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Dicembre 2012: la Lega Nord Toscana difende ancora i valori "occidentali" nel munito borgo di Càsole d'Elsa PDF Stampa E-mail
Domenica 09 Dicembre 2012 16:52

Negli anni 2009 e 2010 il gazzettaio auspicava il "superamento dell'Appennino" per i suffragi raccolti dalla formazione politica "occidentalista" della Lega Nord.
A distanza di un anno esatto dalla precedente occasione siamo tornati a Càsole d'Elsa, il borgo collinare non molto lontano da Siena e da Firenze di cui ci occupammo a suo tempo perché ci fornì l'occasione per descrivere la sostanziale differenza che passa tra resoconti gazzettieri, Libri dei Ceffi e Cinguettatori da una parte e concreta azione politica sul territorio dall'altra. Fu la vista della sede locale della Lega Nord ad ispirarci tra le altre le considerazioni che seguono.
La sede del "partito" che ha asserito per anni essere il suo scopo la distruzione della "unità nazionale" della penisola italiana, che ha raccolto i voti di milioni di sudditi dalla consapevolezza e dalle competenze più scimmiesche, che ha contribuito fattivamente a legittimare l'espressione ed il conseguimento degli arbitrii più disumani e vergognosi, nonché schierato nell'elettorato passivo un'impressionante congerie di casi umani che è perfetta rappresentanza dell'epoca contemporanea, è una stanzetta chiusa.
Dal pennone pende una bandiera stracciata ed annerita.
La scena non è delle più invitanti, e può dare l'idea di qualsiasi cosa meno che di un luogo dove fervano le attività.
A completamento appropriato, parcheggiata davanti una delle autovetture più scialbe ed anonime che siano mai comparse sul mercato. In questa sede non si è affatto soliti commentare, specialmente in modo sfavorevole, i beni di consumo in generale; in questo facciamo un'eccezione perché ci sarebbe da ridire persino sul colore.
Tutto contribuisce a dare un senso di spossatezza e di sconfitta.
Detto in termini ancora più chiari, il contesto, la situazione, il setting, l'impressione complessiva fanno letteralmente pena.
Abbiamo constatato con piacere che a distanza di un anno le cose sono semplicemente peggiorate.
Via la bandiera, e via le commemorazioni dei loro ragazzi morti a Nassiria [sic]: la moda del momento vorrebbe che si invitasse a solidarizzare con gli eroi prigionieri nella Repubblica dell'India con l'accusa di aver utilizzato con troppa disinvoltura le armi in dotazione ma Natale Guarino, il libroceffesco segretario locale, questa volta non ha ritenuto doveroso destinare loro nemmeno uno scarabocchio a pennarello.
Non c'era più neppure l'inqualificabile utilitaria spagnola da noi immortalata un anno fa. A Bratislava, nel frattempo, hanno messo in produzione un inutile sostituto dalla bruttezza ancora più scostante.

All'incuria della bacheca, la Lega Nord di Càsole d'Elsa affida da chissà quanto un poster sul nord sfruttato e sull'indipendenza della Padania, come se nulla fosse di una situazione di fatto incommentabile in cui i "politici" della Lega Nord non si sono fatti mancare nulla, dalle lauree di princisbecco alle risse quotidiane tra obesi in cravatta, per finire con la colliquazione delle rappresentanze, ovviamente avvenuta nell'assoluto disinteresse dell'elettorato attivo e da annoverare tra le meno distruttive novità degli ultimi anni insieme ad un radicale e piacevole diradarsi del gazzettame "occidentalista" accolto in linea generale con ancor maggiore indifferenza.

 

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