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Strani circoli, strani attentati, cocaina a fiumi e menzogne a non finire PDF Stampa E-mail
Domenica 25 Luglio 2010 09:46
Il mese di giugno del 2010 ha visto Casa Pound godere della consueta copertura mediatica, decisamente sproporzionata rispetto alla pressoché nulla importanza politica di questa catena di franchising.
L'efficacia dei mass media dipende molto da come li si usa; allagarli ogni giorno con la propria presenza può anche essere redditizio dal punto di vista economico ed elettorale, ma questa redditività impera solo finché si può contare sul dispiegarsi di un effetto recency privo di veri contrasti, tipico di mass media a sempre più bassa fruibilità e credibilità come la televisione e le gazzette, specie quelle cartacee.
Purtroppo per le boutiques Casa Pound e per le organizzazioni "occidentaliste" in generale, esistono mass media non soltanto meno controllabili, ma in grado di togliere all'effetto recency la maggior parte della sua efficacia. E per essere efficaci, le operazioni propagandistiche hanno un bisogno disperato di un effetto recency e di un suo dispiegamento indisturbato.
Con grave danno per i cialtroni, i motori di ricerca su internet sono in grado di trasformare molte operazioni propagandistiche in autentici boomerang, semplicemente grazie alla variabile tempo.
Due righe su Indymedia Toscana sono una buona occasione, tra le moltissime possibili, per mostrare quale sia l'abisso che separa la pratica politica e più in generale la quotidianità dell'"occidentalismo" militante dalla sua presentazione mediatica e propagandistica.
Ragion per cui, anziché di "occidentalismo" militante, sarebbe assai più sensato parlare di "occidentalismo" millantante.
Il messaggio su Indymedia rimanda ad un post pubblicato il 16 settembre 2009 su vivamafarka.com, un forum di simpatizzanti di una "destra" estrema caratterizzati in genere dalla più o meno giovane età, da slogan asfittici e -soprattutto- da comportamenti di consumo uniformi. Quest'ultimo è il dettaglio più importante.
Il testo, probabile copia e incolla da una gazzetta locale, afferma:

Lodi - Alle fiamme circolo di destra "VerdeBiancoRosso"
Lodi, attentato distrugge il centro sociale di destra

Torna la violenza politica a Lodi.
Nella notte un attentato ha praticamente distrutto la sede del circolo culturale “Verde, bianco e rosso” recentemente aperto in via San Fereolo da un gruppo di giovani di destra.
L'attacco è avvenuto verso le 4 di notte: la serranda del centro sociale è stata divelta utilizzando una macchina come ariete, poi all’interno è stata lanciata una bottiglia incendiaria che ha mandato in fiamme i due locali causando gravissimi danni.
È stato un vigilante dell’Ivri a dare l’allarme, subito rilanciato ai carabinieri. Partono le indagini, intanto anche il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini ha voluto dare la sua solidarietà ai giovani di “Verde, bianco e rosso” recandosi in via San Fereolo, dove sono arrivati anche il vicesindaco Cremonesi, l’assessore Ferrari e il presidente del consiglio comunale Paolo Colizzi.


La notizia viene accolta dai simpatizzanti di Mafarka -il protagonista di un dimenticato e dimenticabile romanzetto di Filippo Tommaso Marinetti- con qualcosa come cinque pagine di commenti nei quali sull'attribuzione delle responsabilità per quanto avvenuto non esiste alcun dubbio. Di certe nequizie sono capaci solo i "comunisti", qualunque cosa si intenda con questo vocabolo.
A fine giugno dell'anno seguente nei dintorni di Lodi la gendarmeria si interessa agli appartenenti ad un'organizzazione dedita all'importazione e alla diffusione di cloridrato di cocaina; una sostanza che dicono sia di abituale utilizzo presso ampie fasce di sudditi. La gazzetta che ne dà notizia comunica con precisione che

Le indagini [...] hanno permesso alla polizia di Lodi di [...] individuare elementi probatori anche per le accuse di estorsione, sequestro di persona, rapina, lesioni gravi, furto, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo e di strumenti atti ad offendere, nonché di danneggiamento a seguito di incendio. Per le accuse di incendio doloso ci si riferisce all’episodio che riguarda la sede dell’associazione culturale di estrema destra “Bianco rosso verde” di Lodi, verificatosi nella notte tra il 15 e 16 settembre 2009.

Normalmente, chi si dedica a certi settori dell'import-export non si interessa di politica al punto da essere determinato ad azioni del genere. Certi comportamenti sarebbero perfino controproducenti perché contribuirebbero ad un'indesiderata militarizzazione del territorio. E' dunque ipotizzabile che nel distruggere la sede del circolo di destra "VerdeBiancoRosso" i signori di cui sopra abbiano agito sulla base di motivazioni di tutt'altro e meno nobile genere.
Il tutto getta una luce interessante, e ovviamente per nulla positiva, sui comportamenti di consumo dei frequentatori del circolo.
Nella stessa direzione vanno una serie di starnazzi reperibili qua e là sulla stessa Indymedia ed in altri CMS su cui si accumulano gli interventi dei detrattori di certo "occidentalismo"; senza alcuna prova si definiscono consumatori di cocaina, con nomi e cognomi, i responsabili di vari circoli od organizzazioni dello stesso genere, ivi compreso il franchising Casa Pound. La casistica a sostegno di voci simili si è rivelata in più di un caso abbondante, nel corso degli anni; un elemento che ci porta a non escludere affatto che certe illazioni siano fondate.

Nel 2007 nella zona di Varese una birreria ed una baita frequentati da una clientela afferente alla "destra" su sommariamente descritta vennero danneggiati da una sedicente "Vigilanza Democratica Territoriale". Prima che la gendarmeria rendesse in parte pubblico l'avvilente e vergognoso garbuglio di dispettini, interessi economici e piccinerie da bulli di quartiere in cui erano maturate le azioni, un blogger evoliano fece in tempo a dire la sua utilizzando toni che a distanza di tempo, e sapendo come sono andate davvero le cose, non possono che mettere di sincero buon umore.
Anche in questo caso nulla di nuovo, visto che "pare che dietro i gesti ci sia una faida interna con in ballo soldi e attività economiche".
Si tratta soltanto di due esempi, ma per dare un'idea della realtà nascosta da un propagandismo gazzettiero sistematicamente dedito alla menzogna dovrebbero essere ampiamente sufficienti.

 

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