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Firenze. L'estate di Casaggì, di Giovane [omissis] e dell'"occidentalismo" politicante tra abiezione e malafede PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Giugno 2010 07:54
Inizio estate 2010. Gli "occidentalisti" fiorentini hanno due preoccupazioni: arrampicarsi sugli specchi per difendere l'indifendibile Calcio Storico e la corte di personaggi da brivido che ne costituisce l'ossatura, e non perdere visibilità mediatica omettendo di invocare i'ddegrado e la sihurézza.

Comincia anche a Firenze l'estate del 2010 e basta scorrere una sola giornata di gazzette per ritrovare confermato il basso concetto in cui ogni essere pensante dovrebbe farsi un piacere di tenere l'"occidentalismo" in generale e quello fiorentino in particolare.
Abbiamo descritto più volte l'ipocrisia essenziale di Casaggì, evidenziabile con una mera lettura neppure troppo accurata dei materiali da essa stessa prodotti. Ha avuto modo di occuparsene, con efficace stringatezza, anche Kelebek. Giovane [omissis] invece, praticamente neonata, dovrebbe essere l'organizzazione giovanile unitaria dell'"occidentalista" piddì con la elle. Il compito di Giovane [omissis] si annuncia piuttosto arduo perché lo e pluribus unum comporta di solito una diminuzione del numero di poltrone scaldabili, con facilmente immaginabili scambi di dispettini e piccinerie di corridoio tra micropolitici giovanili in costante fuga dall'atroce prospettiva di una più o meno lunga serie di visite all'ufficio di collocamento.

Repetita iuvant, dunque ripetiamo.
Casaggì non è altro che il ritrovo pressappoco giovanile (la dirigenza giovanile "occidentalista" di solito ha giovinezze di prodigiosa lunghezza, spesso oltre la quarantina d'anni, così come di prodigiosa lunghezza è la permanenza universitaria di molti "occidentalisti" in carriera) in cui, a Firenze, si ritrovano i pilastri umani su cui si reggono i tagli scolastici della Gelmini, la TAV, i grandi ed inutili lavori, la CIA che fa quel che diavolo le pare, le notti in discoteca di Ignazio Benito Maria La Russa, le mimetiche da operetta di Ignazio Benito Maria La Russa, le passeggiatine in Afghanistan di Ignazio Benito Maria La Russa, l'atteggiamento da paninaro di San Babila di Ignazio Benito Maria La Russa, i comportamenti da pariolino di Ignazio Benito Maria La Russa, l'aggressione all'Iraq, la pretesa-barzelletta del disarmo di Hizbollah, il controllo unificato di mezzi d'informazione che fanno in blocco rimpiangere l'obiettività e la concretezza della Pravda, i campi di concentramento travestiti da CIE, l'appoggio incondizionato a furbacchioni travestiti da imprenditori ed azionisti, gli scudi fiscali per i furbacchioni travestiti da furbacchioni, i rastrellamenti da SS nel distretto tessile pratese, le pacche sulle spalle tra sionisti veccchi e nuovi mentre a Gaza si muore sotto il fosforo, i terremoti-passerella, le carceri infernali, gli sciali miliardari per le festicciole tra potenti, la militarizzazione della vita sociale, il clima artefatto e demenziale di terrore quotidiano, la gigantesca fogna di favori sessuali ed elettorali che costituisce per intero l'arena politica, ed i gendarmi che prendono a calci i ragazzini sotto l'occhio compiaciuto della spazzatura umana che impesta le redazioni amiche.
Sull'attività di Giovane [omissis] non si hanno informazioni tali da non poterla tranquillamente includere nella stessa risma.

Tanto basti, a mo' di presentazione di certi pulpiti e di certi predicatori a beneficio di quanti non abbiano ancora avuto modo di trovarsi edotti a riguardo.

Dopo una decina d'anni, l'amministrazione comunale fiorentina ha finalmente deciso di tornare ad utilizzare per gli spettacoli estivi una sorta di cavea-anfiteatro nell'immenso parco delle Cascine.
Del complesso fa parte anche un prato piuttosto vasto, che nelle notti d'estate è punteggiato di una varia umanità in cerca di fresco, alcolici a modesta gradazione e tetraidrocannabinolo da strada, in preparazioni di pessima qualità il cui passaggio di mano -autentico segreto di Pulcinella- è seguito con viva curiosità da gendarmi di quattro o cinque corpi differenti, come attesta la vox populi e come parrebbero confermare le sei denunce per "possesso di hashish" vantate da un certo Bonifazi. La cosa è, entro una certa misura, sorprendente per portata in quanto la stessa vox populi, da anni, va sostenendo la progressiva scomparsa dei derivati della canapa dal commercio di piazza, sistematicamente rimpiazzati da derivati dell'erythroxylon coca in grado di garantire una maggiore redditività agli imprenditori del settore, praticamente a parità di rischio.
Nel viale delle Cascine prossimo a questo anfiteatro è avvenuto un incidente mortale. Responsabile, dicono e scrivono, un quarantenne che aveva fumato e bevuto. Velocissimo, Francesco Torselli, un ammiratore dell'antisemita Codreanu in quota piddì con la elle, ha statuito il tutto essere colpa dell'anfiteatro riaperto da ventiquattro ore, e ne ha attribuita la responsabilità alla giunta comunale con un interessantissimo comunicato stampa.
Interessantissimo perché, insieme ad un altro dello stesso tipo che ha fatto cofirmare ad uno scatarzo qualsiasi nel maldestro tentativo di dare visibilità ad una fallimentare conventicola di partito, costituisce un esempio di malafede ipocrita di ordinaria mediocrità.
Leggendo nel dettaglio i comunicati stampa, i giovani "occidentalisti" lamentano la promozione di un'area a sentir loro priva di regole a scapito dei vessatissimi gestori dei locali del centro storico della città. La pratica politica "occidentalista" consiste essenzialmente nella sovversione sistematica del reale, condotta oltretutto con una approssimazione ed una cialtroneria pari almeno alla malafede che viene profusa in ogni iniziativa. Su quale "legalità" e quali comportamenti costruttivi imperino nei locali del centro di Firenze esistono testimonianze degne di fede di cui consigliamo un'attenta lettura. In secondo luogo, appartenenti alla principale formazione politica "occidentalista" hanno tenuto fitte iniziative elettorali in locali ingloriosamente finiti nel tritatutto di un'inchiesta per spaccio di cocaina che ha portato ad oltre trenta arresti.
Non uno, trenta.
Mica male, come "legalità".
Abbiamo avuto modo di ricordare più volte quanto successo nel giugno 2009, e di infierire scopertamente sulla questione, perché l'infingardaggine e la malafede "occidentalista" nell'affrontare la vicenda hanno superato ogni limite.

Del continuo superamento di ogni limite, con particolare riguardo a quelli della decenza, abbiamo avuto prova anche alla fine del maggio 2010 quando l'"occidentalismo" fiorentino ha fatto quadrato per difendere la "tradizione" del Calcio Storico (o del pallone travestito, come lo si definisce con esplicito disprezzo in questa sede), i cui "incontri" si sono rivelati impossibili da giocare -o da combattere, verrebbe da dire- per i nobili motivi che abbiamo analizzato nel dettaglio.
Abbiamo in particolare sottolineato la quotidiana abiezione che caratterizza ordinariamente il comportamento degli individui verso cui gli "occidentalisti" mostrano tanta comprensione.
Il 2 giugno un certo Dimitri Rocchi, ex palloniere travestito e lavorante per una roba di pallone con il viola come colore di scuderia, è stato arrestato con l'accusa di avere, tra l'altro, preso a calci una donna fino a romperle un femore. A quarantadue anni compiuti. Con lui, dicono su una gazzetta, ci sarebbe stato quel Daniele Taddei che ha collezionato il terzo episodio del genere in meno di due mesi. Palloniere travestito anche lui. Dietro un consumismo insultante presentato come elitario, l'"occidentalismo" fiorentino tutela anche e soprattutto gli interessi più abietti che una perfetta adesione ai "valori" della civiltà contemporanea sia in grado di generare.

L'inizio dell'estate ha visto anche la fine di un giardino pubblico che per molti anni ha funzionato come mercatino multietnico.
Il canaio "occidentalista" ha festeggiato, rimpiangendo i soldi spesi per l'iniziativa (in complesso, e secondo cifre tutte da verificare vista la loro provenienza, si tratterebbe al massimo di un millesimo, speso in dieci anni, di quel che costa Un solo anno di partecipazione all'occupazione dell'Afghanistan); un'altra "occidentalista", quella Bianca Maria Giocoli il cui tratto più positivo è rappresentato da un'ottima conosapevolezza dei propri limiti, ha dato aria alla bocca chiedendo querula come al solito "chi risarcirà i cittadini che per nove anni sono stati privati di quello spazio".
La nostra memoria va ben oltre i nove anni di tale "privazione", perché ricordiamo benissimo di quando l'area che ha ospitato il mercatino era costituita da un giardino buio e pullulante di siringhe usate, in cui per interi decenni è avvenuto un nutrito smercio di oppiacei senza che nessuno trovasse da ridire.
Probabile ci sia anche scappato il morto, e neanche uno soltanto.
E'indicativo anche il cianciare di "risarcimento", vocabolo che connota comunque un passaggio di mano di somme di denaro, a conferma del fatto che gli "occidentalisti" hanno il denaro come unica misura dell'intero esistente e che conoscono il prezzo di ogni cosa ed il valore di nessuna.
Se le donne in generale e quelle "occidentaliste" in particolare che prendono parola nelle pubbliche assemblee sono tutte di questo livello, la salutare introduzione dello hijab ed una scoperta approvazione per una drastica riduzione della presenza femminile negli organi dotati di responsabilità di governo in favore di un rinfoltimento delle parti più riposte e discrete delle abitazioni dovrebbero essere presi in seria considerazione come ottime misure per aumentare la costruttività, la propositività e la razionalità di ogni pubblico consesso.

Il nome della Giovane [omissis] fa preciso riferimento ad un sedicente stato sovrano che occupa la maggior parte della penisola italiana e che, per precisa e deliberata scelta linguistica, si evita di nominare in questa sede ogni volta che sia possibile.

 

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