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L'occidentalismo è una setta? No...! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Settembre 2007 10:09

Una setta non è "un gruppo ristretto di persone che vivono isolate e non sono interessate al mondo che sta 'fuori'". Una setta è, sostanzialmente, un gruppo ortodosso nel quale il turnover dei membri e la loro posizione nel gruppo sono governati in modo rigido e più o meno esplicitamente pianificato. L'Islam non tiene neppure il conto dei fedeli, come da secoli fa il cattolicesimo con i suoi registri di battesimo; basta questa constatazione per capire che considerarlo una "setta" significa dare prova di occidentalissima incultura e di assoluta incompetenza.
Al contrario, l'"occidentalismo" presenta caratteri settari in misura assai maggiore e assai meglio identificabile; ne diamo qui un elenco asolutamente non esaustivo.
1) La coesione del gruppo viene al primo posto, anche prima del buon gusto e prima della logica. L'operato delle figure di riferimento, siano esse scrittrici in stato preagonico, ex presidenti del senato, sedicenti parapsicologi o antropologi da osteria, riceve plauso incondizionato e viene metabolizzato dai divulgatori "occidentalisti" senza interpretazioni e senza critiche, in una parodia dell'ipse dixit aristotelico che rende accettabile tutto ed il contrario di tutto.
2) I maîtres à "penser" dell'"occidentalismo", spesso dotati di una assoluta incompetenza in campi dello scibile che pur si fanno carico di sottoporre a spicciative e grossolane operazioni di divulgazione, vengono percepiti al contrario come competenti ed incontestabili; gli "occidentalisti" sottopongono a sistematico biasimo coloro che, col semplicissimo uso del buon senso e della logica -quando non delle competenze effettivamente possedute- osano porre in discussione il verbo dei loro primi inter pares.
3) Le guide usano tecniche di pressione psicologica per ottenere il controllo e la fedeltà dei propri membri. Le tecniche di manipolazione più usate sono: uso del senso di colpa, pressione del gruppo, minacce di castigo di Dio a chi disubbidisce, ecc. Un'altra tecnica peculiare di ogni setta è l'isolamento dell'individuo: i membri devono interrompere i rapporti con parenti ed amici "del mondo" o ridurli al minimo necessario in quanto questi sono mezzi che usa Satana per deviarli dalla "Verità" conquistata. L'isolamento e l'emarginazione totale sono inoltre la punizione per i dissidenti che non si pentono.
Questo punto viene pari pari dal nostro sito-bersaglio e descrive a meraviglia la prassi degli "occidentalisti"; basta sostituire "castigo di dio" con "censura mediatica" e "Satana"  con "Libertà" o con qualche altro concetto a loro presuntamente caro ed ossessivamente ripetuto. 
4) Trasformazione del significato delle parole: tecnica descritta da Orwell nel suo famoso romanzo "1984", permette di controllare meglio il pensiero dando nuovi significati a termini "pericolosi" come "verità", "libertà", ecc. in modo che il pensiero dell'individuo sia sempre conforme a quello dei capi.
Altra estrapolazione come sopra; l'unica correzione da fare in merito è che non il pensiero, quanto il voto e le simpatie politiche degli individui devono essere conformi all'interesse dei capi, così come -soprattutto- i comportamenti di consumo.
5) Quanto non attiene ad un "occidente" di volta in volta definito secondo convenienza viene guardato con sufficienza e denigrazione; i valori condivisi dal gruppo non possono essere messi in discussione da inezie komunistarde quali il buon senso o l'evidenza.
6) Complesso di persecuzione: è la conseguenza del precedente. Ogni critica verso la setta da parte di singoli o di gruppi viene vista come una forma di persecuzione e di conseguenza una "prova" che si tratta della "vera chiesa" perseguitata da Satana.
Altro punto ricalcabile senza modifiche. Al limite, sostituire Satana con "Islam" o con "Comunismo". Un "occidentalista" che accusi l'Islam di settarismo, è a questo punto evidente, può essere messo a tacere ritorcendogli contro le sue stesse argomentazioni.
7) Abbandono doloroso: i membri delle sette, anche quando nutrono dei dubbi, hanno paura di abbandonarle a causa dell'intimidazione, dei sensi di colpa, della pressione psicologica e della minaccia dei castighi: isolamento subito e giudizio di Dio dopo.
Settimo ed ultimo punto, anch'esso non bisognoso di modifiche, che pare la descrizione perfetta di quanto avviene in un talk show delle televisioni occidentali, nessuna esclusa. Ed i media mainstream, lontani dal ridicolo sprezzante con cui è giusto trattare certa marmaglia, sono da anni i principali centri di irradiazione dell'"occidentalismo". 

Ora, l'"occidentalismo" presenta caratteri settari in misura assai maggiore dell'Islam inteso nella sua interezza: la incontestabilità delle fonti che concorrono alla formazione dei valori condivisi ed il controllo dell'ortodossia sono in questo senso le caratteristiche più facilmente identificabili. Di contro, il continuo mutare di essi valori condivisi, dettato da convenienze economiche e "politiche" laddove la parola va intesa nel significato più deteriore, contribuisce a definire i gruppi "occidentalisti" non come sette ma, appunto, come qualcosa di meno e qualcosa di peggio.
 

 

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