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Firenze: il PDL, Boutique Pound e le menzogne di Gabriele Toccafondi PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Febbraio 2012 08:45

"Il PDL non ha nulla a che fare" con Boutique Pound. Risate in sottofondo.

Si ricorderà come il "Manifesto del Turbodinamismo" usato alcuni anni fa da Boutique Pound -uno dei molti franchising di vestitini e musichette per minus habentes- affermasse al suo primo punto che "Turbodinamismo è esaltare il gesto gratuito, violento e sconsiderato, con deferenza e riguardo al vestirsi bene".
Si ricorderà anche come il 13 dicembre 2011 un individuo molto presente alle scampagnate di Boutique Pound, tale Gianluca Casseri, abbia trascorso una mezza giornata a Firenze dedicandosi a gesti gratuiti, violenti e sconsiderati, venendo ahilui disconosciuto all'istante da Boutique Pound: vestito troppo poco bene per essere un testimonial accettabile.
Ci sono cose che scottano e che mettono le ali ai piedi all'ipocrisia più abituale: dal 13 dicembre 2011 il PDL, nella zona della penisola italiana compresa tra Firenze e Pistoia, fa ufficialmente finta di non conoscere Boutique Pound; certe presenze sono poco gradite persino alla marcetta di febbraio, che è una specie di conta della servitù per organizzare la quale occorre mettere i bastoni tra le ruote a mezza città e dove tutto va disperatamente bene pur di fare numero.
Si arriva così al giorno prima della passeggiatina, con gli organizzatori che ne pregustano già la conclusione davanti ad un bel piatto di maccheroni con mandolini in sottofondo, quando arriva una noterella stampa di Boutique Pound, molesta ed esiziale come un mandolino scordato o un piatto di maccheroni scotti: Boutique Pound vuole partecipare alla passeggiata.
All'"occidentalista" Gabriele Toccafondi, un altro ben vestito che invece di lavorare fa il "coordinatore fiorentino del PDL" tocca un articolo di fondo sulla solita gazzettina amica: "Il partito non ha niente a che fare, e non l'avrà mia [sic]" con Boutique Pound.
Le cose stanno, ovviamente, in maniera del tutto opposta: altrimenti non ci troveremmo in un contesto "occidentalista".
Alle prese negli scorsi anni con una tale mole di consensi da non sapere letteralmente come fare a gestirli, il PDL ha inserito nelle proprie liste elettorali una casistica sulla quale non è necessario soffermarsi nelle linee generali: chi ancora avesse bisogno di documentarsi si procuri un rotocalco o una rivista pornografica qualsiasi. Un caso particolare è dato invece dai palesi tentativi di "entrismo" che Boutique Pound ha operato, presentando passim propri iscritti o simpatizzanti nelle liste del PDL. Il caso che abbiamo documentato con cura è quello del micropolitico pratese Renato Montagnolo, che il PDL ha fatto finta di non conoscere solo dopo che dalla sua autoschedatura sul Libro dei Ceffi è emersa la sua simpatia per un mediocre acquerellista della Oberösterreich morto suicida da quasi settant'anni, ma è ipotizzabile che vicende simili abbiano costituito per mesi o per anni ordinaria amministrazione.
I casi sono quindi due, come d'abitudine in questi casi: o l'incompetenza di Gabriele Toccafondi arriva al punto da non permettergli neppure di conoscere la storia dei suoi compagni di strada -cosa che non ci sentiamo davvero di escludere- oppure Gabriele Toccafondi mente sapendo di mentire.
 

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