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Firenze, dicembre 2012: la "libera informazione" pietisce la benevolenza dei prossimi padroni PDF Stampa E-mail
Domenica 02 Dicembre 2012 09:16

Dal novembre 2011 lo stato che occupa la penisola italiana sarebbe "governato" da un esecutivo tecnico. Tra i suoi demeriti c'è senz'altro quello di aver preso il posto della più rappresentativa compagine che l'elettorato peninsulare avesse mai avuto, ma il mutamento piuttosto repentino delle cariche istituzionali e delle priorità governative ha avuto ripercussioni inattese negli ambienti più diversi, non ultimo in quello della "libera informazione".
I nostri lettori sanno bene che la "libera informazione" ha vissuto bene per molti anni rispettando le priorità "occidentaliste", che delegavano ad essa il compito di instaurare tra i sudditi un inscalfibile clima emergenziale fatto di terrore e di sospetto reciproco, di delegittimazione di ogni pur minimo dissenso e di criminalizzazione di qualunque comportamento diverso da quelli di consumo.
Grazie all'aiuto sostanziale della "libera informazione",
...questi anni hanno visto lo smantellamento della democrazia, trasformata in eurocrazie e natocrazie, guerre incessanti e la fine dello stato di diritto, per non parlare dello sfascio dello stato sociale, in tutti i suoi aspetti, dalla scuola pubblica alle pensioni.
Eppure la gente rimane incredibilmente sotto controllo. Perché teme e quindi odia.
Teme e odia, perché ogni giorno, sfruttando ogni possibile debolezza psicologica e luogo comune, c’è chi induce in noi una spaventosa fantasia che narra di mostri assetati di sangue alle frontiere. Loro, come gli alieni dei film di Carpenter, ci vogliono morti, punto e basta. E si avvicina sempre di più il giorno in cui ogni altra spiegazione diventerà reato, "apologia di terrorismo" (da Kelebeklerblog, settembre 2005).
Da circa un anno la "libera informazione" è costretta a fare i conti con un mutamento radicale dell'agenda setting della committenza e con un altrettanto repentino irrompere sulla scena di quel principio di realtà in cui essa vede da sempre un nemico giurato.
Il problema è di inaudita gravità perché nello stato che occupa la penisola italiana con "libera informazione" si intende un cicaleccio mandolinista e incompetente, infarcito di malafede, in cui predominano il linciaggio a mezzo stampa degli avversari politici, la roba del pallonaio, giovani donne con pochi vestiti addosso, americanismo di complemento, prodigi di incultura e sionismo d'accatto.
L'immagine che accompagna questo scritto riprende una pagina di una gazzetta che più di molte altre si è adoperata in piena consapevolezza per la diffusione della propaganda "occidentalista" e che sente minacciata la propria prosperità economica da un mutare della situazione evidentemente sgradito e repentino: si tratta di timori ampiamente e giustamente fondati perché a Firenze gli avvenimenti degli ultimi due anni hanno ripulito il mainstream cittadino dalle secrezioni della E-Polis prima, e da quelle de "Il Nuovo Corriere di Firenze" e de "Il Giornale della Toscana" poi: eliminazioni accolte per lo più con scostante e gelida indifferenza.
Si tratta di una specie di auto-pubblicità dai toni queruli ed irritanti. Tra pochi mesi si dovrebbe tenere una consultazione elettorale di tipo politico, e due tra i potenziali "primi ministri" hanno fornito a questa auto-pubblicità delle risposte altrettanto irritanti.
Nel suo insieme, la cosa ispira una serie di riflessioni che non possono che essere tutte negative.
La prima è che una gazzettina coerente con i principi dell'"occidentalismo", primo fra tutti quelli dell'economia di mercato e della libera concorrenza ( roba elevata al rango di dogma, contestare la quale significa come minimo tirarsi addosso l'accusa di coltivare nostalgie inconfessabili) dovrebbe vivere del proprio o crepare senza fare tante storie. La menzogna e la sovversione "occidentaliste" costituiscono invece un tale antidoto alla coerenza da indurre un'organizzazione che sta semplicemente raccogliendo i frutti della propria linea editoriale ad appellarsi alla benevolenza di individui verso la cui parte politica non ha mai avuto indulgenze di nessun tipo. I quali "primi ministri" potenziali hanno dato addirittura ad intendere di aver trovato tempo da sprecare e parolette da spendere, laddove un puro e semplice invito ad arrangiarsi sarebbe stato la risposta più giusta ed equilibrata.

 

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