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Adro e mense scolastiche: l'"occidentalismo" al suo vertice PDF Stampa E-mail
Sabato 01 Maggio 2010 08:15
Aprile 2010. L'"occidentalismo" ha vinto in modo trionfale una tornata elettorale nelle regioni a nord dello stato che occupa la penisola italiana. Ultimo di una serie di trionfi basati sulla pura e semplice propaganda, pone imprevisti problemi per la governabilità quotidiana: in un assetto sociale che ricorda già per molti versi una galera a cielo aperto, imporre un'ulteriore istituzionalizzazione alla rabbia piccina ed egoista di un volgo vittima dei propri stessi demeriti ed in via di impoverimento progressivo e all'apparenza inarrestabile, può porre qualche problema pratico.
E addirittura annoiare, alla lunga.
Ad Adro, vicino ad una città chiamata Brescia, hanno tentato di risolvere accanendosi sui quattro spiccioli non pagati dagli utenti di una mensa scolastica. Intanto, come tutti sanno o dovrebbero sapere, la permanenza di migliaia di armati inviati in Afghanistan dallo stato che occupa la penisola italiana si porta via un miliardo di euro all'anno.

L'anima demoniaca dell'"occidentalismo" politico ha la sua traduzione operazionale in una sistematica oppressione dei mustad'afin ed in una forsennata repressione di ogni comportamento non orientato al consumo, in un contesto in cui l'ingiustizia sociale ed il diritto alla prevaricazione esercitato dai mustakbirin è postulato indiscutibile ed indiscusso, la sola messa in discussione del quale è condizione sufficiente per imboccare la via che porta alla stigmatizzazione e peggio.
La weltanschauung da campo di sterminio che gli "occidentalisti" impongono con ogni mezzo a sudditi benissimo disposti ad accettarla è nota: mangia il tuo pane e, se puoi, anche quello del tuo vicino. L'ottundimento imperante ed indiscusso impedisce perfino di ridere di scherno a cospetto di "occidentalisti" politici incessantemente invocanti la "libertà"; non esiste consultazione elettorale in cui l'"occidentalismo" non presenti come salvifici ed improcrastinabili interventi repressivi di qualunque genere, presentati dalla feccia gazzettiera con toni tra il compiacente e il bozzettistico assieme ad una demonizzazione ebete e pornografica di qualunque presunto avversario.
Un esempio? In una zona della penisola italiana chiamata Toscana, durante l'ultima campagna elettorale, l'"occidentalismo" politico ha basato per intero la propria comunicazione propagandistica sulla denigrazione del sistema sanitario e sulla costruzione di un campo di concentramento.
Una condotta del genere rende pressoché sterile il tentare di indentificare maîtres à penser o linee guida di ispirazione teorica i cui assunti trovino una traduzione operazionale effettiva. Ma non basta.
L'"occidentalismo" politico ha come primo effetto l'abbandono del campo da parte di chiunque abbia un minimo di rispetto di sé. Conseguenza, il suffragio dei sudditi premia invariabilmente pornocrati, buoni a nulla, piccini, incolti, mangiatori di maccheroni, minus habentes, pulcinella di periferia, spazzatura da stadio, scarti di anticamera e frequentatori di prostitute; tutti individui ritenuti, con pieno diritto e con piena ragione, vicini alla gente.
Il risultato sono le istituzioni ridotte ad una fogna, al punto da disgustare perfino chi non ha problemi a riconoscersi nell'"occidentalismo" di governo. I canti trionfanti da avvinazzati con cui gli "occidentalisti" salutano le loro vittorie hanno come contraltare crescenti settori dell'opinione pubblica che li avversa apertamente, rifiutando di partecipare a quella spregevole spartizione di sportule miserabili chiamata "democrazia rappresentativa", e che avversa apertamente anche una loro sedicente controparte che da tempo immemorabile fa di tutto per copiarne le istanze e gli atteggiamenti, confidando in chissà quale crescita di consensi.
La lettera che segue sta facendo il giro delle gazzette in questa metà aprile 2010. La new, nel momento in cui scriviamo, è ancora attuale e priva di una vera e propria conclusione; abbiamo due motivi per diffidarne a priori e per riportare tutto con amplissimo beneficio d'inventario. Innanzi tutto il materiale è di esclusiva fonte gazzettiera, in secondo luogo la nostra conoscenza diretta della cittadina di Adro e dei suoi sudditi rasenta lo zero assoluto.
Secondo i gazzettieri il borgomastro di Adro, "occidentalista" tutto d'un pezzo (e qui sono prevedibili le battute sul materiale di cui è fatto, questo pezzo) avrebbe tolto il vitto scolastico a svariate decine di bambini i cui genitori, già messi malissimo per proprio conto, non avevano pagato la mensa.
Il legalitarismo da due soldi che è uno dei pilastri dell'"occidentalismo" peninsulare troverà la cosa sicuramente logica e giusta, ma chi disprezza qualunque iniziativa del genere che venga messa in atto dalle figure istituzionali di uno stato specializzato in condoni fiscali e che dilapida miliardi per missioni militari che non gli valgono nemmeno la riconoscenza dei (molto presunti) beneficiati, non può che rispondere con un ghigno sprezzante. Va anche detto che i mustad'afin residenti in Lombardia, la zona in cui Adro si trova, costituiscono la base stessa della ricchezza viziata e "occidentalista" che la propaganda trasforma in suffragi. Ottimi come braccia, ci si fa un vanto di non considerarli cittadini e di scavar loro la terra sotto i piedi con ogni mezzo, confidando in una impunità assoluta che è durata anche troppo e la cui fine auspichiamo non soltanto prossima, ma quanto più traumatica e spaventosa possibile.
Per farla breve, un tale di Adro si sarebbe stufato di questo cabaret sifilitico, ed avrebbe saldato di tasca propria le pendenze, accompagnando il pagamento con la lettera che segue. Le asserzioni del testo sono lontanissime da noi, che nella stessa situazione ci saremmo limitati a versare la cifra necessaria non essendo un mistero per nessuno in quale concetto teniamo certi scaldatori di poltrone; non ne condividiamo neppure l'impianto di fondo dal momento che la nostra considerazione di una "legalità" che si accanisce sistematicamente sugli ultimi è molto vicina allo zero e che non vediamo per quale motivo i "costumi" e le "leggi" che stanno accompagnando la società "occidentale" verso la dissoluzione ultima dovrebbero essere degni di un qualche rispetto. Ci pare anche che l'anonimo scrittore abbia un concetto scelleratamente ottimistico dei politici "occidentalisti". Tuttavia la lettera merita di essere riportata a indicazione del fatto che la marmaglia "occidentalista" è riuscita a schifare perfino il proprio elettorato, che null'altro ha fatto che esprimere un minimo di buon senso.
Vediamo quanto ci mettono, adesso, per dargli del terrorista.

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L'albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.

È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che: non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona. So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, rna potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino...). Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".

Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell'amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano". Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (O quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? È già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI. Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA! I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce li volessero piu cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. È anche per questo che non ci sto. Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani. Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione.

In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno a vorranno pagare il costa della mensa residua resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa. Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo. Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di eredito c'e, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro


 

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