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Marco Carrai e la solidarietà per coscrizione PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Gennaio 2009 22:01
21 gennaio 2009. La vita riprende lentamente a Gaza, dopo la guerra elettorale dell'entità sionista.


Il 14 gennaio 2009 sono successe diverse cose: la borsa ha allegramente continuato a perder pezzi, i prezzi a salire, i sudditi dello stato che occupa la penisola italiana a continuare a farsi prendere in giro dai politici. Ecco qui alcune agenzie di stampa di quel giorno, che fanno riferimento alla situazione di Gaza, campo profughi assediato dal quarto esercito del mondo in cui per circa un mese i problemi sono stati di tutt'altra portata e di ben altra serietà.

GAZA: CORTE AJA, NON PUÒ INDAGARE SU EVENTUALI CRIMINI (ANSA) - BRUXELLES, 14 GEN - La Corte internazionale di giustizia dell'Aja non ha alcun potere per indagare su eventuali crimini di guerra compiuti nella Striscia di Gaza. Lo afferma in una nota il procuratore della Corte, rispondendo così ad alcune associazioni per i diritti dei palestinesi che si sono appellate ai giudici dell'Aja denunciando in 19 giorni di guerra «l'uccisione e il ferimento di centinaia di palestinesi, inclusi donne e bambini». Il procuratore ha spiegato che la giurisdizione della Corte si limita ai crimini di guerra, ai crimini contro l'umanità e al crimine di genocidio eventualmente commessi sul territorio di uno Stato membro o da uno Stato membro. E Israele, come gli Usa, non sono tra i 108 Paesi che hanno firmato lo Statuto che nel 2000 ha dato vita alla Corte internazionale dell'Aja. Dunque, nessuna possibilità di indagare autonomamente al di fuori degli Stati membri. Ma il procuratore spiega, comunque, come i crimini commessi in altri Paesi potrebbero essere indagati dalla Corte solo se gli Stati non membri interessati dai fatti lo accettino volontariamente oppure in seguito a un preciso mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu. (ANSA). CU 14-GEN-09 20:58

GAZA: DUE CALCIATORI PALESTINESI UCCISI NEL CONFLITTO (ANSA-REUTERS) - GAZA, 14 GEN - Due calciatori molto noti nei Territori palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nel corso della loro offensiva a Gaza. Stando a quanto ha reso noto la Pfa, la federazione palestinese, Ayman al-Kurd, 28 anni, ex titolare della nazionale, e padre di tre bambini, è rimasto ucciso due giorni fa nel corso di un bombardamento. «Il suo martirio è una grave perdita per il calcio palestinese, i suoi colleghi sono in stato di shock», ha detto Ghassan Balawi, ex allenatore della nazionale. L'altro calciatore ucciso si chiamava Wajih Mushtahi ed aveva giocato nella nazionale olimpica. La Pfa ha reso noto che l'atleta è rimasto ucciso questa settimana a Gaza. la Jihad islamica, una delle organizzazioni armate della Striscia, sostiene che Mushtahi era un suo combattente e che è morto in battaglia. (ANSA-REUTERS). ZU 14-GEN-09 21:20

GAZA: NUOVI RAID ISRAELE; ALMENO 11 MORTI, FONTI MEDICHE (ANSA-AFP) - GAZA, 14 GEN - Almeno 11 palestinesi, fra cui un ragazzo di 13 anni, sono rimasti uccisi stasera in una nuova serie di raid aerei israeliani contro la Striscia di Gaza. Lo hanno reso noto fonti mediche e testimoni. Sale così a 1033 il bilancio dei morti dall'inizio dell'offensiva israeliana il 27 dicembre, mentre i feriti sono oltre 4.850, secondo l'ultimo bilancio fornito alla France Presse dal capo del Pronto Soccorso di Gaza, Muawiya Hassanein. (ANSA-AFP). PZ 14-GEN-09 22:06

M.O.: UNICEF, 300 BAMBINI UCCISI IN OFFENSIVA A GAZA = New York, 14 gen. - (Adnkronos/Dpa) - Sono oltre 300 i bambini palestinesi rimasti uccisi nell'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, iniziata il 27 dicembre scorso. A fornire il dato drammatico è stata la direttrice dell'Unicef, Ann Veneman, secondo cui altri 1.500 bambini sono rimasti feriti nell'operazione «Piombo fuso». «Ogni giorno, sempre più bambini vengono colpiti - ha denunciato la Veneman - i loro piccoli corpi feriti e la loro vita distrutta». (Ses/Pn/Adnkronos) 14-GEN-09 18:03

GAZA: SAVE THE CHILDREN, IRRISORI AIUTI AUTORIZZATI (ANSA) - ROMA, 14 GEN - Solo un ottavo degli aiuti in cibo e medicine di cui la popolazione di Gaza ha bisogno è stata fatta passare nei territori assediati dall'inizio dell'offensiva israeliana il 27 dicembre. Dalla stessa data fino al 12 gennaio, è stato ucciso un bambino ogni due ore circa. Questi i dati forniti oggi da Save the Children, che da un lato definisce «irrisoria» la quota degli aiuti rispetto al bisogno reale, dall'altra reputa inaccettabile la spirale di violenza che ancora una volta ha come principali vittime i più piccoli. L'organizzazione, inoltre, continua ad affermare che le tre ore quotidiane di tregua sono assolutamente insufficienti e non consentono alle organizzazioni umanitarie di distribuire quei pochi soccorsi disponibili, ostacolandone il lavoro. Il governo israeliano ha dichiarato che, dal 27 dicembre al 12 gennaio, 900 camion di aiuti hanno potuto entrare a Gaza. Pochi rispetto ai 7.200 che, secondo Save the Children, sono necessari a far fronte al fabbisogno minimo di cibo, carburante e medicine della popolazione. Ad oggi, Save the Children è riuscita a consegnare aiuti alimentari a 20.000 persone, fornendo loro provviste per due settimane. (ANSA). AB 14-GEN-09 16:46

M.O.: CROCE ROSSA, A GAZA UNA SITUAZIONE 'SCIOCCANTÈ = Gerusalemme, 14 gen. - (Adnkronos/Dpa) - La situazione a Gaza, al 19mo giorno dell'offensiva israeliana, è «scioccante». A definirla così è il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc), Jakob Kellenberger, in una conferenza stampa a Gerusalemme. «Ti colpisce quando si vedono queste persone ferite e il tipo di ferite che hanno», ha detto Kellenberger, sottolineando come le tre ore di tregua umanitaria accordate da Israele la scorsa settimana «non siano sufficienti». Il presidente dell'Icrc è stato ieri a Gaza, mentre questa mattina ha visitato Sderot, una delle città del sud di Israele più colpite dal lancio di razzi dei militanti di Hamas. (Ses/Ct/Adnkronos) 14-GEN-09 14:10

Bene. Intanto che succedevano queste cose, a Roma si teneva la manifestazioncina ad uso dei mass media di cui abbiamo già riferito, quella "Con Israele, per la libertà e contro il terrorismo" ben infarcita di politicanti e di non lavoratori di svariato genere e specie.
Nel corso della manifestazioncina il presidente della comunità ebraica di Roma rilasciava la dichiarazione che segue. Se si sia reso conto o no che con queste uscite rischia di mandare all'aria il "lavoro" già piuttosto arduo di schiere intere di redattori, blogger e giornalettieri vari, precettati a tentare con ogni mezzo più o meno lecito di rendere presentabili le "imprese" di Tsahal ad una pubblica opinione che del sionismo continua ad avere un pessimo concetto nonostante il frastuono di un mondo politico e mediatico la cui compiacenza è arrivata a livelli anali, non sta a noi dirlo.

GAZA: PACIFICI, NON SIAMO GLI EBREI CHE MORIVANO NEI LAGER (ANSA) - ROMA, 14 GEN - «Se qualcuno immagina che gli ebrei siano quelli di 60 anni fa che morivano nelle camere a gas, hanno sbagliato. Non ci faremo intimidire da qualche imbecille che parla di boicottaggio dei commercianti ebrei». Lo ha detto il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, intervenuto alla manifestazione «Con Israele, per la libertà, contro il terrorismo» in corso a Roma in piazza Montecitorio.(ANSA). Y4J-GB/FCC 14-GEN-09 20:18

A questa manifestazioncina era presente anche Marco Carrai, consigliere comunale del Partito Democratico al Comune di Firenze.
Marco Carrai ha aderito in piena consapevolezza non ad una manifestazione per la pace o per la cessazione delle ostilità, ma ad una manifestazione "Per Israele, per la libertà e contro il terrorismo". Come si faccia ad essere "Per Israele" e al tempo stesso "contro il terrorismo" dovrebbe spiegarcelo Marco Carrai stesso, al quale ricordiamo amichevolmente che il consolidarsi della presenza sionista in Palestina deve ringraziare anche l'Irgun, che negli anni '30 adoperava gli stessi sistemi tanto deplorati quando li adopera quel "terrorismo" odierno che gli "occidentalisti" considerano "islamico" per definizione, e quella Banda Stern responsabile tra l'altro della distruzione del King David Hotel di Gerusalemme e dell'eccidio di Deir Yassin, compiuti ben prima della dichiarazione di indipendenza dello stato sionista.
In altre parole abbiamo ragione di credere che, come gli organizzatori della manifestazioncina, Marco Carrai abbia sorvolato sul fatto che lo stato sionista ha nei combattenti irregolari e nei loro sistemi uno dei propri pilastri fondatori e che negare questa realtà, attribuendo esclusivamente ai suoi avversari gli aspetti meno presentabili (ovverosia tutti, verrebbe da dire) della guerriglia è un'operazione ampiamente ammissibile se considerata nella non disinteressata ottica della politicanza e della propaganda, ma assolutamente ripugnante se considerata da un qualsiasi altro punto di vista.
Tornato da Roma Marco Carrai si è trovato servito di tutto punto, e dopo nemmeno due giorni, con tutti gli ingredienti necessari ad un quarto d'ora di notorietà. Magari gli sarebbe piaciuta qualche bandiera bruciata in più, qualche slogan da stadio un po' più urlato, invece si è dovuto accontentare di un paio di scritte sul muro e di un aggeggio sospetto mollato chissà da chi davanti alla (piccola) sede fiorentina del Chabad, un movimento chassidico di origine statunitense che ha la sede in via dei Pilastri. Chabad.it ne descrive le attività e mostra le foto delle feste di Purim tenute un po' qua e un po' là, con tavolate allegre, con i travestimenti d'uso e, almeno a Firenze, con la vodka da sorseggiare in santa pace.
Davvero poca roba, ma non importa: ci pensano le edicole a farla bastare.
I giornali, primo tra tutti quell'edizione fiorentina del Corriere della Sera che quanto a sionismo d'accatto e ad "occidentalismo" a tutta prova non si arrende mai, neppure davanti all'evidenza, si sono immediatamente sgolati urlando all'"attentato alla sinagoga". La sinagoga di Firenze dista da lì una cinquantina di metri buoni ed è lontana dalla strada, dalla quale la separano un parco, un'inferriata molto alta e l'occhiutissimo controllo di telecamere e gendarmi. In ogni modo Carrai e il Corrierone organizzano con eloquente velocità una manifestazione solidale con tanto di gonfalone del Comune: domenica 25 tutti davanti alla sinagoga... e chi non c'è, ovviamente, è amico di Hitler e delle camere a gas, allo stesso modo in cui chi rifiuta di "firmare contro la droga" ai banchetti che una certa comunità terapeutica allestisce da anni nei salotti buoni dei centri cittadini diventa automaticamente un fan della morte per overdose.


 

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