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Firenze: la legge, l'ordine e i piagnistei di Marco Semplici PDF Stampa E-mail
Sabato 15 Dicembre 2012 09:45

I "giovani fiorentini" difesi dagli "occidentalisti".
Pare che per qualche giorno almeno queste ragazze poco vestite con una predilezione per i consumi costosi
vedranno restringere la scelta dei propri palchi oscenici.

Nel corso degli ultimi decenni la politica "occidentalista" a Firenze come altrove ha lucrato suffragi -in verità non molti, anche ai tempi in cui la macchina propagandistica dell'occidentalame girava senza intoppi- prospettando la fine d'i'ddegrado e della 'nsihurézza, identificati in qualunque circostanza ed in qualunque individuo non avessero in regola le carte per le quali erano gli "occidentalisti" a decidere le regole. L'argomento nella sua generalità è talmente noto ai nostri lettori che non è necessario infliggere loro alcun riassunto sulla pratica politica degli "occidentalisti", il cui scopo ultimo coincide essenzialmente con l'instaurazione della legge del più forte e con l'adozione di una morale da campo di concentramento in tutti i contesti della vita sociale.
Nel dicembre 2012 alcuni luoghi dove si vendono alcolici vengono chiusi dalla gendarmeria. Le ragioni per farlo sono tutte contemplate in quelle leggi e in quei regolamenti in cui gli "occidentalisti" ripongono fiducia senza limiti, a patto che valgano soltanto per gli avversari politici e per i mustad'afin contro cui ci si può accanire senza timore di eccessive conseguenze.
Di alcune di queste mescite avemmo occasione di occuparci tre anni or sono perché la gendarmeria le ripulì da una trentina di elegantoni privando l'occidentalame fiorentino di alcune delle sedi più abituali delle proprie festicciole e facendo pensare, come avemmo a scrivere, che il vastissimo successo di queste mescite non fosse per intero dovuto all'eccellenza del loro succo d'arancia. Ne scrisse, tempo dopo, anche una antica gatta nera, in un testo intitolato Que viva la movida.
Dal momento che si tratta di mescite costose e non di vecchi fondi commerciali in cui qualche mustad'af cerca di sbarcare il lunario rispondendo alla domanda delle studentesse amriki venute a Firenze per apprendere i segreti dell'arte e del restauro, e soprattutto in considerazione del fatto che non ci sono campagne elettorali in corso e che nessuno può quindi azzardare accostamenti imbarazzanti, i residui dell'"occidentalismo" fiorentino nella persona di Marco Semplici hanno pensato bene di fornire una sovrannumeraria testimonianza del concetto di "legge" ed "ordine" che li contraddistingue da sempre. Non si tratta di alcunché di originale. E' la consueta invocazione a far sì che contro l'insihurezzeddegràdo si interpretino per gli amici i rigori che ai nemici vanno puramente e semplicemente applicati senza sconti.
Il testo del comunicato stampa è quello che segue e viene riprodotto per intero al preciso scopo di additare Marco Semplici e la sua parte politica all'aperto disprezzo di chi legge. Di primario rilievo l'inqualificabile deplorazione di quella "logica degli sceriffi" che ha caratterizzato tutte le campagne elettorali degli ultimi dieci anni almeno, e grazie alla quale lo stato che occupa la penisola italiana, come praticamente tutte le "democrazie occidentali", è diventato un luogo in cui è sufficiente alzare troppo la voce al pallonaio per vedersela con la polizia politica.
“Un altro locale viene fatto chiudere dall’amministrazione comunale per sovraffollamento. Dopo l’Otel e il Colle Bereto è toccato allo Yab. Innanzitutto vorrei far giungere la mia solidarietà ai proprietari dei locali chiusi, e anche svolgere un piccolo ragionamento. Il nostro sindaco, sempre così attento alle vicende delle industrie multinazionali presenti sul territorio fiorentino, non sembra affatto interessato al destino di imprese locali che pure anch’esse danno lavoro a tante persone. Le regole vanno fatte rispettare, e su questo non ci piove, ma possibile che uno dopo l’altro locali frequentati principalmente da giovani fiorentini vengano fatti chiudere senza che nessuno alzi un dito per fare qualcosa? Non sarebbe forse utile avviare una riflessione sulla vita notturna a Firenze? O si vuole andare avanti con la logica degli ‘sceriffi’?”

 

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