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Discorso di Azam Farahi al convegno della FAO, Roma, 15 novembre 2009 PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Novembre 2009 13:30
Novembre 2009. Un altro esempio, l'ennesimo, di disinformazione quotidiana. Il fatto che la moglie di Mahmoud Ahmadinejad abbia presenziato ad un convegno della FAO a Roma è stato oggetto di illazioni o di derisione -il sionista da poltrona che scrive indignato alle gazzette non manca mai- ma non certo di attenzione per un discorso pronunciato a braccio che è una sorta di monumento alla concretezza.

Nella noncuranza delle superpotenze -vere o sedicenti tali- si è svolto a Roma un convegno della FAO sul problema dell'accesso al cibo a livello mondiale; come spesso succede l'assenza delle stelle di prima grandezza del firmamento mediatico lascia gazzettieri e televisionari ad accontentarsi di quello che c'è; il modo di ridurre tutto ad una comparsata di femmine poco vestite lo si trova comunque.
Il meeting novembrino di Roma non ha fatto eccezione, fornendo un Gheddafi in splendida forma le cui "hostess" hanno consentito alle ciarle gazzettaie di evitare di occuparsi anche stavolta di problemi veri.
In una riunione defilata rispetto agli incontri mediaticamente più esposti, la first lady della Repubblica Islamica dell'Iran Azam Farahi ha pronunciato il discorso che segue. Un monumento di concretezza ricco di proposte perfettamente eseguibili, ridotto dal gazzettaio ad un "discorso antisemita" a causa della citazione finale sulle vittime della "politica" sionista a Gaza.
(Traduzione da islamidavet.com).

Le first ladies del Movimento dei paesi non allineati si sono riunite a Roma per discutere le strategie per eliminare la povertà e la fame nel mondo.
La first lady iraniana Azam Farahi ha pronunciato il discorso seguente durante l'incontro, tenutosi a lato del convegno della FAO sulla sicurezza delle risorse alimentari.

Ringrazio l'Onnipotente per aver avuto l'opportunità di partecipare a questo incontro. Sono grata anche al Direttore Generale della FAO, signor Jacques Diouf, per aver proposto una giornata di digiuno in solidarietà con i popoli e la signora Susan Mobarak per aver avuto l'idea di organizzare questo incontro, con l'obiettivo di coinvolgere davvero le first ladies del Movimento dei paesi non allineati nella lotta contro la scarsità di cibo.
Al momento presente, sulla comunità internazionale gravano, in tutto il mondo, un miliardo di affamati e tre miliardi di persone che soffrono per la povertà. Lo squilibrio tra la quantità di cibo prodotta e quella consumata sta crescendo. Le storture del mercato alimentare così com'è oggi ha negato a queste persone l'accesso a risorse alimentari sufficienti alla necessità di un'alimentazione adeguata. Il perdurare di questa situazione si tradurrà senza dubbio nell'espansione della povertà e delle sue terribile conseguenze. La scarsità di risorse alimentari pone sulle spalle delle donne di famiglia un doppio fardello. Adesso dobbiamo chiederci quali siano le cause alla base di questo problema.

Al mondo non esiste cibo a sufficienza, questo è ovvio. Piuttosto, le storture nella distribuzione, gli atteggiamenti mercantilisti e lo sfruttamento delle risorse esistenti per l'occupazione e per la corsa agli armamenti sono responsabili di aver imposto la povertà ad estesi settori della popolazione mondiale, specialmente alle donne, e di aver prodotto una situazione in cui l'accesso al cibo non è garantito.

Abbiamo bisogno, oggi, di nuovi modelli di consumo; dovremmo promuovere modelli di consumo basati sulle necessità effettive, nonché uno spirito improntato alla collaborazione, alla beneficenza e all'altruismo.

Il promuovere tra gli uomini la cultura del lavoro e dell'assunzione delle responsabilità familiari ed il rendere effettivi i diritti di base per le donne, l'accesso al cibo, al vestiario, all'abitazione, insieme all'attenzione per il cibo sano e salutare che derivano da un punto di vista religioso sono tra le misure che aiutano a ridurre la portata di questi problemi. Vorrei qui esortare le first ladies del movimento dei paesi non allineati ad adottare modelli adeguati per il consumo del cibo, quale primo passo in questa direzione.
Questo aiuterà la promozione di uno spirito solidale tra la gente e a conferire nella società un avallo istituzionale a questi comportamenti.
Vorrei adesso riferire in merito ad un certo numero di pratiche sperimentate nella Repubblica Islamica dell'Iran; sono basate su quanto insegna la religione e si sono dimostrate effettivamente in grado di rendere maggiormente garantito l'accesso al cibo per le famiglie.

1 - Il governo si è impegnato per migliorare la qualità del cibo consumato dalle bambine e dalle donne.
2 - Le donne incinte e quelle che allattano al seno ricevono un sostegno dietetico, così da poter crescere una generazione sana.
3 - La promozione di prestiti senza interesse, come corretta soluzione alla fondazione di un nucleo familiare; i prestiti senza interesse concessi a cerchie familiari o a gruppi di persone, per promuovere e sostenere lo spirito di cooperazione e di servizio sociale, tutelando al tempo stesso la dignità degli esseri umani.
4 - Il sostegno alla diffusione di competenze a livello locale, attraverso la selezione e l'addestramento di facilitatori sociali della medesima origine.

Quelle che seguono sono alcune proposte che potrebbero essere incluse nel documento di fine conferenza.

1 - La fondazione di un organismo indipendente e forte, che coordini con piena libertà il mercato delle risorse alimentari.
2 - La destinazione di fondi, da parte del movimento dei paesi non allineati, per sostenere il lavoro e la sicurezza alimentare delle donne che lavorano in casa.
3 - La promozione di relazioni internazionali e la diffusione delle informazioni importanti per il campo dell'agricoltura e del cibo sano.
4 - L'incremento della consapevolezza del pubblico verso il problema, nei confronti del cibo sano e dei comportamenti di consumo adeguati.
5 - L'enfasi per i diritti delle donne, perché nelle famiglie gli uomini provvedano loro cibo, vestiario ed abitazione.
6 - Il rivolgere ogni sforzo per proteggere dall'inquinamento le risorse idriche e dei terreni agricoli.

In conclusione, devo prendere atto del fatto che purtroppo il nostro mondo si trova al momento davanti ad una situazione che è un chiaro esempio di accesso difficoltoso al cibo ed alle cure mediche, rappresentato dal caso degli assediati a Gaza. Persone innocenti afflitte da un blocco territoriale contrario a tutte le norme e a tutte le leggi internazionali. Ci attendiamo di vedere l'immediato cessare di questo caso di enorme oppressione. Chiedo alla chiarissima signora Mobarak, come rappresentante delle persone che qui si sono riunite, di impegnarsi a seguire la questione e a diffondere in tutto il mondo la voce del nostro consesso in favore delle donne e dei bambini che soffrono a Gaza.

Con l'auspicio che si realizzino le divine promesse per la diffusione della giustizia nel mondo.
 

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