Invasori yankee nelle strade di Falluja. Questa roba qui va bene, la "musica" delle mescite no.


Il "Gruppo di Firenze" è una conventicola di insegnanti che fornisce di tanto in tanto alle gazzette qualche contenuto diverso dal pallone e dalle femmine svestite. Ce ne occupammo un anno fa, quando mandò a dire che chi aveva fatto parte di formazioni combattenti non statali non aveva diritto di parola in materia di letteratura medievale.
A guidare le iniziative del "Gruppo di Fienze" è una pedissequa adesione all'ideologia dominante: "più mercato" e "più galera", perché "non ci sono alternative".
Il problema che questo tipo di fonti è inflazionato all'inverosimile, e che la bella stagione tende ad essere parca di argomenti. Per non perdere visibilità il "Gruppo di Firenze" è stato costretto a presentare in giro un foglietto in cui frigna contro la pessima musica delle mescite di Firenze, corredandolo di qualche avallo presuntamente autorevole.
Tra i firmatari c'è Ernesto Galli della Loggia.
La sua adesione rappresenta una patente di autorevolezza di cui non è lecito dubitare: nel "paese" dove mangiano spaghetti basta vestirsi bene (e magari scrivere su una gazzettina) per poter dettar legge in ogni campo dello scibile e magari dare del terrorista a chi esita più del necessario nel mostrarsi pronamente condiscendente.
Prima di occuparsi di pessima musica e di smercio di alcolici -materie in cui forse è più competente e meno in malafede di quanto non lo sia in geopolitica, ma su questo non ci sentiremmo di sbilanciarci- Ernesto Galli della Loggia si degnava di produrre per il web e per le rotative roba come questa.
Oltre al dovuto omaggio all'entità statale sionista, postulata "unica democrazia del Medio Oriente", si noti l'uso dell'aggettivo "saddamita", di uso comune all'epoca negli scritti dell'occidentalame.
Nella lingua ufficiale dello stato che occupa la penisola italiana esiste il vocabolo "sodomita". Questo significa che gli "occidentalisti" puntavano ad ascrivere ai sostenitori del governo di Saddam Hussein soprattutto la propensione per un certo tipo di pratica sessuale.
Anche in questo nulla di strano: il pubblico del "Corriere della Sera" è costituito in massima parte da sudditi dello stato che occupa la penisola italiana, il che significa che più in là non riesce proprio ad arrivare.
Sono passati dieci anni dall'aggressione amriki all'Iraq e non ci risulta che Galli della Loggia sia accorso a controllare quali fossero gli effetti della sua "esportazione di democrazia" a Falluja o a Najaf.
Possiamo pensare che non sappia neppure che odore ha una ferita agli intestini.
Però gli dà fastidio la cacofonia delle mescite notturne.
Un animo delicato.