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Casaggì Firenze, Massimo Parisi e l'antiabortismo c' a' pummarola 'n coppa PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Marzo 2012 10:20

Una sera di marzo 2012 "una settantina" di attivisti -nel linguaggio politico "occidentalista" significa tre o quattro attacchini- ha inscenato a Firenze una protesta antiabortista attaccando uno striscione e qualche volantino. E soprattutto facendo un po' di pubblicità alla cosa perché almeno qualcuno facesse finta di accorgersene e li degnasse di un po' di considerazione.
E qualcuno se n'è davvero accorto e ha dato loro un po' di soddisfazione.
Il tizio nella foto qui sopra rivestirebbe il costruttivo incarico di "coordinatore toscano PDL", il che lo identifica come uno dei committenti di Casaggì Firenze. La quale Casaggì Firenze ha rappresentato e rappresenta a tutt'oggi l'unica materializzazione sul territorio di una formazione politica che nell'evanescenza e nell'elusività, accompagnate da un utilizzo forsennato della propaganda e da un ricorso sistematico a qualsiasi bassezza, ha da sempre avuto i propri tratti distintivi. In realtà esisterebbe anche un'altra formazione giovanile maggiormente ubbidiente alle direttive della committenza, ancora più sguarnita ed afasica di quanto lo sia Casaggì Firenze; gli autori della "contestazione" hanno pensato di rinforzare la propria "autorevolezza" utilizzandone il simbolo, e la cosa ha causato un po' di attrito, come andremo a spiegare.
Il tizio nella foto qui sopra si chiama Massimo Parisi ed ha saputo dalle gazzette dell'iniziativa notturna intrapresa da qualcuno di questi spaghetti boys. Perfino i medi calibri di quello che si chiamava "marketing multilivello" hanno un miglior controllo sui propri sottoposti ed utilizzano canali capaci di maggior tempestività nelle informazioni, il che è già un dato illuminante sulla professionalità che regna con pochi contrasti nel maggior partito "occidentalista" della penisola.
Dopo aver letto con calma le gazzette, questo Parisi ha scritto a quelli che ha identificato come gli ideatori dell'iniziativa, rampognandoli con una di quelle "liste a punti" con cui quelli con la cravatta rampognano quelli senza cravatta.
Questa gente qui ci tiene molto a definirsi moderata. [*]
Ci si immagini dunque il moderato Parisi moderatamente seccato, che picchia con moderazione qualche pugnetto fresco di manicure sul piano lucido della scrivania. E che intanto enumera i punti su ricordati.
Punto primo: che ci fa il simbolo dell'organizzazione giovanile del "partito" su quei volantini? Chi ve l'ha detto? Chi vi ha autorizzato?
Punto secondo: lo sapete che la gendarmeria e l'amministrazione locale vogliono farci pagare le piastrate di colla e manifesti che avete sparso in giro per anni?
Punto terzo: guardate che se arriva il conto al PDL, il PDL non paga...
Tre giovani ed inconcludenti nullità dal titolo altisonante (Niccolò Macallè, Andrea Badò e Niccolò Caciolli) si sono a loro volta chiamati fuori dalla questione: probabile che il punto secondo su ricordato, per tacere della prospettiva che il punto terzo li colpisca di rimbalzo, non vadano loro troppo a genio.
Della professionalità che caratterizza l'"occidentalismo" fiorentino si è già detto. Episodi come questo testimoniano, come ogni giorno, anche della sua coesione.



[*] Nella pratica politica "occidentalista" si intende con moderato qualcuno che nel più conciliante dei casi invoca lo sterminio fisico degli estremisti, identificati invariabilmente con il nemico del giorno indicato dalla propaganda gazzettiera.

 

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