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Silvia Baldi, Vincenzo Cucchiara e Ghesher: il sionismo alla carbonara (di verdure) tra San Miniato e Aversa PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Gennaio 2013 11:30

Lo stato che occupa la penisola italiana è caratterizzato da organi di rappresentanza e da elettorati passivi uniti dall'attiva promozione della politica yankee e delle scelleratezze dei sionisti. L'obbedienza canina a certe policies e addirittura a certe "mode politiche" non determina soltanto l'agenda politica e le priorità cui gli organi di rappresentanza sono tenuti ad adeguarsi, ma infetta ogni livello dell'elettorato passivo e i rispettivi mass media a libro paga.
Le nuove tecnologie hanno consentito a qualunque "occidentalista" di terz'ordine di utilizzare materiali suggeriti dall'agenda politica amriki per campagne elettorali, pressioni lobbystiche, comunicati stampa ed altre cose del genere, con risultati compresi in tutto l'insieme delle menzogne compreso tra il repellente ed il ridicolo. Basterà ricordare come ogni istanza di un sedicente pitbull col rossetto e del suo obeso seguito di rednecks -gente capacissima di trascinarsi sulle ginocchia continuando a maledire le tasse e la sanità pubblica anche con le viscere rose dalle metastasi- sia stata presentata senza alcuna critica dal mainstream. Nel mainstream nessuno avrebbe avuto da ridire se il "lavoro" dei fogliettisti avesse favorito marmaglia del genere fino a metterla in condizioni di detenere responsabilità nucleari; intanto che la "libera informazione" procedeva in tanto costruttivo impegno, ai piani più bassi dell'"occidentalismo" più mandolinesco, più provinciale e più cialtrone il "tea party" amriki secerneva un certo numero di imitazioni all'amatriciana.
A questi "tea parties" con le còtiche, i rovesci elettorali subiti dagli originali hanno tolto ossigeno e visibilità costringendo lo spicciolame "occidentalista" che vi faceva affidamento a correre maldestramente ai ripari o, più ordinariamente, a sparire dalla ribalta.
Secondo le stesse modalità le istanze della propaganda sionista percolano dal mainstream amriki e dalle lobby sioniste che vi hanno amplissima ed incontrastata influenza fino a conventicole provinciali in ogni senso.
La propaganda sionista viene indicata come hasbarà, letteralmente "spiegazione", rivelando natura ed intenzioni ipocrite fin dalla denominazione.
Anche in questo caso la fine dei mandati dell'ubriacone George Diabolus Bush, gli impresentabili risultati del "democracy export", lo sfumare del "secolo ameriKKKano" con l'"unica superpotenza mondiale" messa davanti a problemi da terzo mondo e probabilmente anche il traballare del lobbysmo sionista dovuto all'eccessiva intraprendenza di uno dei più "affidabili" professionisti dell'ambiente hanno ridimensionato la portata della propaganda, della visibilità mediatica e dell'influenza politica del sionismo.
In altre parole, da qualche anno le istanze del bellicismo sionista non trovano più la pronta risonanza, la comprensione e l'appoggio dell'esecutivo amriki, con tutte le conseguenze del caso.
Nello stato che occupa la penisola italiana, sia pure per vie lievemente differenti, la situazione è la stessa. La fine del più rappresentativo governo che i sudditi che bivaccano nella penisola italiana avessero mai avuto e l'insediamento di un esecutivo di natura tecnica ha portato visibilità mediatica a materie di tutt'altro genere ed ha modificato l'agenda governativa quel tanto che bastava a mettere in secondo piano le esigenze della autodefinitasi "unica democrazia del Medio Oriente".
Con questo non si intende dire che sia venuta meno l'influenza mediatica sionista; criticare lo stato sionista, specie se lo si fa per motivi fondati, anche nello stato che occupa la penisola italiana conduce a tutt'oggi alla gogna mediatica e all'accusa di coltivare nostalgie inconfessabili. Resta l'utilizzo controproducente della propaganda, che getta ora una luce patetica su quello che per rispetto alla כשרות chiameremo "sionismo alla carbonara sì, ma di verdure".
Un'organizzazione dedita al sionismo alla carbonara (di verdure) esiste da qualche anno a San Miniato, presso Pisa.
Da quello che si legge su Ghesher.it, pare che l'iniziativa sia di due cristiani evangelici: Silvia Baldi e Vincenzo Cucchiara.
Dal sito della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose di Aversa (Caserta) veniamo a sapere tra le altre cose che Silvia Baldi
Dal 2010, in qualità di Coordinatrice Nazionale ALI (Io Amo l’Italia) per i rapporti con le Chiese evangeliche e le Comunità ebraiche in Italia, collabora, mediante articoli e conferenze con l’On. europarlamentare Magdi Cristiano Allam, ex vice-direttore del Corriere della Sera, Presidente del movimento politico “Io Amo l’Italia” che vede al primo posto l’affermazione delle radici giudaico-cristiane della nostra storia.
Non occorre aggiungere altro. I nostri lettori avranno capito immediatamente che Silvia Baldi costituisce a suo modo una garanzia, come -sempre a suo modo- la costituisce Magdi Allam, detto il Pinocchio d'Egitto.
Secondo Google un Vincenzo Cucchiara opera a Napoli come truccatore. Qui l'omonimia diventa quasi certezza anche se, come vedremo presto, Ghesher si rivela relativamente versato in un tipo di maquillage abbastanza specifico, che è quello che consente di presentare come accettabili le istanze del sionismo.
Silvia Baldi e Vincenzo Cucchiara presentano così la loro iniziativa:
È un servizio di volontariato svolto con zelo e passione compatibilmente a tutti gli altri impegni di tipo famigliare e lavorativo.
La motivazione trainante di questo servizio è rappresentata da due motti. Il primo è tratto dal libro di Giosuè 24, 15: «Quanto a me e alla mia casa, serviremo l’Eterno». Il secondo è la risposta consequenziale che ne abbiamo tratto: far conoscere Israele ai cristiani e un volto nuovo di cristiani ad Israele.
Tra gli obiettivi, ci siamo posti quello di presentarci come un punto di riferimento e ponte (in ebraico, appunto, ghesher) con alcune comunità messianiche (ebrei che riconoscono la messianicità di Gesù) e una arabo messianica (arabi credenti in Gesù) con cui siamo in stretto contatto e collaborazione in Israele.
Al fine di promuovere una completa e corretta comprensione della “Questione Israele”, riteniamo indispensabile la conoscenza della realtà storica passata e contemporanea. A tal proposito, ci stiamo impegnando per fornire ogni tipo di ausilio (presentazioni, video, proiezioni di film, seminari, lezioni e conferenze) a cui uniamo la promozione di visite guidate presso itinerari ebraici italiani, comunità ebraiche locali e viaggi organizzati presso la Terra d’Israele con un taglio aperto a far conoscere la variegata realtà etnica e le comunità messianiche in loco.
Il miglior modo di "servire l'Eterno" e di "promuovere una completa e corretta comprensione" per i curatori di Ghesher è quello di diffondere propaganda sionista che è possibile identificare come tale a cominciare dal registro linguistico utilizzato. In questo senso, una serie di opuscoli propagandistici ottenuti "su gentile concessione dell'ambasciata" sionista nello stato che occupa la penisola italiana viene presentata come se si trattasse di fatti (facts) sullo stato sionista, per favorire una "comprensione corretta" che ricorda non poco certa "informazione corretta".
Al momento in cui scriviamo la sezione del sito che dovrebbe occuparsi della "Storia Ebrei" nella penisola italiana risulta in costruzione. Se la data del post è attendibile, lo è da quasi quattro anni.
E' probabile che su questo particolare argomento le "concessioni" della stessa ambasciata non siano caratterizzate dalla stessa gentilezza.
Tutte le sezioni del sito sono accomunate, passim, dal concetto di fondo che abbiamo già ricordato: criticare lo stato sionista e la sua politica, specie se con fondatezza, significa ricevere (non si sa se per posta prioritaria o tramite spedizioniere) gradi e mostrine da SS-Standartenführer della Totenkopf-Division, da apporre magari ad una di quelle vecchie giubbe feldgrau che sono da svariati anni uno dei capi d'abbigliamento più diffusi tra le persone che lavorano sul serio.
Intraprendenza nonostante il momento politico resta quello che è. Il bollettino Ghesher di dicembre 2012, che si presume scritto da curatori comodamente alloggiati da qualche parte tra Pontedera ed Aversa invece che in una trincea della Zona K e dal cui curriculum non risulta abbiano mai utilizzato un fucile d'assalto in vita loro, suona come una controproducente dichiarazione di impotenza. Il modo di riportare i link per esteso, indice di squisita professionalità destinato a migliorare sensibilmente l'usabilità del sito, viene dal testo originale.
Spesso la percezione che abbiamo è di essere una goccia piccola, piccola in un mare di bisogni ma ciò ci aiuta a confidare nel Dio d’Israele e anche nostro: «Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà, né dormirà». Anche se i rumori di guerra sembrano allontanarsi, noi non vogliamo abbassare la guardia. Tutto quello che è successo e sta accadendo (guerra a Gaza, dichiarazione unilaterale dello Stato palestinese, richiesta di blocco verso gli insediamenti, ecc) sta scatenando un gran polverone che però ci permette di comprendere in maniera molto più evidente quali siano le posizioni politiche di tanti uomini di Stato. E in Italia, che succede? L’attuale governo Monti con tutti i suoi ministri è totalmente allineato alle posizioni filo palestinesi dell’Europa politically correct. L’interesse economico piega ogni altro obiettivo, lo spread conta più di ogni altra cosa. Infatti mentre sostenere l’islam paga economicamente e subito (fast evolution), essere a fianco d’Israele sempre e comunque richiede scelte impopolari che spesso, sul momento, non pagano ma che a lungo raggio, si determinano assolutamente strategiche. Il Ministro degli Esteri, Terzi ha riconfermato lo stanziamento di € 100 milioni per l’Anp http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=180&sez=120&id=47166. Con un colpo  di spugna, tutti gli sforzi politici compiuti dal nostro Paese in questi ultimi anni, che avevano fatto dell’Italia il partner più fidato d’Europa nei confronti d’Israele, sono stati completamente cancellati. Si tratta di un tracollo.  Vi segnaliamo inoltre un link sui fans di Grillo e il loro odio verso Israele comparso in http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=47036.
In maniera del tutto schierata, ci dichiariamo profondamente in disaccordo su quanti pensino che l’interesse verso le questioni d’Israele non debbano intaccare le nostre scelte politiche.  Persino tanti ebrei italiani affermano questo: che poiché viviamo in Italia, dobbiamo pensare prima al bene del nostro Paese e secondariamente alla politica verso Israele. L’affermazione ci sconcerta per la sua ipocrisia. Lezioni di storia che mostrano quanto sia miope questo ragionamento ce ne sono fin troppe.
Noi crediamo invece che il bene della nostra nazione passi attraverso il sostegno di quegli uomini politici che abbiano il coraggio di dichiararsi apertamente a favore d’Israele affermando il suo diritto incondizionato ad esistere. E qualcuno, grazie a Dio, ancora c’è.
Se gli "uomini politici che hanno il coraggio di dichiararsi apertamente" a favore dello stato sionista sono come Magdi Condannato Allam, è probabile che lo stato sionista (per non parlare dei volenterosi Silvia e Vincenzo) possa prendere in considerazione l'idea di fare a meno dei nemici.

 

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