Io non sto con Oriana. Io sto con la Ragione sul serio. Per dare voce alle coscienze che lei avrebbe voluto obnubilare.
 

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La Repubblica Araba di Siria rappresenta oggi uno dei tanti spauracchi utili a riempire i palinsesti e a legittimare l'aggressività statunitense e quella sionista.
La realtà quotidiana di questi anni, ovviamente, è opposta a quella che piace tanto alle redazioni; la Siria ha sopportato conseguenze considerevoli delle pazzesche avventure americane in Medio Oriente, dovendosi ingegnare a trovare sistemazione per centinaia di migliaia di profughi iracheni che è possibile incontrare in ogni città. Ha ancora le alture del Golan occupate da tsahal' in una situazione in cui non soltanto non si vedono sbocchi, ma suscettibile di peggiorare ancora.
La realtà siriana, sgomberato il campo dalle ciance "occidentaliste", è quella di un paese composito socialmente e culturalmente, in cui culture diverse convivono senza eccessivi contrasti e che presenta una laicizzazione piuttosto radicata. I sunniti, i pellegrini sciiti presenti in gran numero a Damasco dove sorge il mausoleo di Hussein, i cattolici e gli armeni hanno quartieri, pubblicazioni ed edifici di culto. Caratteristica siriana è i fatto che, come nel vicino Libano, una minoranza consistente della popolazione si riconosce in gruppi minoritari, cristiani (come i maroniti) o musulmani (come i drusi) che siano. Piccoli gruppi parlano ancora l'aramaico.
Dei tempi degli ideali panarabi e della ferrea repressione esercitata da Hafez Assad è rimasto poco. Suo figlio Bashar non ha grossi problemi sul fronte interno in cui un'opposizione litigiosa e frammentata trova poco seguito, specie tra le generazioni più giovani; la popolazione parteggia apertamente per Hizbollah e per il suo leader Nassrallah; le bandiere del partito o i ritratti del leader sono esposti nei negozi e nelle abitazioni private.
Pur appartenendo alla confessione degli alawiti, Assad e la dirigenza politica siriana sono riusciti ad evitare che il potere politico finisse per essere identificato come prerogativa confessionale. La Siria è un paese per il quale l'espressione "culla della civiltà" ha veramente un senso. La storia movimentata ed il passare dei millenni hanno lasciato testimonianze archeologiche e architettoniche numerose e varie.

Le foto risalgono all'inverno 2006-2007.
 

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