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Firenze, via del Corso, gennaio 2013. Don Roberto Tassi, Oriana Fallaci e la Tour Eiffel da far saltare in aria PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Gennaio 2013 11:40


Una giornata di sole in pieno inverno non è cosa frequentissima: nulla di meglio che utilizzarla per una camminata per il centro storico di Firenze e verificare de visu le condizioni d'i'ddegrado e dell'insihurézza contro cui l'occidentalame cittadino non smette di inveire. Il refrain propagandistico sull'argomento si è notevolmente affievolito dopo lo schianto successivo di tre fra i foglietti "occidentalisti" che gli facevano da megafono, ma questo non fa che incrementare la voglia di infierire, cui si assomma l'auspicio che la professionalità di tanti gazzettieri faccia loro guardare con altri occhi le panchine dei parchi pubblici, visto che il loro olfatto non si è rivelato abbastanza sviluppato da permettergli di percepire l'odore di mensa dei poveri verso cui conducevano certe scelte editoriali.
La chiesa di Santa Maria de' Ricci si trova in pieno centro storico, in via del Corso.
Proprio qui scopriamo una delle poche presenze vessillari ancora integre dell'"occidentalismo" fiorentino, che prima del recente rovescio si era sempre contraddistinto per una presenza mediatica massiccia, invadente e ciarliera cui si contrapponeva un seguito concreto limitato a minus habentes, indossatori di cravatte, frequentatori di ristoranti ed altri sfaticati benvestiti.
Di Santa Maria de' Ricci è a tutt'oggi parroco don Roberto Tassi, che per qualche anno è stato considerato foriero di potenzialità sfruttabili da parte della propaganda "occidentalista". Don Tassi venne fatto abile e arruolato nello spazio di un mattino, dopo che ebbe testimoniato pubblicamente (a mezzo cartelloni) la malvagità metafisica dell'Islam. Gli ufficiali arruolatori nel periodo successivo non si curarono gran che di certe iniziative un po' ondivaghe: un cedimento che appare relativamente consistente, se pensiamo che l'occidentalame fiorentino respinse sdegnato negli stessi anni la candidatura a sindaco di Franco Cardini, colpevole di aver pubblicamente sostenuto la demenzialità e la scelleratezza dell'aggressione "occidentale" all'Iraq.
Fatto sta che nell'immediato, a non troppa distanza dalle spregiudicate e innovative operazioni urbanistiche portate a termine sul suolo statunitense da un ingegnere saudita dall'aspetto dimesso e dalle aggressioni militari di cui furono pretesto, Roberto Tassi riuscì addirittura a distrarre l'attenzione di Oriana Fallaci da materie di fondamentale importanza per la sopravvivenza della civiltà "occidentale" come i calci e gli sputi del pallonaio. La "scrittrice" lodò l'operato di Roberto Tassi nel libello che Massimo Fini recensì concludendo che di lì a cinquant'anni "libri" come quello sarebbero stati visti con lo stesso orrore con cui oggi si guarda il Mein Kampf, attribuendo sicuramente troppo onore e troppa portata alle invettive di quella donna.
Don Tassi in pieno abbrivio pubblicò un libro imponente ed ambizioso: "Chi è Gesù per Maometto", al cui interno mise un sunto delle pagine che lo riguardavano e che riesce persino a peggiorare un originale già ozioso per proprio conto. Assieme alla copertina del suo libro questo scritto fa bella mostra di sé nella bacheca della chiesa di cui è parroco, nove anni e due sconfitte militari dopo.
L'autore visto da Oriana Fallaci
La scorsa estate a Firenze don Roberto Tassi, il parroco di Santa Maria de' Ricci (la chiesetta di via del Corso dove Dante conobbe Beatrice) affisse due commoventi cartelli. Uno dinanzi all'altar maggiore che diceva: "Salve, o Croce, unica nostra speranza! Qui voglion distruggerci tutti!". Uno sul sagrato che insieme all'immagine delle Due Torri in procinto di disintegrarsi offriva un sillogismo perfetto: "L'Islam è teocrazia. La teocrazia nega la democrazia. Ergo, l'Islam è contro la democrazia". Don Tassi lo usava per spiegare che nella mani di una teocrazia la religione serve solo a tenerci nell'ignoranza, privarci della conoscenza, assassinarci l'intelletto. E qualsiasi persona civile avrebbe dovuto ringraziarlo in ginocchio. Non capita tutti i giorni di trovare un prete al quale i principii laici stanno più a cuore del credo cattolico. Ma guidati da un no-global francese uso spadroneggiare in casa altrui, gli arcobalenisti lo sottoposero a ogni sorta di ricatti e di dileggi. Lo costrinsero a togliere i cartelli, e questo senza che una sola voce si levasse a sua difesa. Quanto alla stampa, beh. Un quotidiano romano riportò la notizia col titolo "Crociata contro l'Islam". Uno fiorentino, con quello: "Basta col parroco anti-Islam". Infatti nel sogno che i figli di Allah coltivano da tanti anni, il sogno di far saltare in aria la torre di Giotto o la Torre di Pisa o la Cupola di San Pietro o la Torre Eiffel o l'Abbazia di Westmister [sic] o la cattedrale di Colonia e via dicendo, io vedo anzitutto una stoltezza. Che senso avrebbe distruggere i tesori di una provincia che ormai gli appartiene? Una provincia dove il Corano è il nuovo Das Kapital, Maometto il nuovo Karl Marx, Binn [sic] Laden il nuovo Lenin, è l'Undici Settembre la nuova presa della Bastiglia?
Cfr. Oriana Fallaci, La Forza della Ragione, Rizzoli International, marzo 2004 pp. 48-57.
L'endorsement Fallaci-Tassi fa miracoli, fino a spostare di tre secoli indietro la fondazione di Santa Maria de' Ricci per fare in modo che in essa si incontrino Dante e Beatrice. Nel libercolo citato la chiesa in cui tradizione vuole sia avvenuto l'incontro viene correttamente indicata in Santa Margherita dei Cerchi, che è a pochi passi ma non è la stessa cosa.
La quarta di copertina del libro di don Tassi riporta un'opera del pittore messicano José Clemente Orozco realizzata nel 1943 e che si intitola "Gesù che distrugge la sua croce". Non è dato sapere per quale motivo don Tassi dati l'opera al 1948 quando Orozco era già morto, e soprattutto perché la chiami "Gesù abbatte croci, chiese e sinagoghe. (Sura 4,159)".
Alla sura indicata si legge
159. Non vi è alcuno della Gente della Scrittura che non crederà in lui prima di morire*. Nel Giorno della Resurrezione testimonierà contro di loro.
*[L'escatologia islamica e l'esegesi (Tabarî VI, 18 e ss.) descrivono lo svolgersi dei “tempi ultimi”, in cui Gesù (pace su di lui) ritornerà sulla terra scendendo a Damasco; ucciderà l'Anticristo e rimarrà per sette anni (o quarant'anni), durante i quali l'Islàm trionferà e anche gli israeliti e i cristiani riconosceranno la sua vera natura e crederanno nella sua missione profetica]
Il tutto non depone gran che a favore del rigore documentale. "Chi è Gesù per Maometto" avrà anche entusiasmato l'occidentalame gazzettista e la sua committenza politica, ma negli ambienti caratterizzati da un minimo di serietà non deve aver riscosso troppo plauso.
Una prima conferma arriva dalla constatazione che al momento in cui scriviamo i riferimenti in internet al volume sono appena una cinquantina: meno di quanti se ne potrebbero ottenere mettendo su un blog la foto del proprio gatto.
Secondo Librinlinea il volume è stato stampato dalla M.I.R. Edizioni di Montespertoli nel 2007 in 200 (duecento) esemplari numerati e non si ha notizia di altre edizioni o ristampe.
Secondo il sito che la presenta -il cui ultimo aggiornamento pare risalire ad almeno quattro anni or sono-, la M.I.R. Edizioni è specializzata in "Libri di medicina naturale e conoscenza olistica". Tra l'ottantina di titoli in catalogo figurano pietre miliari della letteratura medica come "Problemi di Intestino?" di Enio Di Cecco e "Guarire con la Cromoterapia" di Helen Graham. Fra gli autori in catalogo c'è anche un certo Alfredo Lissoni, autore di "Progetto Omega - I dosser Ufo del Santo Uffizio" (L'ipotetico scenario di ciò che accadrebbe alle istituioni [sic] religiose nel caso di un contatto alieno) e di "Ufo Verità nascoste" (I dossier dei servizi segreti - Il Papa e gli E.T. - L'enigma dei potenziati).
Pubblicato in così documentata ed autorevole compagnia, "Chi è Gesù per Maometto" veniva pubblicizzato nel 2007 da "iostoconoriana.it" al prezzo di 50 (cinquanta) euro più 12 (dodici) euro di spese postali. "Iostoconoriana.it" è stato uno dei pochi siti web a pubblicizzare come un vanto gli aspetti più carnevaleschi delle celebrazioni per il sesto anniversario della morte di Oriana Fallaci. I timori per la furibonda repulsione che quella "scrittrice" fu capace di suscitare in vita sono ancora tali che a certe iniziative delle celebrazioni parteciparono più gendarmi che pubblico.
 Dallo stesso sito viene questa presentazione del volume; il fatto che sia scritta in prima persona permetterebbe di attribuirla a Roberto Tassi stesso.
"Per illustrare il confronto fra Maometto e Gesù, ma non solo, mi sono servito delle miniature islamiche che rappresentano la personalità e la superiorità del profeta Maometto nei confronti di Gesù, che lo considera esclusivamente un profeta...guai dichiararlo figlio di Dio!
Infatti nel corano, sura 9,30, dichiara che è infedele colui che dice: il figlio di Maria è Dio. Allah li annienta.
In questo libro ho voluto far conoscere con un linguaggio molto semplice riportando i discorsi di Maometto – le sure – accompagnato dalle miniature islamiche così che con le stesse miniature uno comprende più facilmente che cosa dice Maometto di Gesù. Come la Chiesa dal V secolo in poi, per istruire i fedeli che non sapevano leggere il vangelo, si serviva della pittura e della scultura.
In questo volume ho affrontato l’insegnamento che il profeta ha ricevuto da Dio, secondo lui, che è invece tutta una sua invenzione per dominare l’uomo in contrasto con il messaggio di Gesù, non solo religioso ma anche politico, morale. Maometto non solo si è servito della spada oltre per razziare, si è fatto una sua morale per soddisfare i suoi desideri. Basta citare quello che ebbe a dire che le cose che amo di più al mondo sono le donne e i profumi; ma ciò che mi riconforta l’anima è la preghiera (Cfr. Al-Buhari, detti e fatti del Profeta dell’Islam, Utet, Torino,2003 pp.494-497), ma non solo invita i suoi amici a non sposare le donne che hanno già avuto rapporti sessuali e le vedove ma incita e dice ”non preferisci forse le ragazzine e le loro carezze?”
Pessima la prima impressione, pessimo l'approfondimento. Per i credenti le sure del Libro non sono "i discorsi di Maometto", ma la rivelazione della volontà divina. Ed ecco che cosa si legge nel trentesimo verso della nona sura, il cui significato è meglio precisato dal successivo.
30. Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!
31. Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a Lui, ben oltre ciò che Gli associano!
Pare di capire che il fine ultimo delle cinquecentosedici pagine del libro, sia pur ricchissime di illustrazioni, sia quello di ridurre l'intera questione alla pedofilia dell'Inviato cara a certe studiose di orientalistica di preclara virtù, passando per uno scontro di civiltà dalle proporzioni titaniche in cui abbiamo mille e quattrocento anni di Islam da una parte e un ministro di culto fiorentino dall'altra, con la ridicola Eurabia come teatro operativo. Il fatto che Roberto Tassi ammetta esplicitamente di utilizzare strumenti divulgativi di mille e cinquecento anni or sono è un altro dato rivelatore della competenza e della preparazione profusi nell'opera, per quanti non avessero ancora capito di che cosa stiamo parlando.
L'"occidentalismo" fiorentino è ridotto in condizioni catacombali. Non resta che augurargli un'altra sessantina di campioni come questo.
A poche decine di metri da Santa Maria de' Ricci ci siamo fermati in un khababi per festeggiare nel più adeguato dei modi l'incontro con il librone di Roberto Tassi. Altri due passi bastano per rifornirsi di halva egiziana e di datteri tunisini non trattati, presso la macelleria حلال di via dei Neri. Non saremmo rimasti sorpresi se, facendo il nostro ingresso nel retrobottega di qualcuno di questi esercizi commerciali, avessimo scoperta una copia di "Chi è Gesù per Maometto" a fare da zeppa per la gamba di qualche tavolo.
L'altra possibilità, parecchio più concreta, è che una consistente percentuale delle duecento copie stampate si ammucchi ancora oggi invenduta nella canonica di don Tassi.

Le citazioni dal Libro vengono da corano.it; il fatto che il curatore dell'edizione sia quello Hamza Piccardo cui gli "occidentalisti" hanno dedicato attenzioni isteriche non fa altro che rafforzarne l'autorevolezza.

 

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