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Nomi all'acqua di rose per le nefandezze di Israele PDF Stampa E-mail
Domenica 09 Marzo 2008 09:23
Israele è un cosmopolita paese mediorientale strapieno di ragazze di spettacolosa bellezza e con una vita culturale di tutto rispetto.
Allo stato attuale delle cose però ci sono anche parecchie questioni sulle quali tutti i mezzi di comunicazione di massa fruibili dal cittadino (e dall'elettore) medio sorvolano con eccessiva disinvoltura. Chi volesse orientarsi in modo un po' più obiettivo nella  propaganda sionis... ehm, nella "informazione corretta" di giornali e televisioni, troverà utile quanto segue: si presenta infatti qui la traduzione di un commento in inglese che tale Svevus ha spedito da Londra all'
effedieffe di Maurizio Blondet.

I territori occupati sono territori contesi.
Le colonie israeliane sono insediamenti, o anche comunità.
Il Libano meridionale occupato è la "fascia di sicurezza" di Israele.
La continua espansione delle colonie viene definita "non utile" (Clinton-Albright) invece che illegale.
La continua espansione delle colonie (il 25-50% delle quali sono disabitate, secondo l'Associated Press ed il New York Times) viene definita "inevitabile crescita naturale".
Una colonia nella Gerusalemme est occupata viene detta "dintorni".
L'espulsione dei palestinesi è un trasferimento.
La conquista di Gerusalemme nel 1967 è liberazione.
La tortura dei prigionieri palestinesi è "moderata pressione fisica e psicologica".
Al-Khalil è chiamata Hebron, Jabal Abou Ghoneim Har Homa, la West Bank Giudea e Samaria, Gaza Yesha.
I proiettili d'acciaio ricoperti di gomma sono soltanto proiettili di gomma.
Un ragazzino palestinese di dodici anni che tira sassi è un terrorista.
Un terrorista israeliano è sempre un estremista o un individuo mentalmente instabile.
La legittima resistenza palestinese all'occupazione è terrorismo.
Confiscare terreni palestinesi a Gerusalemme e darli in uso ad ebrei viene indicato con l'espressione "unificare Gerusalemme".
Confiscare od acquistare terreni palestinesi significa redimerli.
I terreni riservati all'esclusivo utilizzo da parte degli ebrei sono terreni di stato.
La restituzione ai palestinesi di terreni occupati viene definita abbandono.
Il razzismo e la segregazione razziale sono un problema demografico.
L'imprigionare palestinesi senza formulare accuse o senza un debito processo viene indicato come detenzione amministrativa.
L'imprigionare e soffocare i palestinesi nella West Bank è chiusura dei territori.
La pulizia etnica di Gerusalemme, "raggiungere la quota prefissata".
Un insediamento civile lbanese su cui Israele compie un raid è un "(sospetto) covo di guerriglieri" o "di terroristi".
I raid israeliani sono sempre "ritorsioni".
Mettere in piedi un regime fantoccio israeliano in Libano è "normalizzazione".
I prigionieri di guerra israeliani, come Ron Arad, sono indicati come ostaggi.
Invadere e distruggere il Libano nel 1982 fu definito "Pace in Galilea".

Tutta questa terminologia, o la maggior parte di essa, che a volte compare nei titoli di testa, è stata adottata dai media statunitensi, che perpetuano in questo modo l'ignoranza del pubblico circa le vere azioni dello Stato di Israele.

Sulla stampa peninsulare tacere è bello, riesce puntualmente a metterci del suo.




 

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