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La poesia dei Talebani. Quelli che bruciano le scuole e avvelenano le studentesse. PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Giugno 2012 10:21
Sul blog di Miguel Martinez è comparsa all'inizio di giugno del 2012 una serie di considerazioni su un testo poetico in lingua inglese recentemente dato alle stampe, Poetry of the Taliban.
E' probabile che chi scrive su Kelebeklerblog abbia persino letto il libro da cima a fondo, contrariamente all'uso corrente che impone di esprimersi su qualsiasi argomento senza averne alcuna competenza e che nel farlo si debba avere ogni cura di attenersi a conformismi dallo spaghettesco e mandolinistico squallore.
Tutti sanno che un "occidentalista" trova disdicevole svolgere attività retribuite diverse dalla prostituzione o dal parassitismo, qualsiasi significato si decida di attribuire a questi vocaboli; il risultato è che la maggior parte di costoro ha moltissimo tempo a disposizione.
Sicché è bastato che passasse qualche ora dalla pubblicazione perché un commentatore dei più fedeli al proprio ruolo specificasse che
Sicuramente apprezzeranno molto la poesia dei talebani anche le donne col viso sfregiato dall’acido, le bambine date in sposa a dieci anni, le maestre le cui scuole i barbuti hanno fatto saltare in aria con la dinamite.
Nulla di troppo irritante: il mainstream nella sua interezza e i frequentatori di ristoranti cui esso fa da propagandista esprimono da oltre dieci anni concetti improntati alla stessa cognizione di causa.
Ad una risposta del gestore del blog, famoso tra quanti lo conoscono per la sincera simpatia che prova per i diversamente pensanti, ha proseguito:
Quindi non è vero che in Afghanistan ci sono stati casi di donne col viso sfregiato dall’acido per non essersi sottomessi al marito?
Quindi non è vero che in Afghanistan le bambine vengono sposate a dieci, undici o dodici anni?
Quindi non è vero che i talebani non permettono alle bambine e alle donne di studiare?
Si può rispondere con un sì o con un no.
Si noti specialmente l'ultima frase. E' tipico dell'atteggiamento da "talk show" dei politici "occidentalisti" e dei loro giornalai rifiutare risposte diverse da quelle utilizzabili per descrivere il punteggio di una partita al pallonaio: un modo come un altro per escludere abitualmente la competenza e l'obiettività da qualsiasi materia in discussione. Questo espediente retorico -entrato da tempo nell'uso dell'ultimo degli sfaccendati dotato di apparecchio televisivo- imporrebbe all'interlocutore di scegliere se accettare le proposizioni imposte dall'"occidentalista" di turno oppure denegarle, diventando in questo caso passibile di bombardamento preventivo e meritevole di democratizzazione a mezzo B52.
Dal momento che in questa sede si mette una certa cura a distinguersi sotto ogni punto di vista da chi trascorre presumibilmente le proprie giornate ingrassando e visionando filmati pornografici, invece di rispondere con un sì o con un no si risponde traducendo una dichiarazione diffusa dall'Emirato Islamico dell'Afghanistan alla fine di maggio 2012. Al di là delle schermaglie propagandistiche, è essenziale notare che i portavoce di Karzai ammettono senza problemi che i Taliban non sono contrari all’educazione delle donne; in "occidente" invece -e non c'è da stupirsene- dieci anni di guerra non sono serviti neppure a questo.


Traduzione da Voice of Jihad, Islamic Emirate of Afghanistan.

Dichiarazione dell'Emirato Islamico dell'Afghanistan sugli incendi delle scuole e sull'avvelenamento delle studentesse

Giovedi 31 maggio 2012
Giovedi 10 rajab 1433

Secondo quanto riferito dai media negli ultimi tempi nella provincia di Takhar sarebbero state avvelenate delle studentesse. In precedenza si era sentito di qualcosa di simile nella provincia di Khost ed in altre località del paese. Alcuni massmedia filocolonialisti e contrari alla jihad, che come prassi ordinaria riferiscono di fatti come questi prima di ogni altro, hanno senza mezzi termini accusato l'Emirato Islamico e non hanno atteso che il portavoce ufficiale dell'Emirato Islamico si esprimesse in merito. Tra l'altro i mass media fanno finta di non sapere che nel 2011, in una conferenza sui sistemi educativi tenutasi a Londra, il ministro dell'educazione del governo fantoccio di Kabul ha esplicitamente ammesso che quella che lui definisce l'opposizione armata non è contraria all'educazione di ragazze e ragazze. Allo stesso modo il viceministro dello stesso dicastero ha dichiarato che a distruggere le scuole sono dei gruppi criminali e non i talebani. Vorremmo anche ricordare come il 22 febbraio scorso nella zona di Kashkot, all'interno del distretto di Khewa, un insegnante e nove studenti siano rimasti feriti nell'indiscriminato bombardamento compiuto da elicotteri degli eserciti invasori. Il servilismo dei mass media ha fatto loro chiudere entrambi gli occhi su fatti come questo, che sono la realtà quotidiana.
E' un fatto che negli ultimi tempi gli invasori hanno martirizzato e bruciato civili innocenti e bambini nella zona di Zangawat, nel distretto di Panjwai, e che hanno oltraggiato i corpi dei martiri prima di bruciarli. Nella base aerea di Bagram hanno commesso l'atto imperdonabile di oltraggiare il Sacro Corano. Gli invasori e i loro servi adesso cercano di distogliere l'attenzione della nazione afghana e quella della comunità internazionale dalle loro azioni barbare e dai loro crimini, mettendo di proposito in giro voci come quella sull'avvelenamento delle studentesse.
L'Emirato Islamico dichiara ancora una volta che si tratta di avvenimenti orribili, con ogni probabilità perpetati da qualche organizzazione spionistica come i servizi segreti del governo fantoccio di Kabul, in nome della sicurezza nazionale.
La politica dei Mujahedin non ha bisogno di molti chiarimenti: resistenza armata contro gli eserciti invasori e contro coloro che li sostengono, fino alla liberazione del paese.
Gli invasori e i mass media sul loro libro paga diffondono menzogne sul conto dei Mujahedin; menzogne che sono parte della guerra mediatica e non hanno alcun riscontro nel reale.
L'Emirato Islamico si dichiara completamente estraneo ai fatti e assicura che i criminali di questa specie, se tratti in arresto all'interno del paese, saranno puniti secondo la legge islamica.

 

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