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Roberto Cenni coinvolge la Repubblica Popolare Cinese in un problema vitale per la città di Prato PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Marzo 2013 09:04


Abbiamo già avuto modo di occuparci di Roberto Cenni.
Roberto Cenni ricopre ancora la carica di քաղաքագլուխ nell'amministrazione della città di Prato; si ricorderà che la compagine politica capeggiata da Cenni è stata spesso citata in questa sede come miracoloso esempio di una  riscoperta delle radici cristiane della civiltà "occidentale". E la conditio sine qua non per la redenzione cittadina era -ed è- rappresentata da un'appropriata scelta elettorale.

I nostri lettori ricorderanno anche di come Roberto Cenni abbia cercato di bucare i media alcuni mesi or sono, scegliendo un'ambientazione meno usuale del consueto per rilasciare un'intervista. Ne scelse invece di assai più ordinarie e rassicuranti quando dovette rendere conto di questioni di meno urgente visibilità.
La campagna elettorale del 2009 a Prato come altrove fu dominata dai toni perentori della propaganda "occidentalista" che i nostri lettori conoscono altrettanto bene: all'epoca la macchina della propaganda funzionava apparentemente come un orologio ed era la prima responsabile di un clima sociale elettoralmente profittevole, che abbiamo tante volte descritto.
Il punto di non ritorno, della saturazione, della perdita repentina dell'efficacia era però dietro l'angolo.
Dopo dieci anni di islàmme, di delazioni, di linciaggi mediatici e di insihurezzeddegràdo la committenza "occidentalista" perse nel corso dell'anno successivo ogni contatto con il mondo reale, non tanto perché questo veniva intanto travolto da una crisi economica e sociale dalla durata e dalla gravità raramente viste, quanto perché emerse in tutto il suo ridicolo squallore l'inesistenza di ogni rapporto tra propaganda veicolata ed azione di governo. Un esempio su tutti, la propaganda governativa presentò per moltissimo tempo come obiettivo irrinunciabile e come autentico faro di progresso l'allestimento di campi di concentramento in tutta la penisola, destinati ad accogliere i colpevoli di esistenza in vita dal potere d'acquisto incompatibile con le boutiques alla moda. In capo a qualche mese gli "occidentalisti" appresero con stupore che nessuno vuole un campo di concentramento davanti a casa, e l'argomento sparì dall'agenda setting.
A risentire di questo scollamento dal reale fu tutta la piramide politica e mediatica dell'"occidentalismo", dai suoi livelli più alti fino alle piccole amministrazioni e alle gazzette di quartiere, molte delle quali tirarono nonostante tutto la corda fino a suscitare insofferenza persino nei bacini d'utenza più fisiologici, finendo per capitolare davanti ai debiti montanti e al drenarsi della raccolta pubblicitaria.
La comunicazione politica "occidentalista" pure alle prese con prevedibili ed evitabilissimi crolli di credibilità non ha affatto metabolizzato la lezione e continua a battere sugli stessi tasti, producendo materiali che somigliano sempre più spesso a disperanti boomerang.
In una giornata piovosa all'inizio del marzo 2013 l'alcalde di Prato è andato a Roma.
Motivo del viaggetto, un caffeino insieme a un signore che si chiama Ding Wei e che al momento in cui scriviamo fa l'ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese presso lo "stato" che occupa la penisola italiana.
Lo riferisce una gazzetta locale sul cui orientamento "occidentalista" non è possibile avere dubbi.
La Repubblica Popolare Cinese è la seconda -o forse la prima- economia del pianeta ed è una potenza nucleare con un esercito di milioni di effettivi. La gazzetta ci spiega dettagliatamente che i temi che Roberto Cenni ha trattato con uno dei più alti esponenti diplomatici della Repubblica Popolare Cinese.
Porre fine a comportamenti scorretti. E' stato questo uno dei motivi della visita romana del sindaco Cenni che si è recato nella capitale per incontrare l'ambasciatore cinese [...] Ding Wei.
Nello specifico, durante l’incontro romano, il sindaco e l’ambasciatore hanno trattato temi come l’igiene urbana, la raccolta dei rifiuti e l’uso indiscriminato di bombole di gas gpl.
Si noti.
Il signor Ding Wei, con robusti studi letterari alle spalle ed in diplomazia da più di trent'anni, ha dovuto passare una mezza giornata intrattenendosi su questioni capitali come la pulizia dei marciapiedi o l'utilizzo delle bombole di gas da cucina, che sono stati gli argomenti specifici dell'incontro.
Specifici.
L'episodio è ai limiti del surreale, ma la produzione inarrestabile di comunicati stampa in cui i politici "occidentalisti" sono professionisti indiscussi si è guardata bene dal sollevare un vespaio.
Se un qualsiasi esponente politico inviso agli "occidentalisti" si fosse recato dall'equivalente amriki, al momento attuale signor David Thorne [*] per lamentare le più che discutibili abitudini delle studentesse yankee, sarebbe stato fatto oggetto di un fuoco di fila gazzettiero oltre i limiti dell'isterico.


[*] La biografia ne specifica ovviamente gli interessi nel campo pallonistico, palloneggiante e palloniero; ne ultra.

 

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