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Dal no al Social Forum al no alla tramvia: breve storia dell'insulsaggine occidentalista a Firenze PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Febbraio 2008 09:15
L'allarmismo deafferentato degli "occidentalisti" ha sempre trovato a Firenze un'opinione pubblica poco malleabile e poco propensa a cedere; nel novembre 2002 praticamente tutta la città scese in piazza per quel corteo finale del Social Forum (in occasione del quale pennaioli e mezze seghe della pubblica "informazione" si erano sgolati prevedendo caterve di sfracelli) lasciando il presidente della Confcommercio Paolo Soderi a sproloquiare di "città in lutto" in appoggio alle ciance fallaciane:

“In questi giorni c’è chi parla di 'citta' aperta', ma noi commercianti invece -ha aggiunto Paolo Soderi- vediamo una città ostaggio. Basti pensare che le scuole elementari cominciano ad essere deserte perche' i genitori hanno paura; gli istituti scolastici privati pensano a giorni di vacanze forzate; il numero dei negozi che stanno chiudendo è crescente, e addirittura sono sempre più numerosi quelli che sbarrano le porte con bandoni di legno o di alluminio; migliaia di agenti della polizia e carabinieri presidiano strade e piazze. Mi chiedo se avevamo bisogno di tutto questo, se è questa l’immagine che Firenze doveva offrire a tutto il mondo”.

Internet è uno strumento meraviglioso e tra i suoi pregi c'è quello di una discreta memoria; le affermazioni qui sopra provengono dal sito della Confcommercio e lette a sei anni di distanza, soprattutto dopo che Paolo Soderi è stato arrestato come un nogglòballe qualunque ma per motivi appena appena un pelo più venali, fanno letteralmente sghignazzare.
Il Social Forum venne e passò, i negozi aperti (dai pub alle rosticcerie) si fecero praticamente d'oro, e non successe nulla di tremendo. Davanti ad una simile figuraccia gli "occidentalisti" di vario genere e specie, se non fossero stati dei sugheri in grado di navigare in acque ben peggiori, avrebbero dovuto constatare la figuraccia rimediata ed avere la coerenza non diciamo di reagire come avrebbe reagito un samurai dei tempi d'oro, ma per lo meno di mettersi zitti per un po'. Invece...
Sempre con Oriana a tirar loro la volata i difensori d'"occidente" ricicciano fuori dopo qualche mese facendo il tifo per l'aggressione americana all'Iraq e non arrendendosi nemmeno davanti all'evidenza, al punto che dopo tutti questi anni devono ancora spiegarci dove diavolo siano quelle armi di distruzione di massa la cui esistenza è stata da più di un "occidentalista" data per certa, anche e soprattutto in occasione di pubblici dibattiti e di incontri istituzionali. Davanti ad una "magra" del genere chiunque avesse un minimo di rispetto di sé avrebbe per lo meno cominciato a controllare di aver inserito il cervello prima di dare aria alla bocca, ma evidentemente questo non è il caso del centrodestra fiorentino, che saltabecca imperterrito da una santa battaglia all'altra, e va a rifarsela con la moschea di Colle val d'Elsa. Un esilarante manifestino diffuso nel 2005 o 2006 con i consueti intenti denigratori -e del quale sul web non siamo riusciti a trovare traccia- mostrava se non ricordiamo male un fotomontaggio della Sultanahmet camii accanto al Duomo di Firenze. Ora, chiunque sia andato a fare una passeggiatina a piazzale Michelangelo ed abbia avuto il buon gusto di dare un'occhiata al panorama si è accorto che da centoquarant'anni circa un edificio di stile più o meno simile, con cupole di rame ossidato in bella vista, occupa buona parte della visuale creando un effetto molto simile a quello di esso fotomontaggio: si tratta della sinagoga di via Farini, edificata nel 1872 in un marcatissimo stile moresco. Ora, stante il problema "estetico" deplorato dal volantino, potrebbe sembrare strano che nessun "occidentalista" abbia avuto la coerenza di invocarne l'abbattimento! Ma è un silenzio che si spiega agevolmente con la sventagliata di cartoline-precetto per il sionismo di complemento ricevute a suo tempo in redazioni e sottoscala.
Va anche detto che una città che potesse sfoggiare ad un tempo due edifici come il Duomo e come la Sultanahmet camii sarebbe una meta turistica ancora più unica, ma lasciamo pure stare.
Negli ultimi tempi la Fabbrica della Paura ha un po' tolto gli "islamici" dal mirino, stanti i risultati dell'aggressione yankee all'Iraq e della inqualificabile politica israeliana, tutte cose da occultare in silenzio, e stante la scomparsa della paladina d'"occidente" per antonomasia; li ha sostituiti con nuovi mostri disorientando un tantino i professionisti del piagnisteo, costretti a Firenze a ripiegare su una battaglia anti-tramvia condotta esattamente con gli stessi sistemi, e che si è avvalsa dunque di scritti roboanti, di grafiche ridicole e di palesi esagerazioni; la propaganda elettorale per il referendum consultivo voluto da Mario Razzanelli, sul cui carrozzone è salito all'ultimissimo minuto e non senza ridicoli litigi buona parte del centrodestra, ha offerto dal punto di vista iconografico l'ennesima carrellata di affermazioni di ciarlante bassezza e di incultura civica a tutta prova. In città, al momento in cui scriviamo, gira addirittura un adesivo anti-tramvia in cui la giunta comunale viene etichettata come "compagni di merende": un'etichetta che a Firenze è assolutamente controproducente dal punto di vista politico-elettorale e che per questo non viene mai utilizzata da nessuno, ma che da anni è stata fatta propria dalla parte più bassa della propaganda destrorsa del nord; il che indica con buona approssimazione anche la provenienza di certe imbeccate e di certi colpi.







 

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