Fate alzare i bombardieri: dobbiamo impedire che la Federazione Russa stermini gli omosessuali! Stampa
Sabato 26 Gennaio 2013 13:00


"Alla riscossa stupidi, che i fiumi sono in piena: potete stare a galla..."

Franco Battiato, 1980.

Nell'estate del 2012 i gruppetti di "attiviste politiche" formati da ragazze poco vestite di provenienza generalmente russa o ucraina hanno conosciuto l'apice della popolarità gazzettiera.
La tendenza ha cominciato ad invertirsi nei mesi successivi perché qualcuno ha cominciato ad accogliere con una certa insofferenza i tentativi di acquistare visibilità mediatica messi in atto con ogni pretesto da qualche sfaticata senz'arte né parte.
Poi si viene a sapere che nella Federazione Russa la politica ha un'agenda rimasta a livelli più normali. Questo significa che i legislatori e l'elettorato passivo considerano il Cinguettatore come un cinguettatore, un Libro dei Ceffi come un libro dei ceffi, una lobby come una lobby, un gazzettiere che non sa come fare per arrivare a sera come un gazzettiere che non sa come fare per arrivare a sera.
Alla fine di gennaio 2013 il gazzettaio maggiormente fruibile nella penisola italiana starnazza di "leggi anti gay" di stile sovietico varate da Vladimir Putin. Naturalmente è sufficiente rivolgersi ad ambienti meno mandolineschi per trarre tutt'altre conclusioni.
In questo periodo la Repubblica Federale di Germania è uno degli obiettivi preferiti della propaganda "occidentalista", cui la Germania non piace per gli stessi motivi per cui non le piacciono i calzini di certi magistrati o le tresche degli ex commensali; utilizzare fonti tedesche per mettere la questione nella giusta prospettiva costituisce dunque un piacere ed un dovere allo stesso tempo.
Deutsche Welle spiega in lingua inglese che il parlamento russo ha approvato in prima lettura e a grandissima maggioranza una legge che proibisce, sotto pena di un'ammenda, di "fare propaganda omosessuale tra i minori". Si tratterebbe in pratica della trasformazione in legge federale di ordinanze già emesse durante lo scorso anno a livello locale proprio all'epoca in cui l'inutile scorrazzare delle poco vestite di cui sopra raggiungeva l'apice della visibilità mediatica.
I nostri lettori conoscono bene le priorità e gli interessi che la "libera informazione" ha il dovere di proteggere e di propagandare ad ogni costo. La Federazione Russa non è la Brianza, non è Frascati, non è nemmeno una di quelle contee del Texas dove spadroneggiano sceriffi schiavisti e dove è ammesso ed apertamente incoraggiato nel consenso generale che gli unici argomenti dell'agenda politica siano il "più mercato" ed il "più galera". Per il giornalame la volontà del legislatore russo non può dunque essere altro che il riflesso della malvagità metafisica che anima una realtà geopolitica invisa. Chi non apprezza tanta "libertà di informazione", invece, non avrà difficoltà ad intravedere in essa il controproducente e prevedibilissimo risultato di azioni lobbystiche ridicole e irritanti, condotte e soprattutto propagandate senza alcuna conoscenza del terreno.

Carlo Lapucci è un professore fiorentino che da oltre cinquant'anni pubblica opere originali, saggi, trattati e dizionari animato da una documentata passione per la linguistica, la cultura popolare ed il folklore. Tutte cose che hanno poco a che vedere con le feste in discoteca e molto a che vedere con la sobrietà ed il buon senso.
"Come fece quello che... - Fatti celebri di sconosciuti nei detti proverbiali" (Montepulciano, 1990) riporta i passi che seguono. Sono un commento sobrio e sensato agli esaltanti risultati dell'azione lobbystica nella Federazione Russa.
Fare come i pifferi di montagna, che andarono per sonare e furono sonati. Detto citato spesso per indicare chi parte con pretese o propositi di farsi valere e torna scornato. La storia che deve essere all’origine del detto è ormai sconosciuta. Gioca su doppio significato di sonare, saper far musica con uno strumento e percuotere, bastonare.
Fare come Benvenuto, che andò per radere e fu raduto. Desueto. L’espressione si trova in Bertoldo (cit.) di Giulio Cesare Croce.
Fare come Bazzino che andò a trovare la dama e lo fecero coscritto. Lo presero per forza e lo arruolarono nell’esercito per la guerra.