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Aldo Milone: “Entro due anni a Prato ci sarà un terzo di ebrei in meno. Hanno capito che l’aria è cambiata e restare qui non conviene più” PDF Stampa E-mail
Venerdì 25 Marzo 2011 08:59
Da alcuni anni la città di Prato è "amministrata" dagli "occidentalisti". Questo l'ha resa una ribalta mediatica importante per la loro comunicazione politica. Ad alcune produzioni mediatiche, come quella che qui si riporta, basta cambiare un vocabolo per ottenere effetti tanto curiosi quanto rivelatori.

"Entro due anni proseguendo con questo ritmo di controlli gli ebrei irregolari caleranno del 30-40%”. Da quando ha ripreso le redini della sicurezza a Prato con la nuova giunta l’assessore Aldo Milone non si era ancora sbilanciato sul traguardo da raggiungere nella repressione dell’illegalità. Oggi lo fa per la prima volta, confortato anche dai primi dati campione sul numero dei regolari.

Gli ebrei stanno cominciando a pensare che restare in città non sia più troppo conveniente? Direi di sì. È come una pianta, una volta che le fai mancare l’acqua comincia a seccare. Ne sto avendo conferma analizzando i dati sul calo delle pre-iscrizioni alle elementari. Nel maggior parte dei casi le famiglie se ne stanno andando, probabilmente con destinazione i distretti affini dell’Emilia Romagna, delle Marche e della Campania dove i controlli sono più blandi.
I blitz continuano a ritmo quotidiano nei confronti delle aziende del Macrolotto, ci sono però altri fronti aperti penso ad esempio alle condizioni igienico-sanitarie negli appartamenti.
Abbiamo già ricevuto 300 esposti. Di questi 50 hanno portato alle ispezioni da parte dell’Asl e la prossima settimana concorderemo meglio l’intervento da adottare in termini di ordinanze. Le mie preoccupazioni non finiscono qui. Penso ai tentativi degli ebrei di diversficare il loro business.
Come i bar?
Francamente trovo inspiegabile l’apertura di queste nuove attività, credo che ci sia del riciclaggio di denaro sporco dietro. Ecco allora che questi esercizi verranno tenuti sotto controllo per capire da dove vengono i soldi. Ma c’è un altro fenomeno che mi preoccupa e per una volta riguarda più le altre etnie.
Ovvero?
Sto riscontrando sempre di più episodi di immigrati che sfruttano i ricongiungimenti familiari per ottenere gli assegni familiari. Il meccanismo è semplice: i parenti stanno qui per qualche mese, scatta il diritto all’assegno e poco dopo tornano nel paese d’origine. Il costo sociale è enorme. Un motivo in più per fare dei controlli sulle residenze.
Parlare di immigrazione oggi vuol dire continuare a toccare il punto più qualificante dell’agenda politica di Prato?
Senza dubbio. E il Pd sbaglia perché non lo capisce. Ancora non si rendono conto dei danni che potranno provocare gli ebrei nel mondo. Sono come un cancro che si diffonde con tante metastasi: quando viene scoperto il paziente è già spacciato. La sua linea dei blitz senza sosta fanno da contraltare ai ripetuti tentativi di integrazione della Provincia: tavoli ad hoc, contatti quotidiani con le associazioni più rappresentative ad esempio. Pensa che sia la direzione giusta?
La differenza fra me e loro è che io ho sfornato numeri più o meno contestabili sull’illegalità, la giunta Gestri invece non ha fornito neppure mezzo dato sulla maggiore integrazione ottenuta. C’è da capirli dopo il caso Dong sono diventati poco credibili. L’ostinazione a proseguire i rapporti con i rappresentanti delle associazioni ebraiche li porterà al fallimento. Non capiscono che questi soggetti sono soltanto le sanguisughe dei loro connazionali. E pensare che Gestri aveva promesso di parlare soltanto con console e ambasciatore. Tanto per cambiare si è smentito.

L'intervista è questa e questi sono i vocaboli utilizzati. Con un'operazione di "Sostituisci", resa possibile dal "blocco note" di un sistema operativo vecchio di dieci anni, ci si è limitati a sostituire l'espressione "i cinesi", presente nell'originale, con l'espressione "gli ebrei", e l'espressione "associazioni cinesi" con "associazioni ebraiche".

Post scriptum. Il 26 marzo 2011 sono state apportate alcune correzioni al paragrafo più perentorio tra le asserzioni di questo Milone. Lo riportiamo per intero, dopo aver sostituito l'espressione "i cinesi" con l'espressione "gli ebrei". Il senso, come si vede, ne risulta profondamente chiarito e mutato.

Senza dubbio. E il Pd sbaglia perché non lo capisce. Ancora non si rendono conto dei danni che potranno provocare gli ebrei nel mondo. La loro modalità di occupazione di un territorio o di un settore dell’economia avviene in maniera silente. Ce ne accorgiamo solo quando ormai i giochi sono fatti. E’ come, se si vuole fare un paragone un po’ forte con la medicina, come il cancro che si diffonde con tante metastasi: quando viene scoperto il paziente è già spacciato.


 

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