La prima guerra mondiale, secondo la fin troppo generosa definizione di Alain de Benoist, fu un inutile e mostruoso macello, da cui sono scaturiti tutti i totalitarismi del ventesimo secolo.
A quel susseguirsi di offensive omicide, le une più assurde delle altre lo stato che occupa la penisola italiana iniziò ufficialmente a partecipare il 24 maggio 1915. Appena venti giorni prima aveva denunciato la Triplice Alleanza, nei cui confronti aveva comunque tenuto una condotta diplomatica e politica senz'altro discutibile, e si era schierato con i suoi avversari dietro la promessa di considerevolissime concessioni territoriali.
In pochi mesi la diplomazia regnicola era riuscita a destare ripugnanza negli ambienti asburgici e tedeschi con quello che venne percepito come un tradimento puro e semplice, e al tempo stesso a sconcertare quelli britannici per l'avidità dimostrata nel corso delle trattative.
In ambiente austrotedesco lo stigma di venalità, malafede e propensione al tradimento che già bollava i sudditi dello stato che occupa la penisola italiana trovò una sorta di coronamento definitivo, con ovvie ripercussioni per la propaganda.
Maledetto Katzelmacher è un opuscolo pubblicato in Germania nel 1915 a cura di Arpad Schmidhammer; se ne fornisce qui una traduzione libera, adatta a essere cantata sulla melodia di Zehn kleine Zappelmänner, insieme a qualche nota per chiarirne il significato.
Il testo accenna con sobria lievità di toni alle suddette virtù patrie mettendo in caricatura un fabbricante di cucchiai che Maledetto lo è tranquillamente anche di nome.
In un periodo in cui gli ambienti politici e gazzettieri della penisola italiana hanno ramazzato senza alcuna discrezione sotto il tappeto la panoplia liberista di cui si sono serviti per trent'anni per sostituirla con le parole d'ordine di un sovranismo d'accatto, testi come questo aiutano a mantenere nei loro confronti una prospettiva confutatrice solida e briosa, resa più incisiva da una buona dose di scherno.
 
 

Maledetto Katzelmacher.
Fantastica storia illustrata di un rapinatore, cantata alla chitarra da Arpad Schmidhammer
Ed. Joseg Scholz, Mainz [1915]
 

 

Maledetto Katzelmacher.
Fantastica storia illustrata di un rapinatore, cantata alla chitarra da Arpad Schmidhammer

 Oggigiorno in questo mondo
è tutto un rapinar,
fra le storie di rapine
la più bella è questa qua:

 

 

 

Maledetto Katzelmacher...
appostato si era già;
dagli Abruzzi tagliagole
per passion, necessità.

Qualche volta ci ha ammazzato
e ci ha tolto un gran tesor;
se le cose gli van male
gira i tacchi e prende il vol!

 [L'immagine di Maledetto Katzelmacher riprende in tutto l'iconografia del brigantaggio, dagli abiti agli armamenti ora antiquati, come la pistola ad avancarica, ora adatti ad aggredire alle spalle, come la lunga daga mostrata in copertina.]

 

Ecco quel che più di tutto
egli ama praticar,
l'omicidio per denaro;
tocca al collo attenti star!

Qui da noi questi furfanti
li impicchiamo, è abitual;
sicché fa il caldarrostaio,
e con la Triplice vuol star.

[Maledetto Katzelmacher riceve denaro per scopi sordidi, in ambienti che non sono da meno. Si noti la scritta "Vietato di lordare", visibile ancora oggi identica in un portico di Trento. All'epoca la città era territorio austriaco, cosa che conferisce a Katzelmacher la natura di autentica serpe in seno. Il trattamento draconiano riservato a quelli come lui gli consiglia in ogni caso la prudenza, per cui si accontenta di sistemarsi con un fornello da caldarrostaio presso un'abitazione che si identifica come "Casa della Triplice", di Michl, Seppl & C. s.r.l.
In questa traduzione i diminutivi Michl e Sepp sono resi con Michele e con Cecco Beppe.]

 

Dal cantuccio riparato
presso casa di Michel
"Caldarroste bell' e toste!"
per chi passa avanti e indrè.

Sistemato sul portone
al padrone proprio mai,
né al suo socio negli affari
le castagne offre giammai.

[Maledetto Katzelmacher offre con servile cortesia un cartoccio di castagne a chi gli consente di mettere alla prova le sue doti di seduttore, ma si limita a un ancor più servile inchino quando passa il padrone di casa, in divisa da Kaiserjäger.]

 

Maledetto il furbacchione
quindi svelto in corsa va
a cercare un arrotino
che sia in quelle parti là.

Fra i suoi molti passatempi
egli caccia gli uccellin;
vuol fregare a Cecco Beppe
questo bel pappagallin.

 

 
Alla Casa Tripartita
Ora arriva a svicolar
l'internazional masnada
con il Miko, John e Jacques.
 
Ma qualcosa sulla casa
questi ladri va a turbar;
contro il furto con lo scasso
con la Škoda Krupp compar.
 
[Maledetto Katzelmacher sta meditando a come impadronirsi del pappagallo che rappresenta Trento e Trieste, quando arrivano Miko (impero russo), John  (impero britannico) e Jacques (Repubblica Francese) decisi a svaligiare la Casa della Triplice. Tentativi destinati al fallimento: le industrie pesanti Škoda e Krupp sono un ottimo deterrente...]
 

 

 
Ad Oriente ed Occidente
nulla valgon fuoco e acciar,
Maledetto Katzelmacher
da neutrale se ne sta.
  
La finestra al piano sopra
pare troppo alta, ah!
Maledetto Katzelmacher
con la Triplice ora sta.
 
[Seduto dietro il suo fornello, Katzelmacher aspetta che gli Alleati vedano vano ogni sforzo e pensino dunque di ricorrere al suo aiuto.]

 
 

 
John la borsa tira fuori
e gli dice "fratellin!
ti ammannisco una sterlina,
prego aiutaci un pochin!"

Tutto allegro -è un grande onore!-
lui procede a unirsi allor
Maledetto Katzelmacher
a questi rapinator.

[L'elegante John mette finalmente mano alla borsa. Una mancia in valuta britannica è sufficiente a scuotere dall'apatia un Katzelmacher che evidentemente non aspettava altro. Maledetto indossa il copricapo dei bersaglieri e si unisce agli scassinatori...] 
 

 
In piramide il quartetto
vuol passar ora all'azion,
ma di sopra la finestra
si spalanca, dannazion!
 
Cecco Beppe per le orecchie
Maledetto adesso tien,
E Michele pensa a Miko
quello giù da pian terren. 
 
[Michele e Cecco Beppe si aspettavano visite non gradite: Maledetto finisce preso per le orecchie, il povero Miko prende un calcio laddove la schiena cambia nome. Impresa fallita nel peggiore dei modi.]
 
 


Maledetto poveretto
ora è mogio a penzolar.
"O Michele" ride Cecco,
"che vendetta ne facciam?"
 
"Impiccato nel fornello
dei marroni in ciel starà.
E se ai corvi non piacesse,
un banchetto ne faran!"
 
[Miko, John e Jacques si danno alla fuga, e lasciano il povero Katzelmacher a vedersela con i padroni di casa.]