Questo mezzo esercito sarebbe composto da attivisti di Avaaz intenti a realizzare una delle loro più costruttive, utili e soprattutto partecipate manifestazioni di massa. La sedicente "comunità che si crea intorno a una campagna che porta la politica dei cittadini nel processo decisionale in tutto il mondo" avrebbe ad oggi quindici milioni ed ottocentoquattordicimila appartenenti. Peccato che la realtà confligga con tanta volenterosa intraprendenza, come scrive Miguel Martinez su Kelebek blog in un post che riportiamo per intero.


Qui c’è la mia risposta al signor Oliver MacColl di Avaaz, in traduzione e poi nell’originale.
Chi non avesse seguito la vicenda, troverà un riassunto del caso in fondo a questo post.
“Egregio Sig. MacColl
La ringrazio per la sua sollecita risposta.
No, i suoi colleghi italiani hanno capito male.
Non si tratta di firme false, ma di falsi membri.
Una volta, ho firmato una petizione, promossa da Avaaz, perché condividevo i contenuti di quella specifica petizione.
Adesso scopro che la vostra organizzazione ha deciso di rivendicare anche me tra i suoi “15 milioni di membri”, semplicemente perché avevo firmato quella petizione.
Nessuno mi ha mai dato la tessera di Avaaz.
Nessuno mi ha chiesto di firmare lo statuto di Avaaz.
Nesusno mi ha mai invitato a partecipare a una riunione off-line di Avaaz.
Nessuno ha mai verificato la mia reale esistenza, né mi ha chiesto il numero di telefono per chiamarmi.
Nessuno mi ha mai fatto pagare una quota d’iscrizione ad Avaaz.
Quindi, secondo qualunque ragionevole criterio, io non sono un membro di Avaaz.
A occhio e croce, la mia condizione dovrebbe essere la stessa del 98% dei membri che voi sostenete di avere.
Lei capirà perfettamente ciò che dico, perché vedo che lei è stato Manager of Offline Strategy per GetUp! Australia, che ha avuto lo stesso problema.
Credo che la faccenda si possa risolvere molto facilmente.
Azzerate la vostra lista di membri.
Inviate un messaggio a tutti i vostri contatti, invitandoli a diventare membri di Avaaz e specificando in maniera chiara il programma e i diritti e i doveri dei membri.
Suggerisco anche di far pagare una piccola quota ai membri: li fa sentire più impegnati.
Coloro che risponderanno in maniera affermativa al vostro invito diventeranno così membri di Avaaz.

Cordiali saluti,
Miguel Martinez
Firenze
Italia
P.S. Le ricordo che tutta la nostra corrispondenza sarà pubblicata sul mio blog  http://www.kelebeklerblog.com/
Dear Mr MacColl
Thank you for writing so promptly.
No, your Italian colleagues misunderstood the situation.
The issue is not fake signatures. It’s fake memberships.
I once signed a petition – promoted by Avaaz – because I agreed with the contents of that specific petition.
I now find that, because of having once signed that petition, your organization has decided to claim me as one of its “15 million members”.
I have never been given a membership card of Avaaz.
I have never been asked to sign a charter of Avaaz.
I have never been invited to take part in any off-line meeting of Avaaz.
Nobody has even checked whether I really exist, or asked for my phone number to call me.
I have never paid any dues to Avaaz.
Therefore, by any reasonable standard, I am not a member of Avaaz.
At a rough estimate, my condition is probably the same as that of 98% of those whom you claim as members.
You will clearly understand my point, because I see that you are or have been Manager of Offline Strategy at GetUp! Australia, which has had the same problem. http://en.wikipedia.org/wiki/GetUp!#Dubious_membership_claims
I think the matter can be settled very easily.
Reset your membership lists.
Send out a message to everybody on your mailing lists, with an invitation to become members of Avaaz, specifying a clear programme and detailing rights and duties of members.
I also suggest you make members pay a small membership fee: it helps them feel more committed.
Those who respond in the affirmative become members.
Regards,
Miguel Martinez
Florence
Italy
P.S. Please be advised that our correspondence will be published in full on my blog http://www.kelebeklerblog.com/


Avaaz è una sorta di  cibergabibbo con sede negli Stati Uniti, che pretende di raddrizzare i torti del mondo a colpi di clic. I nostri clic, visto che chiunque firmi le loro petizioni viene automaticamente nominato “membro”.
In quanto eteronominati membri, Avaaz mi ha invitato  ad aprire una petizione su un tema qualunque, in modo ovviamente da aggiungere tutti i miei amici ai suoi membri.
Ho quindi lanciato una petizione per l’abolizione del rosso nei semafori, firmata immediatamente da 609 persone che andavano da Gratta Checca a Pol  Pot.
La cosa è stata allegramente discussa su questo e altri blog e siti, e qualcuno deve aver avvisato la direzione di Avaaz: dopo averci mandato vari messaggi per complimentarci per il nostro lavoro e incoraggiarci, hanno improvvisamente tolto la petizione.
Poi ci ha scritto nientemeno che il Direttore planetario delle Campagne di Avaaz, il signor Oliver MacColl, dicendo che gli avevano segnalato un problema di firme false, e assicurandoci che Avaaz fa di tutto per evitare che ci siano firme false.
 Tortuga, una lettrice del nostro blog, ha dimostrato che Avaaz al contrario evita deliberatamente di prendere le più elementari precauzioni contro le firme false, perché più i contatori girano e più i partecipanti si entusiasmano.