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La Repubblica Araba di Siria risponde alle dichiarazioni dell'ONU sul massacro di Al Houla PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Maggio 2012 08:40
Traduzione da Silvia Cattori.

Testo integrale della conferenza stampa tenuta dal dottor Al Jafari alle Nazioni Unite.
Ecco il testo completo della conferenza stampa in cui l'ambasciatore della Repubblica Araba di Siria alle Nazioni Unite Bashar Al Jafari ha denunciato "lo tsunami di menzogne scatenato pochi minuti fa da alcuni degli appartenenti al Consiglio".


In Siria è stato commesso uno spaventoso, orribile, ingiustificato ed ingiustificabile crimine. Questo massacro viene condannato dal mio governo nei termini più perentori possibile. In questo caso, il testo con cui il mio governo condanna tutto questo presenta lo stesso vocabolario usato pochi minuti fa dal Consiglio di Sicurezza.
Vorrei qui condannare anche, nell'interesse del mio governo, lo tsunami di menzogne scatenato pochi minuti fa da alcuni appartenenti al Consiglio che hanno cercato di ingannare tutti voi dicendo che stanno coprendo il mio governo di accuse sulla base di quelle che ssi considerano "prove". Hanno torto, e vi stanno ingannando. Né il generale Mood né nessun altro hanno riferito al Consiglio di Sicurezza, e la sessione informale che il generale avrebbe accusato le forze governative per quello che è accaduto. E' veramente indegno e disgustoso che alcuni membri del Consiglio se ne siano venuti fuori, pochi minuti dopo che il generale Mood aveva finito di riferire, per ingannarvi e raccontarvi bugie su quanto successo.
Io vi invito a considerare quello che è successo ad Al Houla in tutti i suoi aspetti. Se si possiede una visione complessiva del quadro, si capisce che quanto accaduto ieri ad Al Houla ha anche degli antefatti; dovremmo conoscere questi antefatti per sapere e per capire chi ha perpetrato questo crimine.
Ieri, dopo la preghiera del venerdì, duecento o trecento uomini armati si sono riuniti; erano circa le due del pomeriggio. In realtà si sono concentrati in punti differenti, e poi si sono riuniti in un'unica località, ad Al Houla. Avevano dei pick up con armi pesanti come missili anticarro, mortai e mitragliatrici; alla maniera libica, come avete visto un paio di mesi fa, ed hanno cominciato ad attaccare l'esercito regolare nella zona che esso presidiava da cinque punti diversi contemporaneamente. Gli attacchi sono cominciati alle due del pomeriggio e sono durati fino alle undici di notte.
Non stiamo parlando di un attacco cominciato e finito nel giro di una mezz'ora. Si è trattato di un'operazione militare con tutti i crismi, pianificata in anticipo ed eseguita con una pluralità di azioni. Dopo aver attaccato le posizioni dell'esercito regolare, gli aggressori si sono rivolti contro i civili e poi si sono spostati in un altro centro abitato vicinissimo ad Al Houla, a circa un chilometro di distanza. Qui hanno bruciato l'ospedale nazionale, hanno bruciato i raccolti dei contadini ed hanno bruciato le case. Hanno anche ucciso dozzine di civili innocenti in un altro centro, anch'esso vicino ad Al Houla, di nome Shomaria. Non stiamo dunque parlando di una scaramuccia verificatasi in un punto preciso; stiamo parlando di un teatro di operazioni che ha abbracciato svariate piccole località della stessa zona.
Il mio governo ha nominato una commissione nazionale d'inchiesta, incaricata di scoprire chi sia stato a mettere in atto questo terrificante massacro e di condurlo davanti alla giustizia. Chiunque sia stato a commettere questo crimine, dovrà risponderne alle autorità siriane, secondo la legge stabilita per il paese dal governo siriano.
Le dichiarazioni alla stampa che il Consiglio di Sicurezza ha emesso oggi hanno in qualche modo fatto propria la versione degli eventi fornita dal generale Mood. Se andate a leggere la stesura originale del comunicato, vi troverete che non c'è nulla che indichi che il Consiglio sta accusando le forze armate del governo siriano di aver perpetrato le uccisioni ed i massacri. Al contrario, esso specifica che altri elementi attivi nello stesso quadro possono essere i responsabili di quello che è successo. Questo affermo, perché il comunicato stampa afferma che il Consiglio di Sicurezza condanna nei termini più perentori possibili le uccisioni confermate dagli osservatori delle Nazioni Unite. Io sono qui per confermare, anche per conto del mio governo, che ci sono state moltissimi civili uccisi, circa centoquattordici, e poi un attacco che ha comportato il bombardamento di un quartiere residenziale da parte dell'artiglieria e dei carri armati governativi.
I membri del Consiglio di Sicurezza hanno poi espresso la loro condanna per le uccisioni effettuate sparando a bruciapelo o con pesanti abusi fisici. La maggior parte degli assassinii che si sono verificati ad Al Houla sono avvenuti in questo modo: per sparo a bruciapelo, non per l'attacco dell'artiglieria, perché un attacco di artiglieria non lascerebbe i corpi delle vittime nelle condizioni in cui li avete visti. Qui, siamo dvanti a qualcosa che ricorda il modo di uccidere che era frequente in Algeria all'inizio degli anni Novanta.
Il mio governo non risparmierà alcuno sforzo, in ogni caso, per scoprire chi ha compiuto questi massacri e per assicurarlo alla giustizia.
Aggiungo a tutto questo che il Consiglio di Sicurezza farebbe bene a riunirsi anche per identificare e chiamare a rispondere del loro operato coloro che stanno fornendo armi ai gruppi terroristici in Siria, coloro che offrono loro rifugio, coloro che li istigano e che li incitano alla violenza e che offrono loro protezione. Si tratta di alcuni appartenenti allo stesso Consiglio: i loro funzionari ne parlano apertamente. Alcuni di essi sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, i cui alti ufficiali hanno detto apertamente che non avrebbero risparmiato alcuno sforzo per donare e consegnare armamenti all'opposizione siriana; alcuni hanno parlato anche di "armi non letali", qualunque cosa volesse significare. I primi risultati dell'aver armato l'opposizione sono stati il rapimento dei pellegrini libanesi che tornavano dall'Iraq attraverso il territorio turco, gli attentati suicidi e l'infiltrazione di AlQaeda nel territorio siriano.
Non abbiamo bisogno che il Consiglio di Sicurezza usi due pesi e due misure. Abbiamo bisogno che i presunti colpevoli vengano assicurati alla giustizia, tanto più se farlo significherà toccare gli interessi di alcuni membri permamenti del Consiglio stesso. Quanti sono sinceramente interessati a fermare la violenza e a far sì che il dialogo per l'inclusione nazionale in Siria sia coronato da successo dovrebbero smettere di intromettersi nei nostri affari interni, dovrebbero smettere di armare, ospitare, finanziare e proteggere i gruppi armati terroristici che agiscono nel mio paese. Non potete essere incendiari e pompieri al tempo stesso. E questo è, purtroppo, proprio il caso di alcuni dei membri di questo Consiglio di Sicurezza. Le dimensioni araba, regionale ed internazionale della crisi siriana non sono più una situazione poco chiara, e tutti sanno di cosa stiamo parlando.
Mi rimetto a voi.

Nel comunicato si dice "attacco che ha comportato il bombardamento di un quartiere residenziale da parte dell'artiglieria e dei carri armati governativi"; lei non è d'accordo?

Non sono d'accordo con l'interpretazione che l'ambasciatore tedesco, quello inglese ed altri hanno passato a voi di questa frase, perché è un'interpretazione sbagliata. Tocca al generale Mood esporre i fatti quali essi sono. Non tocca all'ambasciatore tedesco, a quello inglese o a qualcun altro.

Ma il bombardamento governativo di un quartiere residenziale, non è un fatto accertato?

Il generale Mood non si è espresso in questo modo.

Ammesso che le circostanze in cui questo è avvenuto siano state poco chiare, dobbiamo pensare che il generale Mood si attenga ai fatti puri e semplici più di quanto non faccia il Segretario Generale?

Questo è proprio quello che sto cercando di spiegare al vostro collega. Il generale Mood ha detto che le circostanze non sono sufficientemente chiare da poter incolpare questo o quello per questi attacchi. Mood lo ha detto, ma lo ha detto in questo contesto, non nel contesto che alcuni ambasciatori hanno riferito a voi.

Pensa che le affermazioni del Segretario Generale debbano più ai comunicati degli ambasciatori tedesco e britannico che non alle considerazioni espresse dal generale Mood nel corso dei colloqui?

Certo, penso che le affermazioni siano maggiormente inclini a far proprio quando detto dagli ambasciatori.

A che punto sono le indagini?

Il governo siriano sta collaborando con l'UNSMIS (United Nations Supervision Mission in Syria). Di sicuro, dopo aver insediato la commssione nazionale d'inchiesta, le autorità siriane condivideranno con il generale Mood i risultati delle indagini, e Mood a sua volta li condividerà con il Consiglio di Sicurezza e con Kofi Annan. Una cosa importante, signori: ricordatevi che ogni volta che il Consiglio di Sicurezza ha in programma una riunione per discutere della crisi siriana, in Siria è succede qualche cosa. Un attentatore suicida, un attacco terroristico, una strage di qualche genere come quella di cui stiamo purtroppo discutendo oggi. Non si tratta di una pura coincidenza che l'ultima strage si sia verificata proprio il giorno prima che Kofi Annan arrivasse in Siria. Si tratta di una cosa molto importante perché permette di coltivare molti dubbi sulle vere motivazioni di quanti hanno commesso un crimine tanto orrendo. Chiunque sia stato, sta cercando di alzare il livello dello scontro, sta cercando di mobilitare il Consiglio di Sicurezza contro il governo siriano. Nessun governo farebbe una strage dei propri cittadini per conseguire una vittoria politica sui propri oppositori. E l'utilizzo dell'artiglieria, dei carri armati e dei missili non avrebbe ucciso questi civili innocenti nella maniera in cui risulta che sono stati uccisi. Questo fatto è stato evidenziato dal comunicato stampa del Consiglio di Sicurezza, in cui si afferma che le vittime sono state uccise sparando loro a bruciapelo. Questo significa che sono state vittime di una pura e semplice fucilazione e che i bombardamenti dell'artiglieria e dei carri non c'entrano.

Lei afferma che il governo siriano non è colpevole; ma allora, chi è stato?

I gruppi armati terroristici hanno cominciato a mettere a segno attacchi di questo genere fin dall'inizio della crisi siriana. Non stiamo parlando del primo episodio del genere che si verifica nel paese. Quello che è successo ieri è uno spaventoso, orribile, ingiustificato ed ingiustificabile crimine. Nessun governo al mondo ammazzerebbe gente in questo modo. Si tratta di gruppi armati, si tratta di un fatto di terrorismo. Non ci sono altre parole per definirlo. Chiunque sia stato, dovrà risponderne alla giustizia siriana e la commissione d'inchiesta insediata ieri dal governo dovrebbe produrre delle conclusioni nel giro di tre giorni a partire da oggi. In tre giorni sapremo chi c'è dietro questo crimine orrendo.

Ma questo non potrebbe fornire ai membri del Consiglio di Sicurezza l'occasione per incolpare il governo siriano, accusandolo di aver incaricato qualcuno di farlo?

Come ho detto all'inizio, occorre considerare il quadro della situazione nella sua interezza. La questione non è andare a cercare i dettagli: a volte i dettagli sono importanti, ma altre volte no. La questione è poter esprimere un giudizio esatto su quanto successo. E per poter esprimere un giudizio esatto occorre considerare il quadro della situazione nalla sua interezza, nel suo contesto storico e nelle sue dimensioni geopolitiche. Come ho detto, la crisi siriana ha una dimensione araba, una dimensione regionale ed una dimensione internazionale. Ed alcuni paesi vanno affermando pubblicamente che avrebbero sostenuto, come del resto già hanno fatto, il braccio militare dell'opposizione fornendo ad essa le armi. Bisognerebbe essere molto prudenti e molto attenti nel leggere la carta di quanto sta succedendo adesso in Siria.

Spingere perché la missione UNSMIS cresca per numero di effettivi e magari perché schieri personale armato, non significherebbe in qualche modo internazionalizzare la crisi?

Arrivare a questo punto potrebbe essere uno degli obiettivi perseguiti da coloro che hanno perpetrato questo crimine. Accrescere l'internazionalizzazione della crisi siriana, e far crescere il numero degli uomini che fanno parte della UNSMIS, potrebbe essere una delle ragioni, una ragione davvero importante se si arriva a compiere un reato orrendo come questo.
Grazie.
 

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