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"Il Giornale della Toscana": grande successo della mobilitazione per salvare la testata... PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Novembre 2011 08:54

La "maratona oratoria" messa in piedi in cortile da "Il Giornale della Toscana" trovatosi dalla sera alla mattina a gustare i piaceri del libero mercato -gli stessi che toccano a tutti i lavoratori che conosciamo e per i quali il problema dei "contributi statali" neppure si pone- è stata utilissima. Ha permesso a via Cittadella di riempire almeno un paio di numeri con qualcosa di diverso dai pallonamenti dei pallonieri e dal pallonaggio dei pallonai, permettendole allo stesso tempo di omettere con ogni cura anche solo un cenno ad un qualsiasi tema inerente problemi concreti. Sempre avanti allora, fedeli alla linea di squisita professionalità sin qui seguita, che fa loro tirare in mezzo Al Qaeda anche quando parlano di alluvioni in Garfagnana.
Secondo stime fornite da più parti avrebbero presenziato alla cosa circa duecento persone. Il censimento del 2001 assegnava a Firenze 352.227 abitanti. Questo significa che lo 0,6 per mille della popolazione ha tanto a cuore le sorti di quella gazzetta da aver sentito almeno il dovere di uscire di casa e di mettere -dicono- una firma su un foglio. Le immagini che ritraggono i partecipanti mostrano decine di visi noti della politicanza "occidentalista" e del gazzettame connesso, alcuni pensionati e vari micropolitici "occidentalisti" noti per lo più per non essere stati capaci di laurearsi neppure in quindici anni. Una delle correnti prove dell'abituale autoreferenzialità dell'ambiente, comunque si cerchi di farla figurare.
A dar voce a non si sa quanta parte delle altre trecentocinquantaduemila persone ci ha pensato invece un pennarellatore clandestino, a quanto pare entrato in azione appena gli è stato possibile farlo senza destare le attenzioni della gendarmeria.
Il pennarellatore ha tracciato su uno striscione rimasto appeso fuori da un cancello una sola parola.
Una parola che riassume in modo efficace e conciso quello che una certa parte degli altri trecentocinquantaduemila abitanti -quanti siano non è dato saperlo, ma sospettiamo si tratti di ben più che di duecento persone- pensa della linea politica de "Il Giornale della Toscana", del suo agenda setting, della sua indispensabilità, dei suoi contenuti, e probabilmente anche di quanti vi "lavorano". Per tacere della professionalità di cui sopra.
In via Cittadella hanno colto al volo l'occasione, e ci hanno riempito un altro paio di pagine. Se avessimo potere decisionale in proposito, faremmo di tutto per rintracciare l'autore della scritta: "Il Giornale della Toscana" acquisterebbe un cronista stringato, realista ed obiettivo.

 

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