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Casaggì Firenze: la mediocrità anche nel delinquere dall'attacchinaggio abusivo alla simulazione di reato PDF Stampa E-mail
Martedì 03 Aprile 2012 10:55


Simpatizzanti ed attivisti di Casaggì Firenze mentre celebrano in modo conviviale le glorie dello stato di cui sono fieri di essere sudditi. Si tratta oggi dell'unica compagine statale al mondo che costruisce il proprio national pride su cose come le fettuccine Alfredo.

Casaggì Firenze è un'organizzazione giovanile [*] "occidentalista" organica ad uno dei partiti che sostengono il governo dello stato che occupa la penisola italiana. Un partito che rappresenta talmente bene le istanze e i desideri più frequenti tra i sudditi -uno dei fondatori che ha passato da un pezzo la settantina avrebbe una spiccata predilezione per le prostitute minorenni- che ha senz'altro il merito di non poter obiettivamente essere criticato, da questo punto di vista, in nessun modo.
Uno dei punti programmatici del "partito" cui Casaggì è organica riguarda la cosiddetta "certezza della pena".
In un libretto del 1997 scritto da Pablo Echaurren e da Giuseppe Valerio Fioravanti (un bambino prodigio poi coinvolto in altre vicende, al quale sono state concesse a suo tempo vastissime aperture di credito, e non soltanto da parte degli "occidentalisti") sulla situazione nelle carceri peninsulari si leggevano alcune considerazioni sui mutamenti che già allora stavano trasformando in questo senso quello che in "Occidente" viene chiamato "potere giudiziario". Munito di strumenti informatici, esso potere poteva già portare a destinazione in poco tempo procedimenti prima destinati a durare anni, sicché "nello stupore generale", malcapitati che avevano messo insieme qualche decina di denunce per "assegni a vuoto e impicci vari" da tempo uscite dalla loro memoria ma non da quella degli archivi informatizzati, arrivavano ad accumulare pene pluridecennali.
I piccoli ergastoli, appunto, che davano il titolo al libretto.
L'assunto secondo il quale "la legge è uguale per tutti" costituisce una tale barzelletta che ha smesso di figurare nelle decorazioni delle aule di tribunale, sostituito da altre spassose trovate, come quella che afferma che la "giustizia" sarebbe amministrata "in nome del popolo". Queste considerazioni in cui si mescolano realismo e sarcasmo non valgono per i sistemi informatici in cui finisce ogni denuncia sporta, e non valgono per la loro logica che non chiude occhio. Sicché il 3 aprile 2012 le gazzette in rete di Firenze hanno cominciato a riportare trafiletti come questo:
Raccontò di essere stato insultato e picchiato, finisce indagato
Un portantino di Santa Maria Nuova si era inventato un'aggressione a sfondo politico
Raccontò alla polizia come il 21 giugno 2011 tre sconosciuti l'avessero affrontato urlandogli sotto casa "Fascista di m..., bastardo fascista, pezzo di m...', e che per motivi politici l'avessero colpito con un pugno sulla parte destra del viso, quindi fossero scappati: ma non era vero.
L'episodio era completamente inventato e così un portantino dell'ospedale di Santa Maria Nuova, 23 anni di Firenze, vicino alla formazione giovanile di destra Casaggì, è stato indagato dalla procura per simulazione di reato e procurato allarme. Il portantino presentò una denuncia-querela contro ignoti allegandovi un certificato per un trauma alla mandibola ottenuto da un medico del pronto soccorso di Santa Maria Nuova cui disse che gli serviva per poter fare una radiografia nell'imminenza di una visita odontoiatrica.
In realtà, l'esame evidenziò solo un'inclusione del dente del giudizio inferiore destro ma senza traumi. Il ventitreenne perfino riuscì a convincere alcuni esponenti giovanili della destra fiorentina, inducendoli in errore, ad annunciare con interventi sui giornali e su Internet potenziali pericoli di ordine pubblico per le loro iniziative. Pericoli che suscitarono allarme presso le autorità. Al ventitreenne è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini.
Fonte: ANSA
Detto altrimenti e con un vocabolario più distante da quello dei gendarmi e dalle aule di tribunale, uno che va a mangiare i maccheroni a Casaggì Firenze ha avuto modo di sperimentare de visu quale sia l'ordinaria amministrazione nello stato che occupa la penisola italiana: uno stato di cose al quale il "partito" in cui Casaggì si riconosce ha contribuito in validissima e ormai determinante misura.
Vale la pena soffermarsi sugli "esponenti giovanili", che secondo la nota gazzettistica che riportiamo sarebbero stati praticamente "indotti in errore". All'epoca dei fatti, che seguimmo in modo puntiglioso data la mandolinesca abitudine dei giovani "occidentalisti" fiorentini di utilizzare ogni minima occasione per avere un po' di visibilità mediatica, non avemmo assolutamente quest'impressione. Nel comunicato stampa emanato e diffuso dai mangiaspaghetti Marco Scatarzi, Alessandro Draghi e Francesco Torselli il 27 giugno 2011 si affermava con sicurezza che i "loro ragazzi" erano "trattati come bersagli", da "da ultra-trentenni in sovrannumero, in pieno giorno e nel bel mezzo del centro storico fiorentino".
Delle persone assennate e che si piccano per giunta di "fare politica" normalmente non prendono le parti del primo venuto, tanto meno in maniera così decisa.
Eventuali "chiarimenti" sulla questione, con i tre "tratti in errore" da una parte ed il non aggredito dall'altra, offrirebbero uno spettacolo abbastanza prevedibile, con un epilogo a base di invettive che possiamo immaginare affidato a chi dovrà lavare la tovaglia a scacchi bianchi e rossi macchiata di pummarola, e a chi dovrà ramazzare il pavimento, costellato di cocci di fiaschi fracassati, di statuette raffiguranti qualcosa che chiamano "Madonna di Pompei" andate in briciole, di sedie impagliate fatte a pezzi e di altri segni di colluttazione...


[*] E' notissimo ai nostri lettori come la giovinezza, negli ambienti politici "occidentalisti", si estenda come per prodigio ad età superiori ai quarantacinque anni. Detto per inciso, un'età in cui un "occidentalista" di sincera dedizione sta ancora aspettando che si liberi un posto in qualche organizzazione statale.
 

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