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Bahrein, febbraio 2011. Un "contagio egiziano" anche qui? |
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Giovedì 17 Febbraio 2011 07:04 |
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Febbraio 2011. Manifestazioni di piazza e definitivo incrinarsi di equilibri che parevano sicurissimi hanno costretto i governanti tunisini ed egiziani ad abbandonare la scena, e fatto arrivare la Libia alla guerra civile. Il gazzettaio tenta per un po' di spiegare con un "contagio egiziano" cose che nulla hanno a che fare con esso. Ed ha il suo bravo motivo.
 Un foto proveniente dal mainstream. In mancanza sia di riscontri che di smentite, la si presume scattata a Manama e dintorni alla metà di febbraio 2011. Ritrae una donna in chador. Il chador è il capo che le donne sono tenute ad indossare, nella Repubblica Islamica dell'Iran, quando rivestono incarichi pubblici e quando visitano centri religiosi come quelli di Qom o di Mashhad. La scritta sul foglio, sia pure in inglese a beneficio dei media, gronda di vocaboli e di concetti cari all'Islam sciita. E l'Islam sciita in materia di giustizia sociale e di responsabilità dei credenti porta avanti istanze molto chiare. Contagio egiziano anche qui? O forse un certo paese compreso tra la Turchia ed il Pakistan, tra il Mar Caspio ed il Golfo Persico, sistematicamente dato per spacciato ogni giorno che passa da trent'anni a questa parte, è molto, molto, molto meno isolato di quanto si vorrebbe?
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