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Firenze: la Lega Nord contro il Male PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Febbraio 2009 12:51
Febbraio 2009. Microcomparsata di Borghezio a Firenze, seguito da una claque miserabile e guardata a vista dai gendarmi per evitare problemi assai più seri.
Davanti al montare di una crisi tutt'altro che inaspettata e tutt'altro che repentina -sono anni che nessuno ha più una lira in tasca e che l'economia "reale", quella che produce cose, ha lasciato sempre più spazio ad uno pseudoterziario vacuo e pasticcione- parrebbe di notare un primo incepparsi della Fabbrica della Paura. Ancora non siamo a niente, si tratta quasi più di un auspicio che di un dato di fatto, ma si deve pur cominciare.


Il manifesto qui mostrato fa pensare ad una manifestazione imponente, con carattere d'urgenza e con una partecipazione all'altezza dell'importanza e della competenza degli oratori chiamati a prendere la parola. Ovviamente, come sempre succede quando si parla di "occidentalisti", gli organizzatori hanno dolorosamente impattato non contro l'indifferenza, ma contro l'apertissima ostilità di una Firenze che meno di un mese prima aveva portato in piazza migliaia di persone contro la guerra elettorale dei sionisti. Tra queste migliaia di persone non erano pochi i mustad'afin che mandano davvero avanti l'economia peninsulare e che vengono ringraziati con il disprezzo e con l'isolamento sociale. I trenta leghisti presenti in piazza Strozzi, rastrellati in tutta la provincia e guardati a vista da un mezzo esercito, hanno ascoltato dir male dei mussulmani per una mezz'oretta ed hanno poi rinunciato alla fiaccolata su esplicita richiesta della gendarmeria. L'episodio è sparito di gran carriera dai giornali, la cui ossatura è ormai costituita da uno sciorinìo affannoso e ininterrotto di cazzate e di femmine in mutande destinate all'oblìo pressoché immediato. Dal momento che il terreno mediatico non richiede dunque e neppure offre competenze e maturità ma malafede, incultura e deliberata propensione alla menzogna, è bene che dell'episodio resti traccia anche altrove, in modo da offrire al lettore responsabile -sappiamo che ancora qualcuno resiste, tra i frequentatori di librerie e di altri covi della sovversione- di che sghignazzare della propaganda "occidentalista" a Firenze.
In merito alla questione, la posizione di chi scrive è di pacifica chiarezza: non soltanto la moschea si deve costruire, ma la si deve edificare con soldi pubblici dichiaratamente ed esplicitamente tolti a "sicurezza" "legge" "ordine" "disciplina" "fozzedellòddine", la si deve edificare con materiali di altissimo pregio, se ne deve prevedere la collocazione in pieno centro (l'ideale sarebbe il lato orientale di Piazza Ghiberti) e si deve pensare ad un edificio che adotti criteri di imponenza e di grandiosità che lo rendano degno della città di Firenze.
Come può verificare chiunque abbia un minimo di competenza, la Lega Nord è tra i principali artefici della campagna ossessiva e monocorde a suo tempo definita con le parole che seguono da Miguel Guillermo Martinez Ball, traduttore di manuali tecnici che avanzatempo si dedica all'assolutamente lodevole compito di trattare come si meritano i cialtroni della politica e dei media.

"...Questi anni hanno visto lo smantellamento della democrazia, trasformata in eurocrazie e natocrazie, guerre incessanti e la fine dello stato di diritto, per non parlare dello sfascio dello stato sociale, in tutti i suoi aspetti, dalla scuola pubblica alle pensioni.
Eppure la gente rimane incredibilmente sotto controllo. Perché teme e quindi odia.
Teme e odia, perché ogni giorno, sfruttando ogni possibile debolezza psicologica e luogo comune, c'è chi induce in noi una spaventosa fantasia che narra di mostri assetati di sangue alle frontiere. Loro, come gli alieni dei film di Carpenter, ci vogliono morti, punto e basta. E si avvicina sempre di più il giorno in cui ogni altra spiegazione diventerà reato, "apologia di terrorismo".


Nel caso specifico, gli elettori ed i simpatizzanti "occidentalisti" in generale e leghisti in particolare sono arrivati a un tale punto di cecità da non vedere neanche più che la differenza, sui piani del reddito, dell'istruzione e della cultura che c'è tra un suddito dello stato che occupa la penisola italiana (che si crede chissà chi, probabilmente appellandosi a diritti del sangue o di stirpe) e l'ultimo dei clandestini che dorme tra i cartoni sta beatamente avviandosi a scomparire.
La colpa, ovviamente, è dei sudditi. Lo stato che occupa la penisola italiana è probabilmente l'unica realtà al mondo in cui l'ignoranza -intesa nei significati correnti sia di "incultura" sia di "maleducazione"- non venga considerata qualcosa di cui vergognarsi. E dopo venti e passa anni di disprezzo per l'istruzione -che la propaganda politicante considera in blocco in mano a fantomatici "professori sessantottini"- i risultati si vedono nelle crescenti schiere dei drop out e delle persone che adottano comportamenti economici ai limiti dell'incoscienza. In queste condizioni le massicce iniezioni di propaganda impediscono efficacemente ai sudditi di sentire l'odore di mensa dei poveri verso il quale le loro stesse scelte li stanno precipitando.
Ma non basta. La stupidità, il conformismo, la cattiveria ed il calcolo elevati a modalità normali di rapportarsi con gli altri stanno lavorando con efficacia sulle nuove generazioni, ridotte -con le dovute eccezioni- ad un aggregato imbelle ed acritico di consumatori. E di consumatori di fascia bassa, di paccottiglia elettronica e di abbigliamento dozzinale, uguali a Firenze come a Dušanbe o a Parigi. Bisognerebbe spiegarglielo, specie ai troppi in vena di millantare "superiorità" che non possiedono, che la montura ordinaria di tanti (scarpe da basket, tuta da ginnastica, felpa con cappuccio) li rende di fatto indistinguibili da un pastore tagiko o da un disoccupato di banlieue... magari considerati gente da cui prendere le distanze.
Gli scellerati anni Ottanta ed il loro consumismo demente che insegnò a definire le individualità attraverso gli oggetti ostentati sono finiti da un pezzo, ma si sono lasciati dietro macerie anche umane, anche sociali, che si è deliberatamente scelto di ignorare. E su cui una classe politica intera sta banchettando nell'impunità assoluta.


La Firenze normale sfila per Gaza, il 10 gennaio 2009.

 

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