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Contro il Calcio Storico fiorentino. Contro i suoi difensori d'ufficio. PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Giugno 2010 08:52
Firenze, giugno 2010. Una formazione politica giovanile che si picca di aver mietuto chissà quali trionfi come rappresentante dell'"occidentalismo" più attivo ha diffuso un comunicato in difesa del Calcio Storico Fiorentino. Una tradizione inventata sul cui conto abbiamo espresso pesantissima disistima ed altrettanto pesanti riserve, difesa a spada tratta dagli "occidentalisti" del consiglio comunale, e -per quanto è dato sapere- soltanto da loro. Nello scritto che segue si confutano riga per riga le argomentazioni del comunicato.


Proviamo ad immaginare cosa succederebbe a Siena se venisse cancellato il Palio. Firenze sta subendo esattamente questo. Forse il nostro Calcio in Costume non sarà partecipato come il Palio dai Senesi, ma è pur sempre la nostra tradizione e l'incuranza delle ultime amministrazioni comunali sta scrivendo la parola "fine" su questo gioco tutto fiorentino.

Il fatto che il libanese Ali Hassoun abbia ricevuto l'incarico di dipingere il palio per la carriera del 2 luglio 2010 è stato sufficiente ad uno degli "occidentalisti" più consapevoli del proprio ruolo -e dunque più involuti, più bassi, più impresentabili- per trovare da ridire anche sulla "tradizionale" manifestazione senese; non abbiamo difficoltà a pensare che i suoi epigoni vedrebbero volentieri, solo per questo motivo, la sospensione della "tradizione" presuntamente violata.
La parola "fine" al pallone travestito -ché sarebbe anche ora- non l'ha certo messa l'incuranza delle "ultime amministrazioni comunali", ma il fatto che le scene di bassa e demenziale macelleria che caratterizzano nella sua interezza la vita del palloniere travestito medio (esiste una vasta pubblicistica in proposito) hanno imposto di restringere la partecipazione alla manifestazione ad individui in grado di poter dimostrare di non aver mai ammazzato nessuno e di non aver trafficato in armi e droga.

E' vero, esistono dei problemi e senza un percorso comune tra Palazzo Vecchio, Questura e Colori il Calcio Storico è destinato a chiudere. Ma davvero il Comune vuole intraprendere questo percorso? Matteo Renzi è stato eletto sindaco un anno fa, ma il Presidente del Calcio Storico è stato nominato solo a marzo di quest'anno, quando forse il tempo per arrivare ad un accordo sul regolamento non c'era già più.

Pare che un regolamento esista e che sia piuttosto esplicito su chi può fare il palloniere travestito e chi no.
Da marzo a giugno ci sono tre mesi: un tempo che sarebbe sufficiente per pianificare un'offensiva militare è risultato insufficente per mettere d'accordo quattro aggregati di pallonieri; un altro particolare eloquente.
Il fatto che per una giornata di folklore siano necessari il coinvolgimento e la presenza in forze della gendarmeria non sembra strano a nessuno? Difficile, con queste premesse, esprimersi a sfavore dell'Ashura -spesso occasione per scontri di piazza- accampando l'appartenenza ad una sedicente "civiltà superiore"; eppure gli "occidentalisti" non perdono battuta, quando c'è da denigrare la Repubblica Islamica dell'Iran...! I sudditi dello stato che occupa la penisola italiana, e segnatamente quelli che si riconoscono nelle istanze, nella propaganda, nelle televisioni, nei cialtroni e nelle corpivendole che rappresentano la quintessenza dell'"occidentalismo" al suo vertice, sono a tal punto incapaci di autolimitarsi da dover essere costantemente tenuti a bada da gente armata ogni volta che alzano il grugno dalla ciotola dei maccheroni per uscire di casa una mezza giornata?

I calcianti sono accusati di essere intransigenti e di ricattate l'amministrazione non accettando alcuna proposta di accordo. Ma tra Comune e Questura, accusare i calcianti non è forse la via più facile per giustificare il mancato accordo?

Abbiamo motivo di credere che l'amministrazione comunale non abbia alcun problema nei confronti del pallone travestito, e la gendarmeria neppure; il regolamento del pallone travestito è tanto chiaro quanto semplicissimo da rispettare: per andare a fare le pallonate nel pallonaio provvisorio di piazza Santa Croce è sufficiente non aver mai ammazzato nessuno e non aver trafficato in armi e droga.

In realtà quello che dicono i calcianti è semplice: noi andiamo in campo per una rievocazione storica e per far divertire fiorentini e turisti praticando un gioco che, da sempre, ottempera anche qualche schiaffone, perchè dovremmo rischiare di prenderci delle denunce per un gioco? Denunce che si proiettano poi nella vita di tutti i giorni? Denunce che portano a spese e processi? Denunce che impediscono di lavorare?

"Ottemperare qualche schiaffone". Curiosa espressione. Forse si intende "contemplare qualche schiaffone". Il problema è che le pallonate travestite non contemplano qualche schiaffone: hanno contemplato e contemplano a tutt'oggi episodi di violenza efferata, in quella che a tutti gli effetti si configura come una continuazione pubblica e pubblicamente finanziata degli scambi di cortesie con cui i pallonieri travestiti sono soliti regolare durante il resto dell'anno qualunque affare, precedenza, questione, problema o -soprattutto- capriccio li riguardi. I casi che hanno riguardato Dimitri Rocchi e Daniele Taddei -due galantuomini con lo hobby dei pestaggi femminili- sono soltanto gli ultimi episodi finiti sul gazzettaio di quella che si configura come una lunga serie.
Rivelatore è che i pallonieri travestiti lamentino la possiblità di essere denunciati per le violenze commesse durante il pallonaggio travestito; per chi non lo sapesse, il pallonaio provvisorio viene allestito in piazza Santa Croce, che è un ambiente parecchio centrale, occhiutamente controllato anche in circostanze normali; la loro pretesa di una momentanea extraterritorialità del pallonaio provvisorio pecca di scarso realismo, e va anche contro la bambinesca, irritante e mestruale propaganda "occidentalista" in favore di telecamere, sbirri, sbarre, giridivite, tolleranzezzèro e via dicendo. A meno che, com'è ovvio e naturalissimo sospettare, gli "occidentalisti" abbiano esattamente quell'idea di "legalità" in cui il privilegio prende il posto del diritto che noi sosteniamo esplicitamente che abbiano.
Delle due l'una: o la si fa finita di ciarlare di legalitarismo d'accatto, o la si fa finita di invocare eccezioni.


Occorre un regolamento che tuteli anche questo aspetto. Nessuno vuole Piazza Santa Croce trasformata in un Far West, questo è quello che dicono coloro che hanno interesse a giustificare la cancellazione del Calcio Storico.

Traduzione: i pallonieri del pallonaio travestito vogliono potersi squartare a vicenda senza destare l'interesse della gendarmeria, faruèste o non faruèste. Va sottolineato una volta di più che i "problemi" con le masnade pallonesche -i cosiddetti "colori"- sono iniziati come per magia immediatamente dopo l'adozione di un regolamento vòlto a ridurre al minimo indispensabile la licenza e la possibilità di ridursi reciprocamente in frattaglie.

I calcianti non sono nè animali, nè delinquenti. Sono persone che, al pari di molti di noi, amano questo gioco e questa tradizione, ma che, proprio perché sono ragazzi normalissimi, per un gioco non hanno intenzione di rovinarsi la vita.

Nessuno chiede ai pallonieri travestiti di rovinare la vita a se stessi o a qualcun altro; gli viene più che altro richiesto di avere meno di quarant'anni, di non aver mai ammazzato nessuno e di non aver trafficato in armi e droga. Il fatto che simili condizioni siano tanto difficili da rispettare getta, lo ripetiamo, una luce rivelatrice sia sul baraccone del pallone travestito che sui suoi numi tutelari che agiscono sotto le bandierine dell'"occidentalismo" politico.

Quando capiremo questo, forse riavremo il vero Calcio Storico. Viva Fiorenza!

Non c'è nulla da capire. C'è da mettersi belli calmini e da smetterla di rendersi ridicoli affastellando menzogne da un anno all'altro. Se non è chiedere troppo, come abbiamo ottimo motivo di ritenere.


 

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