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Firenze. Cavalli Club: l'insihurezza e i'ddegrado PDF Stampa E-mail
Sabato 01 Maggio 2010 08:36
Ad aprile 2010 la gendarmeria fa chiudere per un po' la mescita di cui è padrone un sarto fiorentino...

Si copia e si incolla quanto segue nel più bieco e pedestre dei modi dal blog di Miguel Guillermo Martinez Ball, la cui frusta è stata messa in moto, in quest'occasione, anche da un'imbeccata via SMS che ci siamo fatti un piacere di spedirgli di prima mattina. Si notino nel testo, oltre alla pesante e doverosa disistima per la presunta e sedicente élite "occidentale", le considerazioni espresse in merito ad un centro sociale fiorentino da sempre sotto il tiro del legalismo d'accatto con cui gli "occidentalisti" fanno carriera in politica: un'organizzazione che, si fa correttamente notare, da oltre venti anni non traffica in cocaina, non diffonde la prostituzione, non fa truffe e non vende orologi da quindicimila euro l'uno...

Il Roberto Cavalli Club di Firenze è stato posto sotto sequestro preventivo dall'autorità giudiziaria.
Abbiamo già dedicato qualche riga al Roberto Cavalli Club di Piazza del Carmine, nonché al suo ineffabile gestore, Joseph Danilo Jacoviello, marito della figlia dello stilista Roberto Cavalli.
Ma credo che sia di notevole interesse antropologico capire come si sia arrivati alla chiusura. L'altra sera, all'ora in cui traduttori, imbianchini e altre persone normali se ne stanno a letto, alcuni brutti ceffi giravano oziosamente per il centro di Firenze.
Il primo era Adrian Mutu, un post-extracomunitario (visto che la Romania è entrata in Europa), appassionato di cocaina.
Il signor Mutu, che guadagna 3,5 milioni di euro l'anno spingendo di qua e di là un pallone sotto le telecamere ma non manda soldi alla nonna, è stato recentemente sospeso per nove mesi dal campionato per uso e abuso di un'altra sostanza, la sibutramina, la cui funzione ci è fortunatamente ignota.
Il post-extracomunitario in questione era in compagnia di un'altra extracomunitaria, tale Consuelo, figlia di un certo Leonardo Matos Berrido, che sembra abbia fatto l'ambasciatore della Repubblica Dominicana presso la Santa Sede e presso lo stato che occupa la penisola italiana, nonché il presidente della lega dominicana di baseball. La signora Consuelo è un'ex-modella e attuale moglie dello stesso Mutu. I media, forse facendo qualche confusione tra padre e figlia, dicono talvolta che la signora Matos Gómez in Mutu faccia di mestiere il "ministro consigliere in Vaticano".
La coppia di immigrati si accompagnava a un libanese, tale Fawaz Gruosi. Se state pensando che Gruosi sia un cognome strano per un arabo, avete ragione: il signore infatti va in giro con il cognome della madre, proveniente dalla penisola italiana, per non usare quello paterno di El Hage, che significa "pellegrino alla Mecca". Il signor El Hage alias Gruosi traffica in gioielli. Anzi, grazie al suo matrimonio con l'ereditiera extracomunitaria (svizzera) Caroline Scheufele, è diventato patron de la maison [sic] di una marca che ha chiamato De Grisogono, per fare appello al culto mondiale del Made in Italy.
Siccome un certo mondo è piccolo, Fawaz El Hage alias Gruosi è solito celebrare i propri compleanni con feste sfarzose al Billionaire, il locale di Flavio Briatore, un geometra di Cuneo che fece fortuna a partire dal momento in cui il suo socio saltò in aria con una provvidenziale carica di tritolo. Il signor Briatore ebbe successivamente alcuni momenti oscuri nella vita, come quando si fece una lunga latitanza mentre veniva ricercato per aver organizzato - a dire dei magistrati - una serie di truffe in collaborazione con la mala milanese.
Ci scuserete della piccola divagazione, che serviva soprattutto per riportare i lettori a Daniela Santanchè, già socia di Briatore e nota a questo blog per le sue rumorose campagne islamofobe. Che comunque si indirizzano solo contro i pellegrini alla Mecca che non frequentano il Billionaire.
Non dimentichiamo che al matrimonio dell'ex-latitante con l'indagata di Vallettopoli Elisabetta Gregoraci (peculato, estorsione, spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione [1] ) - matrimonio celebrato dal senescente cardinale Paul Poupard - la sposa indossava gioielli creati da Fawaz El Hage alias Gruosi. Stylosophy, mescolando il trash umano con il trash per l'infanzia, ne riassume così il concept:

"sono dei gioielli davvero da favola che hanno reso la showgirl una vera e propria principessa." [2]

Il quarto elemento a spasso per la notte fiorentina era un certo Tommaso Buti, un signore che di mestiere fa il tommasobuti. Nel senso che la cosa principale che fa è mettere il marchio TButi su orologi con nomi come "Principessa" (di nuovo) e "Shark". Precisa il suo sito: "Lusso Italiano...dalla "T" (tradizione) al "B" (buongusto)."

Ora, Tommaso Buti non deve essere esattamente l'orologiaio dalle mani magiche che è diventato famoso senza nemmeno accorgersene.
E' ancora giovane, e un po' di tempo fa si occupava di locali di moda chiamati Fashion Cafè. Le sue acrobazie finanziarie finirono con l'arresto a Milano su richiesta statunitense per «truffa aggravata e riciclaggio». Il signor Buti, che come i suoi compari ha una discreta abilità nel cascare in piedi, avrebbe poi introdotto Gianpaolo Tarantini nel giro che avrebbe portato quel noto mediatore di corpi femminili nei pressi del Presidente del Consiglio.
Tommaso Buti è molto presente nei motori di ricerca per quella particolare cosa che si chiama gossip. Ora, sapere con chi va a letto Tommaso Buti non è in sé più interessante che sapere con chi va a letto il negoziante di telefonini a due passi da qui.
Ma se Novella 2000 costituisce, come abbiamo teorizzato in passato, l'Almanach de Gotha dei nostri tempi, è di estrema utilità cogliere lo stretto rapporto che esiste tra media, imprenditoria, prostituzione di alto bordo, delinquenza, potere politico e "immagine", sigillato dalle foto di baci veri o presunti nei locali di moda. Dove lo scambio di donne in qualche modo suggella un patto di potere tra i loro acquirenti maschi.
Tommaso Buti è stato "associato" a Manuela Arcuri - un'avvenente signora cui il sindaco di Porto Cesareo aveva dedicato una statua -, ad Anna Falchi, moglie del trafficante Ricucci, a Beatrice Borromeo Arese Taverna - nipote di Marta Marzotto, cognata di John Elkann e collaboratrice di Michele Santoro - a Martina Stella, una ex di Lapo Elkann, fratello dell'appena citato John. Il giro dei guitti e dintorni è in fondo piccolo.
Ma torniamo a Mutu, Consuelo, El Hage alias Gruosi e Buti.
Girovagando di notte, questa banda poco raccomandabile capita - presumiamo con il solito SUV da parcheggiare in seconda fila o sul marciapiede, a scelta - al Roberto Cavalli Club di Piazza del Carmine, gestita da Joseph Danilo Jacoviello. Il locale, come ricorderete, era stato devastato alcune settimane prima da un gruppo di senegalesi, adirati per la violenza con cui un loro connazionale era stato trattato dagli omoni della Security.
Visto il contesto del locale, nonché l'abbigliamento presumibilmente vistoso di Madame Mutu, qualche frequentatore deve aver chiesto all'immigrata dominicana una prestazione veloce ma ben remunerata. La richiesta è finita in una violenta rissa. Mentre Mutu, fedele al proprio cognome e presumibilmente inebetito dalle proprie abitudini, restava in disparte, Tommaso Buti e Fawaz El Hage alias Gruosi sono stati generosamente picchiati (no, io a quell'ora dormivo, l'ho saputo il giorno dopo da un SMS di Io non sto con Oriana).[3] La polizia, arrivata sul posto, ha preso nota del fatto che al Roberto Cavalli Club si stava allegramente ballando, nonostante fosse stato già chiuso due volte perché non aveva né l'autorizzazione né le minime misure di sicurezza per evitare una strage di vip e/o pregiudicati.

La polizia chiude il Club Roberto Cavalli di Firenze

La polizia appone i sigilli al Roberto Cavalli Club di Piazza del Carmine, Firenze

Per una volta schierati dalla parte delle forze dell'ordine nella lotta contro i'ddegrado e per la sihurezza del Centro Storico, ci fa piacere citare integralmente il comunicato della Questura di Firenze:

"Sigilli al locale “Cavalli Club” di Piazza del Carmine. Il provvedimento è stato notificato dalla polizia Amministrativa questa mattina al gestore del locale, un ventinovenne di origine napoletana. Il sequestro preventivo è stato disposto dall’Autorità giudiziaria a conclusione dell’istruttoria condotta dalla Polizia Amministrativa della Questura, diretta dal dr. Sergio Vannini. Alla base della misura vi sono gli esiti di numerosi controlli effettuati dagli agenti negli ultimi mesi, dai quali sono emerse irregolarità nella gestione del locale nonché, in alcuni casi, turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il 10 marzo scorso il locale era già stato colpito da un decreto di sospensione della licenza da parte del Questore Francesco Tagliente per un periodo di 15 giorni in seguito ad una rissa.

I reiterati controlli hanno consentito di riscontrare che all’interno del club venivano sistematicamente organizzate serate danzanti, pur in assenza delle prescritte autorizzazioni, determinando “una situazione di rischio per gli avventori, in assenza di adeguate vie di fuga in caso di incendio o da altri eventi tali da imporre l’immediata evacuazione”.
La notte scorsa, inoltre, all’esterno del locale si è verificata l’ennesima aggressione ai danni di due uomini intervenuti per difendere una avventrice che era stata importunata con ripetute avances. I “corteggiatori” hanno infatti colpito i due amici della donna per poi darsi alla fuga. Uno dei due aggrediti colpito al volto con un pugno è stato soccorso dal 118 e portato all’Ospedale di Careggi dove gli hanno diagnosticato 30 giorni di prognosi. Sull’episodio, dopo l’intervento delle Volanti, sta ora indagando la Squadra Mobile.

16/04/2010 16:26

Questura di Firenze

Da circa un anno, denunciamo le illegalità commesse dal Roberto Cavalli Club di Piazza del Carmine a Firenze. Sia per l'obiettivo grado di fastidio che arrecano, sia perché il Roberto Cavalli Club rappresenta in maniera notevole alcuni temi di cui ci occupiamo.
Prima di tutto, Roberto Cavalli produce pura immagine e incassa soldi veri in gran quantità. E quindi è un protagonista di primaria importanza della società planetaria dello spettacolo. Secondo, Roberto Cavalli produce un tipo particolare di immagine, che è quella della Jeune-Fille descritta in maniera eccellente dal collettivo Tiqqun.
Terzo, il Roberto Cavalli Club è immagine nell'immagine: non è un luogo dove qualcuno mette musica e fa da mangiare per far divertire gente spensierata. Al contrario, è un luogo in cui si va per farsi vedere, e che a sua volta serve a far vedere Roberto Cavalli.
Quarto, il Roberto Cavalli Club è un esempio perfetto di falsa tradizione peninsulare: gli storici artigiani del centro di Firenze spariscono, e al posto loro arriva l'Immagine del Made in Italy, il Genio Italico che Coniuga Modernità e Tradizione e tutto il resto.
Quinto, i gestori del Roberto Cavalli Club, spacciandosi per portatori della Firenze Immagine nel mondo, si sono comportati con un'arroganza incredibile verso i fiorentini in carne e ossa. Sesto, per citare i consiglieri comunali Stefano Alessandri e Giovanni Donzelli (AN-PdL) sono anni che "di fronte a questa realtà di abusi, soprusi, degrado e atti di violenza o [...] di "microcriminalità" che "a loro è concesso tutto: imbrattare muri, fare casino la notte, occupare strutture pubbliche, intimidire le attività commerciali rionali, abusare dei servizi pagati dai cittadini, come acqua e luce. Si, ormai sono [...] anni durante i quali non è stato fatto assolutamente nulla da chi amministra Firenze e questo Quartiere per ripristinare la legalità".
Dimenticavo, i consiglieri di Alleanza Nazionale non ce l'avevano con la banda di Mutu e Cavalli. No, se la prendevano con il CPA Firenze Sud, il Centro Popolare Autogestito, che da vent'anni non traffica in cocaina, non diffonde la prostituzione, non fa truffe. E non vende orologi d'oro da 15.000 euro.

Note:
[1] Questo blog è orgogliosamente non garantista nei confronti di coloro che si sanno garantire da soli. [2] Per Principessa si intende un oggetto di altezza più o meno umana e dalle misure scelte o costruite da appositi tecnici, preferibilmente muto ma capace di battere le ciglia in maniera appropriata. In tempi passati, doveva essere vergine fino al suo acquisto da parte di un Principe.Oggi, ciò non è possibile per due motivi. Innanzitutto, perché per arrivare all'attenzione di un Principe, deve essere consumata prima da una lunga serie di intermediari; in secondo luogo, il piacere principale del Principe deriva dall'aver rubato la Principessa a un altro Principe che ne godeva precedentemente i favori.
Per questo, la Principessa diventa vergine dopo il matrimonio, grazie a uno spettacolare intervento ecclesiastico-mediatico.

Sul compito di protettore che incombe su certi principi, ci rende edotti uno dei tanti blog che ci inculcano un pettegolo affetto per i dominanti. Parlando della Gregoraci, ci dice che

"Come nelle favole, è un principe azzurro dei giorni nostri, Briatore, a sostenerla e difenderla pubblicamente."

[3] L'episodio ha illustri precedenti. Ricordiamo la reciproca denuncia - per "lesioni gravi" e per "lesioni gravi e minacce aggravate" - scambiata tra Gabriele Moratti, figlio di Letizia Brichetto in arte Moratti (sindaco di Milano), e il pilota di Formula Uno, Irvine, dopo una rilassante serata in una discoteca milanese.
Oppure il caso più recente dell'imprenditore Roberto Maria Adago del marchio Baci & Abbracci, arrestato nell'Armani Privè di Milano mentre cercava di baciare & abbracciare una signora non consenziente e di picchiare numerosi agenti delle forze dell'ordine, anch'essi non consenzienti. Roberto Maria Adago è un innovatore: già nel 1994, era stato arrestato per aver guidato una folla di turisti provenienti dalla penisola italiana a lanciare molotov e incendiare macchine a Formentera, in una grande rivolta contro i vigili che si permettevano di cercare di far rispettare le leggi.

 

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