnati e a quei minori che, avendo compiuto un reato, hanno successivamente partecipato a un successivo programma di integrazione.

Voto.
Viene riconosciuto l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative ai soggiornanti di lungo periodo, stranieri residenti, quindi, in Italia da almeno cinque anni, in conformità a quanto sancito dal capitolo dalla Convenzione di Strasburgo del 1992.

Burocrazia.
La Legge delega prevede una semplificazione delle procedure e della documentazione per il rilascio dei visti, del nulla osta, del permesso di soggiorno e del suo rinnovo, eliminando il contratto di soggiorno e prevedendo nuove procedure di rinnovo, con la collaborazione con gli enti locali.

Rimpatrio.
Per rendere effettive le espulsioni, vengono introdotti programmi specifici di rimpatrio volontario e assistito, dei quali potranno usufruire gli immigrati che collaborino alla propria identificazione, in tal modo beneficiando di una riduzione relativa ai tempi di divieto per un eventuale reingresso in Italia. Le risorse per il nuovo sistema di espulsione, che mira ad incentivare la collaborazione dell'immigrato, saranno messe a disposizione dal Fondo nazionale rimpatri.

La prima reazione sensata sarebbe quella di farsi una risata alla salute del Giornale e dei suoi strapagati collaboratori, le cui auspicate manifestazioni di piazza ci porterebbero ad un disastro di proporzioni inimmaginabili. Sappiamo che agli "occidentalisti" niente è impossibile, a cominciare dalla propaganda delle distorsioni più vergognose della realtà, ma comunque la si pensi sull'argomento è difficile sostenere che la sostanza del nuovo DDL punti ad "abolire la Bossi-Fini, non espellere più nessuno e imbottire i quartieri islamici di clandestini disoccupati". Chissà dove dovremmo andare a cercarlo poi, a Firenze, un "quartiere islamico".
Ripetiamo, noi non facciamo il tifo per nessuno, ma se in buon giorno si vede dal mattino e se questo governo dovesse durare cinque anni c’è di che tirare un sospiro di sollievo.

 

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