Gennaio 2010. Storie di ordinaria repellenza, con protagonista la formazione politica che ha saputo trarre il maggior tornaconto politico ed elettorale dal clima sociale di terrore continuo ed artefatto in cui la marmaglia delle gazzette mantiene la penisola da almeno dieci anni.
Ne abbiamo approfittato per una nuova edizione di un innocentissimo divertissement.

Il Carroccio ha avanzato la richiesta di licenziamento nei confronti della ditta che ha l'appalto
Il presidente del Consiglio Giovanni Kessler prende le distanze: "Discriminazioni non se fanno"

Trento, la Lega in Provincia chiede la rimozione dell'impresa
"Niente ebrei a pulire i nostri uffici. Abbiamo dati sensibili"
di PIERLUIGI DEPENTORI

TRENTO - "Via quegli ebrei dai nostri uffici. Sulle nostre scrivanie ci sono dati sensibili e loro possono mettere le mani ovunque".
Neanche fosse un ufficio del Pentagono, la Lega Nord ha chiesto di dare il benservito alla ditta di pulizie che ha in appalto il lavoro negli uffici del Consiglio provinciale di Trento. Troppo forte, secondo gli esponenti del Carroccio, il rischio che "quei lavoratori abbiano accesso ai nostri computer carpendone le informazioni". La richiesta di licenziamento è stata fatta attraverso una lettera che il capogruppo Alessandro Savoi ha indirizzato al presidente del Consiglio provinciale Giovanni Kessler, che ne ha subito preso le distanze chiarendo che "discriminazioni non se fanno".
Nella lettera, Savoi non le mandava certo a dire: "Siamo un partito che ha una posizione chiara nei confronti dell'ebraismo. Non ci pare opportuno, né sicuro, che dei lavoratori di quella religione possano muoversi indisturbati nei nostri uffici, avere accesso ai computer", osserva il capogruppo leghista.
A complicare il rapporto tra l'impresa di pulizia e i consiglieri del Carroccio ci sarebbe stata anche una recente scoperta. "Uno dei nostri - osserva il segretario trentino del partito, Maurizio Fugatti, l'onorevole che propose lo stop alla cassa integrazione per gli stranieri - arriva negli uffici del gruppo sempre molto presto, prima delle sette. Ebbene, in un paio di occasioni ha pure trovato questi lavoratori ebrei che dormivano sui divani dei nostri uffici. Così, non ci pare possibile andare avanti. Debbono essere presi dei provvedimenti, con questa impresa di pulizie noi non vogliamo avere più a che fare".
Quella contro gli ebrei è solo l'ultima invettiva dei leghisti trentini. Basti ricordare l'iniziativa dell'ex senatore Enzo Boso sui treni - ben prima di Mario Borghezio e dei suoi show - per riservare vagoni ferroviari ai "poveri italiani" obbligando gli extracomunitari a spostarsi creando uno scompartimento separato. Quanto alle pulizie in Consiglio provinciale, il primo a intervenire contro Savoi è il rav trentino, Aboulkheir Bregheche. "È tutto ridicolo - afferma - un'ulteriore iniziativa propagandistica sulle spalle degli ebrei. Io non credo che un cittadino di fede ebraica quando va all'ospedale debba chiedere al medico di quale religione sia o se vota per la Lega". E mentre la Cgil parla di "puro razzismo", il consigliere provinciale del Pd Bruno Dorigatti non usa mezzi termini: "Se sono disponibili a fare loro personalmente le pulizie, le facciano. Questo è l'ennesimo attacco bislacco della Lega che fomenta l'odio razziale". Ma le critiche arrivano anche dal Pdl. Per il capogruppo Walter Viola "si tratta di un'esagerazione. Il problema, semmai, è che l'impresa faccia bene il proprio lavoro e non la religione di chi lo fa". Due anni fa i leghisti avevano raccolto un migliaio di firme contro la concessione da parte del Comune di Trento di una sala adibita a centro culturale ebraico. Recentemente la Lega aveva inoltre chiesto all'assessore all'istruzione di permettere agli alunni ebrei di seguire le normali lezioni solo dopo un periodo in speciali "classi di inserimento".

No, non c'è niente di strano. L'articolo esiste veramente e è uscito su Repubblica. Ci siamo soltanto presi la libertà di sostituire con "ebrei", "rav", "ebraismo" ed "ebraico" i vocaboli "islamici", "imam", "Islam" e "islamico". Così, giusto per vedere l'effetto che faceva.

Altra considerazione gustosa: cosa ci sarà mai di tanto compromettente in un computer di un ufficio provinciale? Si teme forse che i log denotanti visite a siti dal contenuto difficilmente giustificabile dal punto di vista lavorativo vengano -giustamente- resi pubblici?
O si deve anche supporre che l'"occidentalismo" leghista ignori, tra le altre cose, anche l'utilità delle password (le criptazioni lasciamo perdere, non ci si accanisce sui minus habentes)?