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Contro Socialismo Rivoluzionario. Un'altra recensione al libro curato da Stefano Santarelli PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Novembre 2014 10:34
La Guida Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran tra gli alti quadri del sepah-e pasdaran-e enghelab-e eslami.

Socialismo Rivoluzionario è un gruppo settario endogamico di cui abbiamo già trattato.
A suo tempo recensimmo un libretto che ne ricostruiva la storia e che permetteva di farsi un'idea del come mai, nella realtà residuale e prodigiosamente litigiosa rappresentata dalla politica militante, Socialismo Rivoluzionario ed i suoi attivisti riescano a quadrare il circolo attirando su di sé concordi ed aperte attestazioni di disprezzo. 
Il blog di Giorgio Franchi pubblica nel novembre 2014 una recensione dello stesso testo che riportiamo per intero. L'immagine in alto invece viene dal repertorio iconografico che più contraria Socialismo Rivoluzionario ed i suoi iscritti.
Pardon, le sue iscritte ed i suoi iscritti, sempre così attente ed attenti alle vittime e ai vittimi.
Praticamente un omaggio dovuto.

Dopo Lotta Comunista sicuramente nelle mie memorie universitarie il secondo posto è riservato a quelli di Socialismo Rivoluzionario, meno organizzati dei loro colleghi leninisti duri e puri, ma ugualmente irregimentati e con una serie di elementi che potrebbero avvicinare questa formazione più a una setta che a un movimento politico. Fate una ricerca in google per parole chiave e fatevi un'opinione vostra.
Invito anche tutte/i a leggere questo bellissimo libro uscito per i tipi Massari Editore curato da Stefano Santarelli.
Il libro in oggetto è l'unico nel panorama nazionale che si lancia in una critica talmente ben documentata ed impietosa di SR quanto del suo leader-guru Dario Renzi al secolo Dario De Sanctis, che quest'ultimo ha ordinato espressamente ai suoi accoliti di non leggere questo libro.
Il libro parla dell'evoluzione/involuzione di De Sanctis [perché a conti fatti tutto ruota attorno a lui] dal trotzkismo degli anni '70 fino all'invenzione odierna del cosiddetto “Umanesimo Socialista”, dalla Lega Socialista Rivoluzionaria a Socialismo Rivoluzionario. Non si può certo dire che il libro sia stato scritto basandosi sui sentito dire: tanto Stefano Santarelli quanto Roberto Massari sono stati stati protagonisti di quegl'anni e il De Sanctis lo hanno conosciuto veramente, tanto che nei loro contributi ricostruiscono la storia del periodo trotzkista del quale De Sanctis non parla volentieri. Un passato epurazioni, maldicenze verso i compagni ritenuti non conformi alla linea o rei di essere possibili rivali che imponevano un conformismo ferreo, tutte caratteristiche che a ben vedere non sembrerebbero estranee all'attuale SR nelle sue sorprendenti acrobazie politico/tattiche basate nella fase marxista libertaria [quella che precede l'umanesimo socialista] da una rilettura arbitraria e falsata di Rosa Luxemburg [si veda il contributo “Giù le mani da Rosa Luxemburg!” di Michele Nobile].
Lo spietato conformismo e le epurazioni dei non-allineati è un retaggio di quel trotzkismo alla Nahuel Moreno e alla S.W.P. americano nella sua fase discendente che imponevano prima di tutto, anche contro ragione, la salvaguardia non dell'idea ma della struttura/apparato. Purtroppo queste tare invece di diluirsi nella fase libertaria (?) e/o umanista si sono involute ulteriormente arrivando ad un culto della personalità del capo che ha antecedenti in Italia solo nelle formazioni di stampo maoista [vedi il caso dell'ex-maoista Aldo Brandirali]. Per capire quanto il conformismo e l'adesione a-critica alle idee del leader-guru siano sedimentate basta leggere i contributi di difesa foto-copia all'articolo di Massari che ricostruisce le marachelle giovanili di De Sancits: medesimi artifici linguistici, medesima costruzione semiotica e neologismi ripetuti ossessivamente soprattutto sulla loro stampa esterna [ultimo loro giornale La Comune]. A prima vista sembrerebbe programmazione neuro linguistica invertita, se no come spiegare l'inspiegabile? Astensionisti, poi spalla del centro-sinistra e di nuovo astensionisti; oppure pacifisti ma con simpatie anti-serbe a-priori durante la guerra balcanica ed oggi con simpatie pro-jihadisti in Siria [basti leggere l'articolo/ode sul fondamentalista genovese Giuliano Ibrahim Delnevo terminato in Siria], pazzesco! D'altra parte De Sancits/Renzi detta la linea e questa non si discute. Ma in definitiva SR è una setta? Secondo il contributo molto acuto e profondo di Miguel Martinez ci starebbe un bel SI [qui si può leggere una riflessione di Martinez sul suo contributo].
 

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