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Campioni d'Occidente: Giuseppe Povia PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Giugno 2014 10:47
E vanno anche a dirlo in giro.

Chi scrive ha messo qualche preferenza qua e là ma va sostanzialmente avanti a musica barocca, usando tutt'al più le svestite della "musica" pop contemporanea come pretesto per qualche sobria considerazione.
Del signor Giuseppe Povia abbiamo già parlato di sfuggita diverso tempo fa, quando si è esibito assieme a Gheri Guido in favore di Mario Razzanelli, inaffondabile cambiatore di casacche dell'"occidentalismo" fiorentino. 
Negli ultimi anni il signor Povia ha conferito con i gazzettieri di una quantità di argomenti esprimendo posizioni perentorie, radicali e documentate quanto un urlo al pallonaio ma sperabilmente utili a rastrellare pubblico tra gli "occidentalisti".
Non aveva calcolato la crisi rovinosa dell'"occidentalismo" politico e della sua propaganda; bruciate in due secondi al calor bianco della politica governativa e rispedite nei sottoscala di provenienza un paio di generazioni di attivisti rimaste senza bandiera, senza rappresentanza e soprattutto senza soldo, il crollo dei suffragi raccolti dai partiti'"occidentalisti" ha punito in maniera altrettanto severa il fittissimo fronte dei propagandisti mediatici, in cui per anni sono andati accumulandosi buoni a nulla di ogni genere rassicurati dalla (ahiloro teorica) incredibile ampiezza del pubblico di riferimento.
In attesa di un suo rientro nell'anonimato con relativo intensificarsi della frequentazione dell'ufficio circoscrizionale per l'impiego (fenomeno battezzato jalissizzazione sulle pagine di Antiwarsongs) non possiamo che prendere atto della tornata di concerti con cui Giuseppe Povia cerca di allontanare dalle proprie nari l'odore di mensa dei poveri che si fa di giorno in giorno più minaccioso. Si tratta di località -e in qualche caso di interi distretti- dei quali non conoscevamo neppure l'esistenza, in cui accorre un pubblico sì numeroso da rendere l'immagine in alto rappresentativa di un contesto utopico.
Il concerto di Masera' era il primo della serie ed è stato compiutamente recensito da Mattia Costioli e Camilla Pietra su Noisey. Dalla recensione traiamo un'immagine significativa ed alcune righe di una certa compiutezza; finiti i tempi in cui elementi del genere potevano difendere la civiltà "occidentale" e il crocifisso, "valori", "radici cristiane" eccetera dai palchi più noti e indirizzandosi alle platee più nutrite, è cominciata una sordida corsa al ribasso, a cui non si può che assistere con un certo divertimento.
Dopo una quantità di chilometri decisamente superiore a quella consentita dai limiti del buonsenso sono dunque arrivato a Maserà, provincia di Padova, e ho subito notato che alla palestra comunale tirava un'aria tutt'altro che da grandi occasioni. L'inizio dell'esibizione è fissato per le 18, ma sembra che Povia (e il suo pubblico) si faranno attendere.
Appena varcata la soglia si viene assaliti, oltre che dal disagio, da alcuni ragazzi che cercano di vendere delle polizze assicurative[1], a loro dire molto vantaggiose.  [...]
Il concerto sta finendo, Povia canta "Vorrei Avere Il Becco", "Zoccoli" e altri pezzi che non conosco bene, toglie le All Star e si mette gli zoccoli perché vuole combattere i poteri forti. Poi toglie anche quelli e resta scalzo perché vuole combattere la lobby delle verruche.

La palestra di Masera' in cui si è ridotto ad esibirsi (davanti a duecento spettatori, pare) il signor Giuseppe Povia.
Si noti la scritta SPURGHI sullo striscione pubblicitario a sinistra dell'inquadratura.


[1] La reazione che un'iniziativa del genere susciterebbe in un pubblico normale è più facile da immaginare che da descrivere.
 

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