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Daniela Santanché a Firenze e la marmaglia "occidentalista" PDF Stampa E-mail
Sabato 27 Novembre 2010 11:44
A fine novembre 2010 una comparsata fiorentina di due "occidentalisti" invitati a discettare di Islam e di immigrazione sulla base di competenze granitiche (un diploma di ragioniere, la frequentazione di locali dove si bevono alcolici) viene perentoriamente contestata da centinaia di persone.



Non sempre si raccoglie per quello che si semina. Il 25 novembre 2010 questa donna ha ricevuto a Firenze un'accoglienza molto migliore di quanto avrebbe meritato.

Il 25 novembre 2010 Daniela Santanché ha partecipato, all'Università di Firenze, ad una chiacchierata tra amici organizzata da una formazione giovanile "occidentalista". La sua partecipazione è stata resa difficoltosa da una nutrita schiera di contestatori dei quali poco sapremmo dire, avendo concluso con pieno successo gli studi universitari oltre un decennio fa, ed avendo da allora svolto regolari e documentabili attività lavorative. L'esatto contrario del ragionier de Corato, ospite atteso ma che ha pensato bene di non presentarsi, il cui curriculum attesta nero su bianco che dal 1977 non ha lavorato un giorno in vita sua.
Entrata nella sala del convegno praticamente di nascosto, la frequentatrice di locali di lusso Daniela Santanché avrebbe dichiarato qualcosa come

"Fuori si stanno picchiando, perché secondo loro i diritti sarebbero questi, tappare la bocca a chi magari, e grazie a Dio, la pensa diversamente. Noi ci siamo e non ci siamo fatti fermare da quello che sta accadendo fuori, non ci fermeremo e nessuno ci farà arretrare, parlo come governo" dello stato che occupa la penisola italiana.

Daniela Santanché stia pure tranquilla: al suo cospetto non abbiamo mai dubitato neppure per un momento di trovarci davanti ad una diversamente pensante.
Secondo la gazzettina "La Nazione" all'incontro avrebbero partecipato cento persone. E dei numeri del gazzettame "occidentalista" abbiamo da tempo imparato a diffidare; anche perché numero e consenso sono due cose diverse. Agli "occidentalisti" del "governo" episodi del genere servono per dare la stura alle ciarle propagandistiche.
Sempre le stesse.
A noi servono invece per affermare nuovamente che la menzogna e la sovversione sono coessenziali all"occidentalismo" e ne permeano propaganda e pratica politica.

Alcuni anni fa l'ambasciatore dell'entità statale sionista Ehud Gol fu anch'esso accolto da contestazioni che non valsero ad impedire che la riunione si svolgesse. Dopo le contestazioni fuori dell'aula, Gol dovette sorbirsi anche quelle dentro, probabilmente anche più stringenti, documentate ed efficaci. L'episodio è solo all'apparenza slegato da quello che ha visto protagonisti una poco vestita e che secondo le attese avrebbe dovuto riguardare anche un mangiatore di risotto giallo; più avanti specificheremo meglio il concetto.

A Daniela Santanché, nonostante la condiscendente claque rastrellata come al solito per l'occasione, non è affatto andata meglio. Accolta caldamente al suo arrivo, dicono sia stata giustamente ed immediatamente messa all'angolo con due battute da una ragazza che si è limitata a poche domande sugli avvenimenti degli ultimi mesi.
Si ricordi che questa donna conduce battaglie contro lo hijab dopo aver condiviso interessi con un geometra di Cuneo; di questo geometra Wikipedia pubblica una biografia che, rispetto ai rotocalchi insiste pochissimo sulle mucose femminili da lui frequentate e moltissimo sulla sua condotta in altri ed ancor meno presentabili contesti.

In ogni caso si consideri che far partecipare un ragioniere (che non si è neanche presentato) ed una frequentatrice di boutiques a questa chiacchierata tra amici ha richiesto l'intervento di decine di gendarmi.
E i gendarmi vanno retribuiti.
Cosa sarebbe successo a parti invertite, ossia nel caso improbabile che a dover essere protetti dal biasimo dei più fossero stati -ad esempio- dei relatori provenienti dalla Repubblica Islamica dell'Iran?
Possiamo divertirci a vestire, per qualche riga, i panni dell'"occidentalista" politico di terz'ordine.
Ci si immagini dunque un giovane mangiaspaghetti più o meno in sovrappeso, con dieci o quindici bolli sul libretto universitario, che scalda a giornate una poltrona da amministratore locale.
Anche gli avvenimenti successivi sono facili da immaginare. Elementi del genere non possono reagire che in un modo: firmando un piagnisteo preconfezionato intonato al "chi paga?" e passandolo all'ufficio stampa più vicino. Oltre al "chi paga?" pragmaticamente ridondante, il comunicato avrebbe contenuto sicuramente critiche esplicite al tema del convegno qualunque esso fosse: tutti sanno bene come la definizione "occidentalista" di "libertà" sia per lo meno elastica. Il problema è che a questo giro non hanno potuto farlo, dal momento che a godere della protezione dei gendarmi sono stati due "occidentalisti" cui tutto è dovuto.
L'accaduto non può comunque passare sotto silenzio. E qui tornano le similitudini con l'episodio in cui fu contestato l'ambasciatore sionista.

Ehud Gol statuì che i contestatori erano "pagati dai palestinesi".
Francesco Torselli invece, il primo micropolitico "occidentalista" ad aver cianciato su quanto successo, li accusa di coltivare nostalgie inconfessabili.
Senza prendere neppure in considerazione l'idea che possa esistere qualcuno che disprezza in modo abituale e disinteressato il politicame "occidentalista" a causa dei suoi obiettivi e documentabili demeriti, della sua impresentabilità, della sua abiezione e della sua incompetenza, e che questo qualcuno non si faccia problemi ad andare a testimoniare la cosa rischiando di persona, entrambi proiettano sugli avversari da denigrare atteggiamenti e "valori" che sono, invece, i loro. In materia di nostalgie inconfessabili Francesco Torselli ha una lunga e documentabile consuetudine, ma non occorre certo ricostruirne le fila.
A sentir lui, a contestare una frequentatrice di mescite di lusso non possono essere altro che individui animati da una foia repressiva propensa ai carri armati.
La realtà, come sempre, è opposta alle menzogne "occidentaliste" per cui è non probabile, ma certo che i sostenitori della repressione andrebbero davvero cercati ovunque tranne che tra i manifestanti fiorentini. In ogni caso, una screenshot tratta da casaggi.blogspot.com è più che sufficiente per rimetterlo anche stavolta al suo posto.
Nel corso del 2010 la comunicazione politica del principale partito di governo è incentrata sul linciaggio di uno dei suoi fondatori. Questo a livello del mainstream.
A livello locale la stessa sorte càpita a quanti abbiano deciso di smetterla di riverire un frequentatore di minorenni.
Il blog casaggi.blogspot.com è riconducibile a Francesco Torselli in persona, che non è un sedicenne bocciato a scuola che disegna svastiche sui muri ma uno che sta in un pubblico consesso insieme ai rappresentanti di centinaia di migliaia di sudditi.
Si tratta di un blog che concentra contenuti che appartengono a tutti e due i livelli.
Il linciaggio dell'individuo cui tutti i torselli della penisola devono la propria uscita dalle fogne e dai sottoscala è affidato a copia e incolla quotidiani di editoriali copiati dal gazzettaio "occidentalista".
Ai piani bassi invece si deve ricorrere all'arte di arrangiarsi ed al fai da te, messi a servizio di poltrone e tornaconti.


Zizzania!
La nostra dedica quotidiana agli infami, ai viscidi, ai pavidi, ai protetti, ai bugiardi, ai pochi e tristi servi delle proprie squallide opportunità, traditori di Comunità e di sogni. Ci vedremo nella mischia, bastardi. Non finirà mai: ci sarà sempre un pò di odio per voi.

Gli ZetaZeroAlfa sono uno dei principali prodotti del merchandising di Boutique Pound, che a sua volta fa da specchietto per le allodole nel bacino elettorale dei diciottenni.
Francesco Torselli invoca l'espulsione dall'Università di gente che a sentir lui arriva dritta dalla Lubjanka.
Intanto però dedica un bell'avvertimento da camorristi ad ex compagni di strada al cui nome e cognome si potrebbe risalire senza difficoltà.
Un avvertimento da camorristi, grondante di quell'odio che soggetti come questo attribuiscono sistematicamente agli avversari politici, quelli rimasti alle "chiavi inglesi" e alle pistole.

Individui del genere tengono a definirsi non conformi; in contesti non "occidentalisti" e dunque immuni alla menzogna ed alla sovversione, si è invece soliti definirli utilizzando vocaboli meno forbiti.

 

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