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La collusione ideologica tra la destra neanche tanto estrema e l'occidentalismo PDF Stampa E-mail
Sabato 08 Settembre 2007 08:58

Il titolo originale suona "La collusione ideologica tra la sinistra estrema e il terrorismo islamico" e riporta la vicenda, copiata da www.antimperialista.org, di una cittadina belga che avrebbe commesso un attacco suicida contro gli americani in Iraq.
I nostri "occidentalisti" incasellano il Campo Antimperialista in una "sinistra estrema" che non gli compete assolutamente, come può verificare chiunque sia tanto curioso da leggere la presentazione che esso Campo fa sul proprio sito, e che specifica nero su bianco come alla rete da esso costituita appartengano organizzazioni e movimenti di tutti i continenti, le cui esplicitamente riconosciute "differenze politiche" non hanno impedito l'organizzazione della lotta contro un nemico comune. E fin qui niente di strano: un "occidentalista" ha bisogno di un nemico, non certo di capire come mai il mondo che conosceva -e in cui si trovava così bene- gli è scoppiato in faccia dalla sera alla mattina.
In forza agli "occidentalisti" c'è www.ragionpolitica.it, nientemeno che "Dipartimento di [de]formazione Forza Italia" che offre una crestomazia incredibilmente ricca di articoli visionari; ci accontentiamo di pescare quello in http://www.ragionpolitica.it/testo.4415.html, ed andiamo non a riportarlo sic et simpliciter, ma a farlo semplicemente a pezzi, come da nostra sarcastica consuetudine. Le nostre aggiunte sono in corsivo verde: il colore che, con buona pace di Umberto Bossi e delle sue camicie, ha sostituito il rosso nella hit parade dei colori odiati dai portatori sani di obesità mentale di cui l'Occidente è pieno.

Iraq: ecco la pistola fumante dopo tre anni... Ma è giusto, la fretta è sempre una cattiva consigliera, no?
di Matteo Gualdi - 13 gennaio 2006

A coloro i quali hanno a cuore la libertà delle persone come bene supremo e diritto da difendere ad ogni costo, non servivano motivazioni ulteriori per un'intervento in Iraq, se non quelle fornite dal dittatore Saddam Hussein e dalla sua politica antiliberale e repressiva. Un conticino delle occasioni in cui "politiche antiliberali e repressive" sono state messe in piedi dai dittatori retti dagli USA in America latina e nel sud est asiatico senza che questo scandalizzasse nessuno non ci starebbe male, ma andiamo pure avanti, dopo esserci chiesti se il "difendere ad ogni costo" comprenda anche il raccontare (non gratis) caterve di balle per conto di un partito. Ma si sa, ogni guerra ha bisogno della sua «pistola fumante». Ma che seccatura, eh? Sarebbe tanto meglio farne a meno, specie se a farsi ammazzare ci si manda qualchedunaltro! Le motivazioni fornite da Washington per la missione Iraqi Freedom erano sostanzialmente due: il fatto che Baghdad si stesse procurando le armi di distruzione di massa e l'appoggio dato ai terroristi di Al Qaeda. A lungo l'amministrazione americana si è concentrata sulla ricerca delle prove concrete che Saddam si stesse dotando di armi di distruzione di massa, ma senza successi apparenti. Molte polemiche si sono levate a tale proposito. Per molto tempo i pacifisti hanno cercato di convincerci, affermando che non era possibile che il «laico» Saddam fornisse aiuto ai fondamentalisti islamici. Ora, finalmente, ci sono le prove che avevano torto. Naturalmente l'intelligence americana è cauta, e sta ancora analizzando i dati in suo possesso, una raccolta di circa due milioni di documenti, filmati, audio, appunti, ma anche molto materiale informatico (floppy, cd-rom e hard disk). Come, neanche una penna USB? Ma se sono così comode...
Nel frattempo il The Weekly Standard ha pubblicato un articolo con la notizia, confermata da 11 funzionari dell'amministrazione americana. Dalle fonti analizzate, circa 50.000 documenti, risulta che esistevano tre campi di addestramento dei terroristi di Al Qaeda, a Samara, Ramadi e Salman Pak, sotto la direzione delle unità militari di elite dell'Esercito iracheno. La notizia trova un riscontro nelle confessioni degli stessi ufficiali iracheni, rilasciate durante numerosi interrogatori. In tutto, tra il 1999 ed il 2002 sono stati addestrati circa 8.000 terroristi di Al Qaeda, la maggior parte dei quali proveniente dal Nord-Africa, Algeria e Sudan, in particolare. Insomma il progetto «Docex», a 18 mesi dall'avvio, sta dando i risultati attesi. Il fatto che l'Iraq si stesse procurando armi di distruzione di massa è, come tutti sanno, una pura e semplice invenzione della quale le centinaia di migliaia di morti dal marzo 2003 ad oggi devono ringraziare i servizi segreti di Sua Maestà Britannica. Che il laico saddam non fornisse aiuto ai fondamentalisti islamici è appurato dal fatto che i rapporti tra Osama bin Laden (chiunque egli sia) e Saddam Hussein erano tutt'altro che idilliaci. Al di là dei discutibili scoop del "Weekly Standard", unica fonte rintracciabile in internet a considerare per buone certe dicerie insieme ai lacché degli yankee che impestano le redazioni della penisola italiana, a tutt'oggi non risulta alcun legame tra il governo iracheno e l'operato di quella AlQaeda che somiglia sempre di più alla Santa Vehme...
Questi forniscono all'amministrazione Bush quella legittimità a lungo contestata dai pacifisti multicolore. L'unica cosa che il "Weeky standard" ha fornito all'amministrazione Bush è stata un'ulteriore caterva di problemi, ma lasciamo andare. La cosa strana è che la notizia non viene riportata praticamente da nessun giornale. Ma non c'è da stupirsi.Certo che non c'è da stupirsi: si erano inventati tutto, ed anche maldestramente, come al solito. La sinistra è sempre pronta a riprendere le voci più incontrollate pur di contestare la politica estera interventista del nostro Governo e ad attaccare la Dottrina Bush, bollandola come «imperialista». Correzione suggerita, ad maiorem veritatis gloriam: "gli occidentalisti sono sempre pronti a riprendere le voci più incontrollate pur di sostenere l'insostenibile". E meno male che il governo (senza la maiuscola) di cui sopra, con la sua "politica estera" interventista è finito com'era auspicabile che finisse.
In realtà l'«invasione» irachena che, va ribadito, non aveva certo bisogno di ulteriori motivazioni, si rivela essere, ogni giorno che passa, sempre più una mossa giusta per restituire dignità e libertà al popolo iracheno e liberare il mondo da un pericoloso dittatore. Per commentare questa nefanda e criminosa cazzata ci vorrebbe una libro intero. Ci limitiamo a linkare la famosa foto in cui Ronald Rumsfeld, "falco" recentemente fatto sparire proprio in relazione ai luminosi risultati dell'aggressione all'Iraq, stringe la mano a Saddam Hussein. Google è generosissimo in proposito. Tale intervento, quindi, rientra a pieno titolo nella lotta al terrorismo iniziata dopo l'aggressione dell'11 settembre. Ci sarebbe solo da sghignazzare, se la cosa non avesse raggiunto punte di tragedia probabilmente fuori dalla comprensione degli imbrattafogli di RagionPolitica. Ma purtroppo l'amore per la verità, che dovrebbe guidare l'azione di coloro i quali hanno il compito di informare le persone, viene spesso abbandonato per meri calcoli di convenienza politica. L'ultima frase, che sottoscriviamo in pieno, descrive perfettamente la prassi quotidiana del perfetto "occidentalista". Incredibile, ma c'è qualcosa di buono anche negli articoli di questo Matteo Gualdi.

 

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