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Al-Jaafari, rappresentante all'ONU per la Repubblica Araba di Siria: Obama e Cameron non sanno come uscire dall'imbarazzo PDF Stampa E-mail
Domenica 01 Settembre 2013 09:45

Fine agosto 2013, Stati Uniti d'AmeriKKKa.
L'occasione buona -finalmente arrivata- per liberare i magazzini da quella democracy che nessuno voleva e recapitarla ai siriani a mezzo missile da crociera rischia di sfumare.
Le gazzette -e con loro tutta la "libera informazione"- non l'hanno presa bene.
Specie nel campo degli yankee di complemento, parecchio meno affollato rispetto ad una decina di anni fa.


Traduzione da Sana.sy.

New York (SANA) - Il rappresentante siriano alle Nazioni Unite dottor Bashar al Jafaari ha detto che il presidente statunitense Barack Obama e il Primo Ministro britannico David Cameron "si sono arrampicati in cima all'albero e ora non sanno come fare a scendere", ragione per cui si sono rivolti alla Camera dei Comuni e al Congresso per trovare il modo di uscire dal pasticcio in cui si sono cacciati con le loro stesse mani, o in cui qualcun altro si è dato da fare per cacciarli.
In una telefonata con la tv siriana, sabato 31 agosto al Jafaari ha detto che Obama sta subendo pressioni molto forti da parte della destra sostenitrice della lnea dura, dai neosionisti, dallo stato sionista, dalla Turchia e da alcuni paesi arabi, e che ha fatto bene a comportarsi come Cameron rimettendo al Congresso la decisione di foraggiare un'aggressione contro la Siria; la stessa cosa che ha fatto Cameron per togliersi dall'imbarazzo.
Al Jafaari ha detto che i mass media occidentali si sono trasformati in pessimi corrispondenti di guerra, facendo pressioni in favore di un'aggressione contro la Siria più degli stessi militari che invece sembrano titubanti; la CNN ha iniziato a criticare Obama immediatamente dopo le sue dichiarazioni, affermando che si è mostrato esitante e che ha cambiato idea.
Al Jafaari ha detto che è il personale civile del Dipartimento di Stato, del Pentagono e della Casa Bianca a insistere perché Obama dia il via libero all'aggressione, cosa che suona ironica perché di solito sono i militari a mostrarsi entusiasti per entrare in azione, mentre il capo dello staff, il Segretario alla Difesa e gli ufficiali superiori sembrano esitare non poco davanti alla prospettiva di aggredire la Siria.
Al Jafaari ha sottolineato il fatto che il Segretario di Stato John Kerry ha affermato di essere in possesso delle prove che addossano al governo siriano la responsabilità di aver usato armi chimiche nei sobborghi di Damasco, e che ha usato l'espressione "prove altamente credibili".
"E' la stessa espressione che il Segretario di Stato Colin Powell ha usato nel 2003 davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per giustificare la guerra contro l'Iraq: disse di avere 'prove altamente credibili'" ha detto al Jafaari, aggiungendo che "chi si è sbagliato in Iraq sta ripetendo lo stesso errore con la Siria, ed usa anche gli stessi vocaboli".
Ha spiegato che gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito sono gli stessi paesi che si sono opposti alla richiesta siriana di definire con chiarezza chi avesse usato armi chimiche a Khan al Assal lo scorso marzo, affermando che sapevano loro chi era stato.
Gli stessi paesi hanno anche ritardato per più di cinque mesi l'invio in Siria di una missione destinata ad accertare i fatti, ha evidenziato al Jaafari. Ha detto anche che l'attacco nei sobborghi di Damasco si è verificato nello stesso periodo in cui la squadra di inquirenti delle Nazioni Unite ha iniziato la propria missione e che il suo scopo era quello di togliere efficacia al lavoro degli inviati dell'ONU.
Al Jaafari ha spiegato che è necessario fare differenza tra utilizzo di armi chimiche di distruzione di massa, e l'uso di materiali chimici che può essere invece fatto da gruppi armati e da bande. La squadra dell'ONU dovrebbe confermare se sono stati utilizzati materiali di produzione artigianale o autentiche armi di distruzione di massa: venti anni fa un gruppo estremista giapponese ha usato pochi chilogrammi di Sarin nella metropolitana di Tokio uccidendo così centinaia di persone; le autorità turche invece hanno di recente annunciato di aver arrestato dodici fucilieri collegati a Jabhat al Nusra, che possedevano due litri di gas Sarin arrivato nelle loro mani dalla Libia a bordo di un aereo civile.
"Questo prova che alcuni paesi agevolano i movimenti dei terroristi e permettono loro di ottenere sostanze chimiche pericolose che possono causare la morte di centinaia di migliaia di persone", ha detto al Jaafari, che ha fatto notare come nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU seggano molti paesi amici del popolo siriano, tra i quali Russia e Cina, forniti di esperienza e di conoscenza di certe macchinazioni; non lasceranno passare alcuna risoluzione contro la Siria.

 

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