Il vomito securitario degli "occidentalisti" del governo peninsulare ha ottenuto, come tutto risultato, che le carceri sono arrivate a saturazione. Questo non ha mosso di una virgola l'offerta del gazzettaio, sempre pieno di crimini efferati, ma ha avuto ripercussioni drammatiche sul mondo reale, lontano anni luce dalle ciarle della marmaglia che "lavora" nella cosiddetta "informazione" che esso mondo pretenderebbe anche di "raccontare" e di "descrivere". Quello che le gazzette non dicono -qualcuno per cui prospettare la galera lo trovano tutti i giorni, e se non esiste lo inventano in qualche modo- è che dall'inizio dell'anno i "suicidi" riusciti tra la popoazione detenuta sono almeno settanta.



Lo stato che occupa -non si sa bene a che titolo- la penisola italiana è, da una quindicina d'anni, governato da esecutivi che hanno lucrato suffragi e legittimazione ciarlando di tolleranzezzèro (contro i poveri) e di cettezzedellapena (per i poveri), i cui esponenti -ormai relcutati d'ufficio tra i soggetti rifiutati con sdegno da ogni altro settore produttivo, una sorta di parodia del concetto di élite- ogni giorno alluvionano gazzette e televisioncine cianciando d'i'ddegrado e d'i bbisogno di sihurezza.
Ecco un campione dei risultati cui porta questa "politica", da un flash di agenzia riportato tale e quale.
In galera da più di tre mesi.
Neanche furto.
Tentato furto.
Ma cosa importa: per i mangiatori di maccheroni è pur sempre un nemico in meno!


Minorenne si impicca in carcere a Firenze
Era detenuto per tentato furto, ha usato un lenzuolo
17 novembre, 22:50

FIRENZE - Si è ucciso alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, schiacciato da una detenzione che non sopportava più. Un ragazzo marocchino si è impiccato nell' istituto penale minorile Meucci di Firenze. Era arrivato lì da poco tempo. Le forze dell' ordine lo avevano sorpreso a Lucca mentre cercava di rubare. Tentato furto era l'accusa per cui era detenuto: il processo era stato fissato per il 23 novembre prossimo. Una storia di solitudine e di disagio profondo quella del giovane venuto dal Magreb e finita in un penitenziario.

"Era solo ed aveva bisogno di un altro tipo di assistenza", rivela Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze. Forse gli addetti non hanno capito il suo disagio, così come i suoi compagni di cella non hanno intuito che qualcosa di tragico si stava consumando a un metro da loro. E tra chi si occupa di giustizia minorile ora c'é sconforto e dolore. Sono le 18, è il momento della doccia. Tocca al giovane marocchino: poche parole con gli altri tre detenuti e l' ingresso nel bagno. Il ragazzo ha già deciso tutto: porta con sé un lenzuolo lo bagna, lo arrotola, lo lega stretto alle sbarre della finestra del bagno. Poi apre l' acqua della doccia, forse per coprire eventuali rumori: sale su una scarpiera, si lega il lenzuolo al collo, si lascia cadere e muore impiccato. Il giudice non lo vedrà, mentre della sua vicenda si sta già interessando il sostituto procuratore della repubblica di Firenze Tommaso Coletta. A scoprire il cadavere del giovane sono stati gli agenti della sorveglianza, chiamati dai compagni di cella che non vedendo uscire il magrebino dal bagno si sono allarmati. Lo hanno chiamato più volte. Dal bagno nessuna risposta, solo il rumore dell' acqua aperta nella doccia. Così sono intervenuti gli agenti che hanno scoperto il ragazzo con il lenzuolo al collo. C'é stato un tentativo per rianimarlo, ma subito i soccorritori si sono accorti che nulla era possibile fare per salvarlo.

E dopo la morte del ragazzo, Corleone lancia l' ennesimo allarme. "In questo anno i suicidi, gli episodi di autolesionismo e le morti in carcere sono stati troppi. E anche per quello minorile di Firenze si comincia a parlare di sovraffollamento. Una sezione è chiusa per carenza di personale e nell' altra abbiamo registrato anche fino a 28 presenze: troppe. Dobbiamo avere il coraggio di avviare un discorso nuovo. Serve più coraggio. Serve una struttura aperta e non il microcarcere che scimmiotta quello per adulti. Questo ragazzo non aveva bisogno del carcere, ma di altro".

Fonte: Ansa.it