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Adel Smith, dalla conversione alla setta dei nazi-islamici PDF Stampa E-mail
Sabato 08 Settembre 2007 14:10

Sotto questo titolo il nostro sito-bersaglio ospita un lungo articolo di Dimitri Buffa, un personaggio inquadrato a meraviglia già da anni da Miguel Martinez nel suo Kelebekler.com; prima di proseguire con la lettura di quanto segue è bene dare un'occhiata alla pagina che ne tratta, che costituisce un'ulteriore conferma del tipo di umanità da cui gli "occidentalisti" traggono i loro maîtres à penser.
Il bravo Dimitri ha buon gioco nel macinare ben bene il signor Smith; la cosa peraltro è facilissima, dato il personaggio in questione. Smith ha una specializzazione quasi decennale in comparsate televisive ed in trovate mediatiche a loro modo geniali, cui ha consapevolmente abboccato -traendo ampio profitto in termini di audience- buona parte dei media mainstream. La "Unione musulmani d'Italia", di cui Smith sarebbe il fondatore, rappresenta praticamente solo lui ed è Gennaro Carotenuto a spiegare in che modo, e perché, Smith sia stato presentato come un rappresentante attendibile dei credenti che vivono nella penisola italiana. Secondo G.C. un suo conoscente, il teologo Brunetto Salvarani, sarebbe stato contattato dalla redazione di Porta a Porta per avere indicazioni su "chi rappresentasse chi" nelle comunità islamiche peninsulari. Salvarani aveva fatto nomi e fornito consigli, e soprattutto si era raccomandato che soltanto evitassero di prendere in considerazione un certo Adel Smith, che non rappresentava altri che se stesso. I consigli di Brunetto Salvarani sono stati tenuti, evidentemente, nella massima considerazione perché letteralmente il giorno dopo Adel Smith era ospite di Bruno Vespa, investito dell'autorevolezza e della credibilità che spettano ad un accreditato rappresentante dei credenti.
L'operazione è stata un indubbio successo per quanto riguarda l'aspetto mediatico e di marketing, ma lascia aperto un dubbio: è stata intentata sulla scorta dell'idiozia pura e semplice, dell'incompetenza e dell'incoscienza, o a monte di essa c'è la volontà precisa di contribuire all'edificazione di un nemico metafisico? Sono anni che tutti i canali televisivi nessuno escluso, oltre a mostrare femmine svestite a tutte le ore del giorno, impongono ai sudditi italiani torme di pericolosi, boriosi ed incoscienti cialtroni spacciati per eruditi che è reato irridere, pur ammesso che, cosa puramente utopistica, si abbia la possibilità di un contraddittorio in condizioni di parità. Gli intenti manipolatori della televisione nei confronti dell'opinione pubblica in generale e dell'elettorato in particolare sono continui, chiari, palesi; l'unico rimedio, a tutt'oggi, il tasto di spegnimento.

 

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