Non siamo riusciti a trovare traccia, sul web, della pagina facente capo alla "Piccola biblioteca della donna musulmana" contenente la fatwa deplorata dagli "occidentalisti" in queste righe punzecchiati, perché probabilmente tutto è stato "chiuso" o spostato; abbiamo però trovato le stesse righe in Umm Usama racconta, scoprendo con pochissima sorpresa che l'ultimo brano, immaginiamo per non casuale distrazione, è stato omesso dai nostri contendenti.
Riportiamo qui tutto per intero, con il brano omesso riportato in verde, aggiungendo le nostre considerazioni.


Una fatwa utile alle neoconvertite padrone di cani...
postato il sabato, 24 dicembre 2005 alle 16:00 da aisha

Domanda: Abbiamo una cagna, nella nostra casa, che abbiamo importato. Noi non eravamo al corrente delle limitazioni relative all'acquisto e al possesso di cani, e non abbiamo bisogno di un cane. Dopo aver saputo delle leggi relative, abbiamo cercato di disfarci del cane, ma questo non se ne vuole andare, perché è cresciuto in casa. Non vorremmo farlo sopprimere. Quale è la soluzione?

Risposta: Non vi è dubbio sul fatto che sia proibito prendere un cane, eccetto nei casi che la Shari'ah ha specificamente permesso.
Chiunque abbia un cane - senza che si tratti di un cane da caccia, o un cane da guardia per il bestiame (cane-pastore), o un cane che viva in una fattoria, in un allevamento - (chiunque lo possieda) perderà il valore di un "qirat" (una grande porzione) della propria ricompensa ogni giorno.
Se qualcuno perde un qirat di ricompensa, significa che sta commettendo un peccato; infatti nessuno perde la propria ricompensa, se non commettendo peccati.
Perciò, tutto ciò dimostra che tenere un cane, senza che ve ne sia la necessità, è proibito.
Per questo motivo, metto in guardia tutti coloro che, come degli illusi, seguono il modo di fare dei miscredenti, prendendosi dei cani come "giocattoli", poiché si sa che tali cani sono funesti e sono una grande impurità.
Il cane è uno degli animali più impuri. L'impurità del cane può essere pulita soltanto lavando il contenitore (leccato dal cane) per sette volte, una delle quali con la terra.
Persino il porco, che Allah (SWT) ha dichiarato illecito e impuro nel Sublime Corano, non è giunto allo stesso livello (di impurità del cane).
Perciò, i cani sono impuri e sporchi.
Nonostante ciò, vediamo molte persone Musulmane inventare inutili scuse per giustificare il fatto di seguire i modi di vita dei miscredenti, ai quali piacciono le cose haram (impure, illecite), e che prendono dei cani come se fossero giocattoli, senza alcuna necessità.
Essi prendono dei cani e li lavano, nonostante essi non possano mai risultare "puliti", anche se si usasse, per lavarli, tutta l'acqua del mare, poiché la loro impurità è un'impurità fisiologica.
Inoltre, i proprietari dei cani spendono molto denaro per mantenerli, e questo è denaro sprecato. Il Profeta (s) ha proibito di sprecare i soldi.
Io metto in guardia coloro che hanno deciso di pentirsi e di tornare ad Allah (SWT), e dico loro di mandare i cani fuori dalla loro casa. Solo nel caso in cui qualcuno abbia bisogno di cani per la caccia, per la guardia ad una fattoria o al bestiame, allora non vi è nulla di male in questo, perché il Profeta (s) l'ha permesso.
Rimane ancora da rispondere (in modo specifico) alla domanda posta.
Ti posso dire che, se tu farai uscire il cane da casa, non sarai responsabile per esso.
Non puoi assolutamente lasciarlo nella casa.
Forse, se tu lasci la porta aperta, il cane uscirà da solo. Potrà uscire e vagare sulla terra, mangiando ciò che Allah (SWT) gli concederà. Come fanno tutti gli altri cani del mondo!
Shaykh Ibn 'Uthaymin

(n.d.t.: La domanda è stata posta da una sorella Saudita. In Italia, come è noto, è pratica abbastanza comune abbandonare i vecchietti - compresi i propri genitori - ma è considerato reato lasciare libero un cane che, in precedenza, era vissuto in casa. Perciò, se qualche sorella o fratello - soprattutto nuovi convertiti - avesse un cane, si può rivolgere ad un canile, chiedendo ai responsabili di occuparsi della sistemazione dell'animale.)


Un'accurata lettura della fatwa rivela uno dei motivi originari per il quale i cani sono culturalmente malvisti dai credenti, ossia la loro concorrenzialità con l'uomo per quanto riguarda l'accesso alle risorse; in contesti di scarsità è dunque giustificabile averne solo se il loro aiuto è effettivamente necessario.
Le brevi esperienze da noi compiute in dar al'Islam ci hanno mostrato che la pressoché totale assenza di cani dai centri abitati contribuisce in modo determinante al loro lindore ed alla loro pulizia, curati -specialmente in Iran- anche in località aride con buon successo; l'esatto contrario di quanto avviene, ad esempio, con le strade e con i lungarni fiorentini, che di deiezioni canine sono spesso letteralmente costellati. Fuori dai centri abitati il discorso cambia, essendo i cani da pastore abbastanza diffusi ed abbastanza ben tenuti (abbiamo avuto modo di vederne in Siria ed in Asia centrale).
Di contro, la tradizione degli ahadith approva il fatto che si accolgano gatti, a condizione che non ne venga fatto commercio e che vengano tenuti con cura. Un aneddoto diffuso tra gli estimatori dei felini vuole che anche l'Inviato ne possedesse uno.