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Le armi dell'"Occidente": l'incultura e la delazione PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Marzo 2009 15:10
Marzo 2009. Il signor Giancarlo Matta ha avuto l'idea di inviarci quanto segue, esonerandolo esplicitamente dal "segreto epistolare".
Un Giancarlo Matta, stando a Google e fatte salve sempre possibili omonimie, si rintraccia ora come "libero professionista" ora come impegnato -con incarichi vari, da "direttore dell'ufficio condono edilizio" a "direttore della U.O. 5 del Dip. VI del Comune di Roma"- nel settore della pubblica amministrazione. In quasi tutti i riscontri forniti dal motore di ricerca viene indicato come "Ing. Giancarlo Matta", ossia come qualcuno che ha studiato -e non poco-, che ha superato un esame di laurea ed un altro esame per l'iscrizione all'albo professionale.
In sostanza è legittimo pensare a Giancarlo Matta come a qualcuno che ha strumenti e competenze che possono metterlo abbondantemente in grado di trovare per il proprio tempo libero impieghi molto più costruttivi che non il preoccuparsi per la sorte di un affabulatore strapagato. Il che rafforza la sensazione di trovarsi di fronte ad un omonimo, al quale facciamo un po' di contraddittorio coi nostri pur scarsi mezzi, nella convinzione che un "Occidente" che abbia tra le proprie file difensori come questi, possa benissimo fare a meno dei nemici.


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Subject: MESSAGGIO
Date: Thu, 5 Mar 2009 22:38:08 +0100
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MANIFESTO - APPELLO di RESISTENZA e OPPOSIZIONE alla ISLAMIZZAZIONE FORZATA d’ITALlA

Ah, è in corso un processo di "islamizzazione forzata"? Non ce ne eravamo accorti, pensavamo piuttosto fosse in corso qualcosa di esattamente contrario, e non da oggi!


Anche in Italia si vanno diffondendo contatti informativi tra liberi cittadini giustamente preoccupati e spesso indignati per situazioni critiche derivanti dalla presenza crescente di persone, per lo più provenienti da altri Paesi, che nella loro scala di valori antepongono pregiudizialmente la loro religione alle prescritte Norme civili evidentemente prioritarie in una Società libera e moderna come la nostra.

Nella città di Firenze, effettivamente, il comportamento degli extracomunitari ha dato non pochi problemi nei mesi scorsi; extracomunitari di origine statunitense e protestante, specialmente donne giovani, hanno dato -e per quanto ci è dato sapere continuano a dare- indecoroso spettacolo di pubblica ebbrezza collettiva nei quartieri più centrali della città.
Si sono levate anche alcune lamentele nella zona di via de'Pilastri: sembra che certi venerdi sera i simpatizzanti del Beit Chabad celebrino la sacralità dello shabbàt che comincia in modo particolarmente chiassoso.


La polemica politica non ci interessa; noi dobbiamo difendere i principi che sappiamo giusti: libertà, eguaglianza di diritto, stato laico, democrazia, indipendenza nazionale, progresso, rispetto della vita e del genere umano nel suo insieme di uomini, donne, giovani, vecchi.

A nostro parere, agli stesori dell'appello la "polemica politica" interessa eccome, ma andiamo avanti.
Interessante è il riferimento ad una lunga serie di concetti astratti, frutto per lo più di elaborazioni giuridiche o "etiche", assurti al ruolo di principi fondanti e indiscutibli. Chissà cosa pensano le rom accusate gratis per anni ed anni ed anni di aver rapito dei bambini dell'"uguaglianza del diritto".
Vogliamo parlare dell'"indipendenza nazionale" davanti al volere dell'amministrazione statunitense? O preferiamo soffermarci sul "rispetto della vita e del genere umano" ostentato in ogni discorso da un sudditame forcaiolo e deafferentato?


Poi, ciascuno di noi nel proprio ambito locale potrà sostenere la propria specifica idea politica. Pur con le rispettive differenze, ora dobbiamo comprendere quale è la nostra priorità comune e pertanto difendere i nostri inalienabili principi, respingendo fermamente le suggestioni relativiste create da traditori che cercano di indurre sensi di colpa nei leali sostenitori della Civiltà Occidentale. Solo così saremo una forza ferma e diffusa a difesa della nostra CIVILTÀ, non pochi sparuti gruppetti di idealisti illusi dispersi in una Europa declinante, nella quale già marciano affiancati per conquistare fraudolentemente il potere i degenerati comunisti locali e i barbari integralisti islamici di importazione.

Compitino per i lettori: cercando se possibile di non ridere, definire quella "civiltà occidentale" di cui gli stesori dell'appello si autoincoronano "difensori". Unici, si presume. Con questo paragrafo comincia la parte del comunicato più rivelatrice e più attinente alla vasta produzione mediatica che fa capo al complotto islamonazicomunista eterogay fatto di oscure potenze in agguato e altri arnesi da delirio a contenuto persecutorio. Roba per cui non varrebbe affatto la pena di scomodarsi, se il suo circolare mediatico non avesse validamente contribuito all'ulteriore decorticazione dei sudditi dello stato che occupa la penisola italiana ed all'edificazione del ributtante clima sociale col quale si deve combattere ogni giorno.


Non abbiamo percorso secoli di lavoro, fatiche, confronti, lotte, sofferenze, con esiti -dopo tutto- di progresso etico, civile e sociale mai eguagliati nella Storia, per accettare di vedere domani morire la Libertà nella nostra terra dove essa è nata, a causa della degenerazione di pochi nostri concittadini e della aggressione di stranieri non molto più numerosi e malintenzionati di loro.

Dobbiamo fare molta attenzione, allora: nella penisola italiana opera costantemente -ed ovviamente nell'ombra- una minoranza di malintenzionati "degenerati" in combutta con un nebuloso ed inafferrabile drappello di stranieri. Il DSM-IV sta qui sullo scaffale, a qualche palmo da un buon numero di nefandi testi sacri dell'"occidentalismo" contemporaneo, ma cerchiamo di arrivare in fondo a questa lettura lasciandolo dove sta; è impresa difficile ma non impossibile.


Il Nostro Presente e il nostro Futuro devono restare nelle Nostre mani, non permetteremo ad alcuno di minacciarne o di ostacolarne il positivo progredire.

Si statuisce il "positivo progredire" dell' "Occidente". Il senso critico ed il dubbio, qualunque senso critico e qualunque dubbio, sono roba da mangiare, d'accordo.


Pur essendo ovvio che in Italia si è - e si deve essere - innanzitutto Soggetti con doveri e diritti esclusivamente in base alla Costituzione, al Codice Civile e al Codice Penale, e poi alle varie Leggi, accade, da parte di certe persone o gruppi, che si rivendichino in nome, anzi col pretesto, della libertà religiosa, diritti e discriminazioni incompatibili col nostro Ordinamento e -cosa ancor più grave e inaccettabile- accade che coloro trovino talvolta illecitamente soddisfatte le loro pretese presso talune Autorità nostrane di vario rango.

Il paragrafo qui sopra descrive alla perfezione pretese e comportamenti "occidentalisti". Nel corso degli ultimi anni non c'è stato capriccio lobbystico che non abbia trovato eco mediatica e spesso soddisfazione politica.
Si vada a chiedere al "rumeno", all'"albanese", a chiunque si trovi volta per volta incarnare il ruolo di spauracchio mediatico da additare ai sudditi perché sappiano a chi dar la colpa del fatto che non si arriva in fondo al mese, con quale rispetto per l'"ordinamento giuridico" vengano abitualmente trattati.


Lungi dal promuovere la "integrazione" oltre a creare serissimi problemi pratici e inaccettabili discriminazioni pubbliche, questi temi sono vere e proprie "bombe a orologeria" sociali e, se male risolti, creano solo "disintegrazione" : non reagire con la massima severità oggi contro certe illegittime pretese e/o abusi (e non contrastare con altrettanta o maggiore durezza certe nostre Autorità che li tollerano o incoraggiano), può causare domani degenerazioni praticamente irreversibili con esiti disastrosi sulla nostra Società e sulla nostra libertà.

A questo paragrafo -sulla serietà di problemi e discriminazioni statuiscono gli "occidentalisti" diffusori di pubblici appelli, parrebbe di capire- segue una lunga lista di comportamenti e di preferenze assortite, che non sapremmo dire se del tutto o solo in parte entro i limiti del lecito: una categorizzazione simile è l'ultima delle nostre preoccupazioni perché non facciamo né i secondini né i giudici e non siamo dunque autorizzati, e tanto meno interessati, ad esprimerci in materia. Non facciamo neppure i delatori perché siamo rimasti affezionati ad un'epoca in cui le spie, invece che essere corteggiate dai media e dalla politica istituzionale, facevano in genere una fine orribile.
Sappiamo per certo che nessuno dei comportamenti elencati con tanto puntiglio ci ha mai causato alcun problema, al contrario della costellazione di comportamenti ebeti, molesti, distruttivi, dalla stupidità e dalla cattiveria assolutamente gratuite di cui l'"occidentalismo" fornisce incessanti ed onnipresenti esempi.


Desideriamo segnalarLe alcuni argomenti e aspetti correlati alla pratica di certe religioni, che, solo apparentemente secondari, implicano invece pesanti conseguenze nella nostra normale vita sociale, e sopratutto, sono di fatto sempre in contrasto con le nostre Leggi civili e penali.

Curiosamente la lunga serie di luoghi comuni elencati -perché di luoghi comuni si tratta, e del tipo più autenticamente figlio di quella stupefacente incultura in cui gli "occidentalisti" sguazzano perfettamente a loro agio- farebbe pensare ad una religione in particolare, piuttosto che a "certe religioni" in generale. Lasciamo qui l'elenco, a ludibrio, aggiungendo qua e là qualche punzecchiatura del tipo più perfido. Il tempo è poco e stare a puntualizzare su roba del genere, per le ragioni che abbiamo fin qui esposto, ne rappresenta più uno spreco che un impiego.


= la pretesa dell'uso riservato / separato di piscine, palestre o spiagge pubbliche
= la pretesa di avere la fotografia a capo e volto parzialmente coperto sui propri documenti Identificativi
= la pretesa di essere visitati / curati da personale dello stesso sesso negli ospedali pubblici
= il rifiuto di avere insegnanti di sesso femminile per i figli maschi, in scuole pubbliche
= la pretesa di consentire che certe persone circolino a volto coperto
= la pretesa di avere cimiteri separati e autonomi
= la pretesa di macellare animali in modi e per scopi rituali, al di fuori di ogni regola veterinaria, igienica e umanitaria (niente carne kosher?)
= il rifiuto della monogamia, la pratica della poligamia
= la pretesa di circolare armati giustificata da usanze religiose
= la richiesta di depenalizzare, consentire, persino agevolare, mutilazioni rituali - religiose (Milà fuorilegge! Milà fuorilegge!)
= il rifiuto di mandare i minori residenti alle scuole italiane d’obbligo
= la pretesa di esonero dall'uso del casco antinfortunistico viaggiando in moto, col pretesto di dover indossare sempre un turbante per uso religioso
= la pretesa alimentazione di tutti i minori nelle scuole pubbliche in base a unilaterali ricette e cibi condizionati da particolari usanze religiose estranee all’Italia (niente gefillte fish alla mensa scolastica. Pazienza...)

= ... eccetera ...

Ecco, bravi, eccetera.


Che progresso rappresenterebbe per noi tornare alle discriminazioni religiose?

Non rappresenterebbe alcun progresso, d'accordo: allora perché darsi tanto da fare perché la discriminazione religiosa diventi una pratica corrente?


magari dominati da una teocrazia gretta, primitiva, violenta, alla quale forse già si ispirò l'ideologia nazi - fascista e che non è molto diversa dalla tirannia comunista, entrambe responsabili di tragedie spaventose; tutto questo corrisponde esattamente a ciò che combattiamo; così come vogliamo combattere certe nostre Autorità troppo propense a concedere indebiti favori a dei prepotenti violando le nostre leggi con la scusa di rispettare delle religioni.

L'incultura assoluta che traspare da queste tre righe di testo è semplicemente entusiasmante. Tra un "combattimento" e l'altro, gli stesori di questo appello potrebbero prendere un autobus per Falluja e andare a verificare di persona i risultati dei loro sforzi!


Stiamo osservando la situazione relativa agli atteggiamenti praticati da parte di Autorità e di Pubbliche Amministrazioni del nostro Stato verso i Mussulmani e anche verso gli appartenenti a un'altra religione parimenti estranea alla nostra collettività nazionale: quella dei Sikh .

Nessun "mussulmano" e nessun "Sikh" ci ha mai procurato alcun problema di alcun genere. In considerazione del fatto che si tratta di solito di ottimi lavoratori -questo lo sa per esperienza personale qualunque paròn di fabrichèta- è probabile e francamente sperabile che possano procurarne a chi si intenderebbe di considerarli braccia invece che persone.


Se Le risulta, o Le risulterà, che qualsivoglia Autorità o Amministrazione Pubblica italiana abbia tollerato, consentito, o addirittura incoraggiato situazioni come quelle sopra indicate o altre concettualmente analoghe, La prego vivamente di informarci con sollecitudine .

Un invito alla delazione che ci guarderemo bene dall'accogliere. Davvero nello stato che occupa la penisola italiana esisterebbero individui capaci di presentarsi ad una stazione della gendarmeria con l'intento di denunciare qualcuno perché indossa un turbante o perché preferisce non mangiare maiale?


Da Cittadini Liberi, potremo svergognare senza pietà innanzi alla pubblica opinione e denunciare alla Magistratura ogni situazione del genere, per ristabilire la legalità e cercare di fare pagare ai responsabili ( e ai favoreggiatori ) di tali abusi e discriminazioni che in non pochi casi sono veri e propri reati o atti che ne agevolano poi il compimento, un carissimo prezzo amministrativo, giudiziario, e poi anche politico (beninteso, solo applicando rigorosamente le Leggi d’Italia)

Nessuno mette in dubbio che la propensione alla delazione e l'assenza di pietà siano fra i tratti fondamentali degli stesori di questo "appello". Che all'assenza di pietà accompagnano, per quanto è dato concludere dagli elementi qui disponibili, una per lo meno pari assenza di competenza.
Si noti il pressante riferimento alla "sola applicazione rigorosa" delle leggi: sembra un mettere le mani avanti in anticipo, caso mai qualcuno dei lettori del testo decidesse in proprio di procedere con altri sistemi.


Spero non considererà questo Messaggio troppo prolisso, forma che peraltro complessità e delicatezza dell’argomento in parte richiedono; La invito a rifletterci e a guardarsi attorno .

Invito accolto, con i risultati che qui si vanno esponendo.


Si tratta di Noi, dei Nostri Familiari, del Nostro Paese, del Nostro futuro.

Perfettamente d'accordo: proprio in nome del "Nostro futuro" è bene che iniziative di questo genere siano accolte dalla franca disistima e dall'aperto disaccordo che meritano.


Dato che l’argomento è, con ogni evidenza, di pubblico interesse, questo Messaggio è esonerato dal rispetto del Segreto Epistolare.

Abbiamo oltremodo apprezzato questa precisazione, con i risultati che qui si vedono.


Nella attesa di Suo comunque gradito riscontro, La saluto cordialmente.

Ricambiamo i saluti anche se abbiamo motivo di pensare che il riscontro, ancorché indubitabile, difficilmente vi resterà gradito.

 

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