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Yedioth Ahronoth - L'esercito sionista è come un guscio vuoto? PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Giugno 2012 10:13
Riserviste dell'IDF, da ImageShack

Traduzione da YnetNews.com

Controeditoriale: l'esercito sionista, poco addestrato e mal preparato, è pronto ad affrontare avversari dopo un'aggressione all'Iran?
Amnon Abramovich, 31 maggio 12012.

Quest'anno cade il trentesimo anniversario della prima guerra in Libano, ed il sesto anniversario della seconda. Nessuno è tanto intelligente da azzardarsi a predire quando scoppierà la terza, ma non c'è bisogno di eccessiva intelligenza per indovinare, per predire o comunque per attendersi che questa guerra finisca per scoppiare, un giorno o l'altro.
Quello che dovremmo sapere, che dobbiamo sapere che faremmo meglio a ricordare, è che negli ultimi trent'anni non è cambiato niente. Il mare è rimasto lo stesso, i fenomeni naturali anche. Gli arabi sono gli stessi arabi, e questo non solo per causa nostra; questo è quello che questa zona produce. Il motivo per cui dovremmo preoccuparci, e questo sì, interamente per causa nostra, è il fatto che l'IDF [l'esercito dello stato sionista, N.d.T.] è rimasto l'IDF che era: un guscio vuoto, poco addestrato e mal preparato.
Questa settimana Yedioth Ahronoth ha pubblicato una lettera scritta da dei comandanti di reggimento. La prima parte di quello scritto ha rimesso al loro posto il governo e la Knesset, per aver infranto le promesse fatte ai riservisti. Il governo aveva fatto dichiarazioni roboanti, fatto promesse solenni e stabilito particolari incentivi e concessioni per i riservisti: nulla di tutto questo è diventato realtà. E fin qui arrivava la parte imbarazzante della lettera.
La parte preoccupante, invece, riguarda l'esercito nella sua interezza. I comandanti di reggimento scrivono che i giorni di addestramento sono diminuiti, che non conoscono bene i loro soldati, e che gli stessi soldati non sanno usare bene le armi di cui dispongono.
Qualche tempo fa il generale di divisione della riserva di IDF professor Yishai Bar è stato intervistato da Haaretz, ed ha paragonato le forze terrestri ad un assegno a vuoto. Ha parlato di un esercito mal addestrato e privo di competenze, inadatto a svolgere la propria missione. Molte di queste critiche e di queste lamentele riguardavano proprio le forze di terra, ovvero le divisioni di riserva e le truppe corazzate.
All'epoca della seconda guerra in Libano, l'allora primo ministro Ehud Olmert e l'allora ministro della Difesa Amir Peretz incontrarono il Comando Generale dell'IDF. Nel corso di una lunga e serissima discussione, l'allora generale di divisione Yitzhak Harel definì l'esercito come un "guscio vuoto". La discussione si estese, e poi si ridusse, come sempre e come se si trattasse di qualcosa di istintivo come un riflesso, alle spese destinate alla difese.

Tutto grasso e niente muscoli

Una volta c'era la Commissione Brodet, che aveva il compito di controllare le spese per la difesa. La commissione aveva scoperto alcune cose interessanti. Il totale era il dato più importante. La commissione Brodet non si occupava solo dell'IDF, ma anche del Ministero della Difesa; non solo della quantità di fondi a disposizione, ma anche del modo in cui venivano utilizzate e di quali erano le priorità per farlo.
La commissione sosteneva che il numero totale del personale e il numero del personale d'ufficio dovevano diminuire, che gli organismi doppi che esistevano sia nell'IDF che nel Ministero andavano eliminati, che certe strutture dovevano essere unificate, che il settore riabilitazione e il settore costruzioni andavano puramente e semplicemente tolti di mezzo, e che le orde di segretarie che c'erano nei vari quartier generali e nei vari dipartimenti dovevano diminuire. Quello che la commissione voleva era una vera e propria rivoluzione dal punto di vista amministrativo. 
La commissione poteva vedere dal proprio ufficio il rovescio della medaglia di quello che i comandanti potevano vedere sul campo:le ingenti spese destinate alla difesa servivano più per mantenere la burocrazia, piuttosto che per mantenere una forza combattente. Risultato, grasso invece di muscoli.
Fin dai tempi della guerra dei Sei Giorni la nostra dottrina militare ha distinto tra prontezza (le operazioni di difesa di ordinaria amministrazione) e preparazione (per la guerra). Man mano che la nostra presa nei territori occupati si è fatta più salda e che l'industria delle colonie si è espansa, la preparazione ha lasciato in misura sempre maggiore il posto alla prontezza. L'IDF non è più soltanto una forza di difesa; è stato costretto anche a  diventare una forza di occupazione e ad assumere compiti di polizia al tempo stesso. Il generale di divisione Yishai Bar, che si è laureato in una yeshivà religiosa, crede che utilizzare l'IDF nei territori occupati renda l'esercito atrofico e abbrutito.
In questa complicata situazione arrivano gli interrrogativi su un attacco all'Iran. Sia quanti sono a favore di esso che quanti non lo sono d'accordo alzano la voce, sia di persona che attraverso i propri megafoni umani. Nelle argomentazioni apocalittiche di quanti sono favorevoli all'attacco tutto risulta chiaro tranne una cosa: la poca considerazione che essi riservano alle "questioni di secondaria importanza". E' possibile che dopo un attacco all'Iran Hezbollah, Hamas ed altri gruppi terroristici colpiscano lo stato sionista. Chi avrà assestato allora il colpo più forte? Chi affronterà questi avversari?
Qualche anno fa la polizia decise di schierare finte autopattuglie di cartone lungo le strade di tutto il paese. Le autopattuglie finte avevano un aspetto splendido: brillavano, si potevano vedere da lontano. Un po' di tempo dopo sono state ritenute inutili e prive di significato. In considerazione dei livelli di addestramento diventati bassi e della cattiva preparazione, i carri armati e i blindati dell'IDF non vanno considerati molto diversi da quelle autopattuglie di cartone.

 

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