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Bianca Maria Giocoli: storie di ordinaria denigrazione PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Luglio 2008 10:05
Da diversi anni il Comune di Firenze ha messo a disposizione di tutti il database dei comunicati stampa rilasciati dai membri del Consiglio Comunale.
Uno strumento utilissimo per più versi: se è vero che il giornalettismo cittadino può attingervi per i linciaggi quotidiani (il vocabolo "degrado" compare 115 volte nei comunicati degli ultimi sei mesi, e si sa che è degrado qualunque cosa possa essere utilizzata per aizzare un elettorato ormai in braghe di tela nel già criminale clima non più di caccia-al-povero, ma di caccia-al-più-povero) è vero che lo si può utilizzare anche per far emergere la piccineria e la tendenza al piagnisteo, se non i casi di conclamata ignoranza dei problemi o di incompetenza vera e propria, in cui sono particolarmente versati gli "occidentalisti" cittadini.
Il 30 luglio Bianca Maria Giocoli rilascia l'ennesimo piagnisteo indirizzato alla stampa, probabilmente stilato sulla falsa riga di una prima pagina di "La Nazione" del giorno prima in cui per l'ennesima volta si indicavano nei più poveri della feccia da eliminare e in edifici sacri della cui sacralità non importa più nulla a nessuno dei beni da conservare sotto una teca di vetro.
Bianca Maria Giocoli dice che "Piazza San Giovanni, uno dei luoghi più frequentati di Firenze, crocevia di turisti provenienti da tutti i Paesi, biglietto da visita della città di fronte agli occhi del mondo intero, sembrava un suk" per la presenza di venditori ambulanti sulla scalinata del Duomo; un atto, a sentir lei, "oltraggioso".
Non indugiamo sulle condizioni in cui Santa Maria del Fiore è stata tenuta per secoli, stante il fatto che impianti igenico-sanitari e fognature sono anche a Firenze una novità relativa, e neppure sul fatto che la "grandezza" fiorentina si è sviluppata proprio in contesti in cui di certe cose ci si dava assai meno pensiero di oggi. Ci limitiamo a dire che noi troviamo oltraggioso, se mai, l'utilizzo denigratorio di terminologia di derivazione araba, specie se compiuto da individui che di arabo non conoscono una parola, per denotare in chiave negativa qualunque fenomeno elettoralmente sfruttabile. Suk, "mercato", è in dar al'Islam umanissimo luogo di incontri, trattative, discussioni e scambi. L'esatto contrario dell'alienato panorama offerto dai supermercati ed ipermercati d'"Occidente".
Potremmo anche far notare come sia sistematica, nella comunicazione "occidentalista", la contrapposizione tra straniero ricco e straniero povero, l'uno titolare di ogni diritto -ivi compreso quello di ridursi come uno straccio a forza di alcolici, specializzazione questa degli statunitensi- e l'altro titolare, quando va bene, di ogni dovere. "Quando va bene" perché la preferenza tendenziale sarebbe per l'immediata cancellazione dal tessuto sociale, cui si oppongono (per ora) alcuni esecrabilissimi ostacoli di ordine burocratico!
Purtroppo per Bianca Maria Giocoli, un eventuale regolamento comunale che consentisse l'utilizzo di vagoni piombati e di altre prassi di stampo teutonico deve ancora essere presentato all'esame della Giunta; non ci sentiamo comunque di escludere che qualcosa di simile non venga, a giorni, presentato dai rappresentanti degli "occidentalisti" fiorentini, accompagnato dal consueto battage sui quotidiani politicamente assimilabili. Ossia praticamente tutti.

 

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